domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

25 aprile.
Le Ragazze del ’43
e la bicicletta
Pubblicato il 23-04-2015


Le-ragazze-del-43-e-la-biciclettaQuesto il titolo del documentario ideato dall’Udi e realizzato da Uidi e Uisp, che verrà presentato sabato 25 aprile alle ore 19 presso la Casa Internazionale delle Donne a Roma.

Un filmato carico di significato a partire dal titolo che usa il termine” ragazze” per sottolineare la presenza di giovanissime donne e la loro fondamentale partecipazione alla Resistenza e alla ricostruzione nonché al processo di cittadinanza della nazione.

Il documentario ideato per le celebrazioni del settantesimo anniversario della Liberazione d’Italia, è frutto dell’elaborazione dell’Udi e della sua importante storia fatta dalle donne italiane. Le interviste fatte a Tina Costa, Lidia Menapace, Marisa Rodano e Luciana Romoli sono state curate da Vittoria Tola responsabile nazionale dell’Udi e da Raffaella Chiodo della Uisp e hanno visto la collaborazione delle donne dell’Udi, alcune di loro molto giovani e desiderose di guardare alla storia con la consapevolezza che gli è dovuta. La partecipazione delle donne alla storia del nostro paese e i principi dell’antifascismo sono da sempre, non solo nella celebrazione del settantesimo, i pilastri fondanti l’attivita dell’Udi impegnata dalla sua nascita a valorizzare l’esperienza di queste straordinarie donne che con generosità e coraggio hanno costruito le fondamenta della democrazia.

Nel documentario le protagoniste, staffette, partigiane, raccontano la dimensione della loro scelta di partecipazione come necessaria, assolutamente naturale, sottolineando l’importanza del loro ruolo nella lotta antifascista e contro l’occupante nazifascista pur sapendo di mettere a repentaglio la loro stessa vita. Le protagoniste raccontano come la bicicletta, mezzo povero di locomozione, sia stata il mezzo con il quale spesso hanno veicolato informazioni, portato provviste, trasportato armi e medicine, compiuto azioni, non dimenticando di farci notare come il piccolo mezzo di trasporto racchiuda la valenza simbolica della libertà delle donne, della possibilità della libera circolazione, per citare le parole di Marisa Rodano di come la bicicletta abbia rappresentato “il modo per fuggire” e per questo vietata ben presto da Kesserling appena arrivato a Roma.

È decisa la voce di queste donne che ci invitano a lottare per la libertà, come loro hanno fatto, e che ci dicono che se le donne non ci fossero state il movimento partigiano non avrebbe potuto avere quello slancio e quella solidità che ebbe.

Valentina Muià

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