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Opinioni e commenti
 

A sostegno degli epurati del Pd per l’Italicum
Pubblicato il 22-04-2015


Riferirsi ai valori lo dobbiamo considerare un esercizio retorico o dobbiamo considerarli il riferimento primario quando si affrontano temi che riguardano la struttura democratica di un Paese o l’identità di un Partito politico??

I valori fondanti e di riferimento della nostra Repubblica sono espressi dalla Costituzione. Alcuni sono inviolabili e comuni a tutte le democrazie, e di fronte ad essi ogni parlamentare non può avere vincolo di mandato. Mi riferisco in particolare ai tre unici poteri costituzionali quali quello elettivo che proviene dal popolo, il legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello esecutivo che deve applicare le leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del popolo in Parlamento.

Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei poteri costituzionali, ma mai come ora si sta annullando praticamente quello elettivo, umiliando quello legislativo, e imponendo su di entrambi quello dell’esecutivo.

Su questa Legge elettorale e la riforma del Senato il nostro direttore hai espresso delle giuste critiche in disaccordo con la segreteria nazionale, critiche che la grandissima maggioranza dei lettori dell’Avanti! ha condiviso.

Sulla legge elettorale un componente della Direzione del PSI ha dovuto chiedere il soccorso dell’Avanti! per fare giungere il suo appello di non votarla ai nostri parlamentari, ricordando che ci sono momenti della vita in cui non si può disertare, né venir meno ai principi ed ai valori a cui si è fatto riferimento da sempre e di fronte ai quali nessuna mutazione genetica è possibile. Anche Bersani non è disposto ad accettare l’attuale versione che vuole imporre Renzi e, pur esprimendo la sua fedeltà verso la ditta, ha dichiarato che in questo caso viene prima il Paese e la salvaguardia della democrazia rispetto alla ditta. Recentemente ha dichiarato che allontanarsi dalle radici è come vendere la casa per andare in affitto.

Nessuno degli epurati del Pd ha avanzato la richiesta di sostituzione che, pur consentita dai regolamenti del gruppo parlamentare del Pd, è stata applicata con un capogruppo di 36 anni dimissionario perché contrario all’attuale definizione. Come segno di solidarietà parlamentare tutti i rappresentanti delle forze di opposizione hanno abbandonato la Commissione lasciando solo nelle mani di alcuni parlamentari del Pd di votarsi la legge del loro segretario di partito. Vi immaginate cosa sarebbe successo se un’epurazione del genere l’avesse compiuta Berlusconi??

Le modifiche richieste dagli epurati del Pd fanno riferimento alla regressione della qualità della democrazia derivante dal pacchetto Italicum con riforma del Senato che configura un presidenzialismo di fatto senza contrappesi istituzionali e con un Parlamento formato per il 70% dei deputati nominati dal segretario del partito di maggioranza. Sulla legge elettorale le richieste degli epurati sono principalmente:

  • Modifica della composizione elettorale passando dalla lista alla coalizione dopo il ballottaggio
  • Interventi sulla composizione dei collegi per quanto riguarda i 100 capilista bloccati e le pluricanditature nei collegi.
  • Garantire ai cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentanti

Come con il Porcellum, anche con questa legge elettorale avremo che la più grande minoranza si prende la maggioranza dei seggi controllando così di fatto tutti gli istituti di garanzia, e annullando di conseguenza l’equilibrio democratico dei poteri costituzionali.

Non ci sarà sempre il Pd al governo, per cui occorre preoccuparsi del sistema democratico e non dell’interesse di una persona o di un partito.  In un Parlamento in cui circa il 40% dei parlamentari del Pd è contrario all’attuale definizione e tutta l’opposizione intende rivolgersi al capo dello Stato, abbiamo un presidente del Consiglio sceriffo non eletto che vuole imporre a tutti i parlamentari eletti la sua legge. Purtroppo è  sempre lo stesso presidente del Consiglio che aveva affermato che le Istituzioni occorre riformarle con il massimo del consenso parlamentare. La legge elettorale deve esprimere una maggioranza parlamentare che rappresenti anche la maggioranza del Paese. I referendum che hanno vinto nella prima Repubblica sono quelli che hanno avuto la maggioranza dei cittadini e non quelli della maggioranza governativa. Dobbiamo continuare a stare sereni?

In Europa ci sono tre culture politiche (Socialista, Popolare e Liberale) e due principali sistemi elettivi rappresentati dal sistema presidenziale e da quello parlamentare. In Italia non c’è più nessun partito che abbia la forza parlamentare di rappresentare una di queste culture e le istituzioni si stanno modificando sul modello personale dei partiti che diventano dei comitati elettorali al servizio del leader di turno.

Di fronte a una scelta di profilo costituzionale non è questione di disciplina di appartenenza politica o di coscienza, ma di responsabilità personale di ogni deputato rispetto ai principi della Costituzione e degli equilibri a cui è ancorata. Giustamente in un partito non è facoltà della minoranza sostituirsi alla maggioranza, ma in questo caso si parla di regole istituzionali su cui deve essere un dovere quello di ricercare il massimo consenso parlamentare. Ora che per la maggioranza del Pd non ci sono più gli alibi dei vincoli del Nazareno, rifiutare una composizione interna con la minoranza assume il significato di volere affermare una svolta autoritaria e personale.

I Padri costituzionali avevano concepito la Camera e il Senato con funzioni gemelle per evitare derive autoritarie e il ricordare oggi la legge Acerbo dell’epoca fascista non è occasionale. Se pensiamo che nel dopoguerra fu dichiarata legge Truffa una legge elettorale che assegnava il premio di maggioranza al partito che avesse raggiunto il 50% più uno del consenso da parte degli elettori, come dobbiamo definire quella che Renzi vuole imporre al Parlamento?

Oggi è vergognoso assistere ai continui cambi di casacca che non sono legati a dei processi o a dei progetti politici, ma semplicemente a opportunismo, trasformismo e conformismo. Forse la maggioranza del Pd ha dimenticato che la maggioranza dei seggi di cui dispone deriva dal regalo del premio di maggioranza del Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Sentire il deputato Migliore, ex rappresentante di Sel, che paragonava l’Italicum al Porcellum definito come la peste e che ora diventa il relatore del Pd per questa legge, esprime il livello del quadro politico attuale. In questa configurazione apprendere da Nencini che i parlamentari socialisti voteranno questa legge elettorale – oltre a intristirmi sull’adesione ai contenuti – mi umilia come socialista per l’asservimento e il conformismo verso Renzi.

Invito nuovamente il segretario Nencini a spiegarci sull’Avanti! in base a quale nobile calcolo ha deciso di immolare il voto socialista a questa legge elettorale. Un parlamentare non deve avere vincoli di mandato né nei confronti del Partito, né rispetto alla maggioranza di appartenenza quando sono in discussione i principi e gli equilibri democratici e costituzionali. Attendiamo delle risposte chiare sull’Avanti! da parte del segretario perché in questa circostanza il silenzio non è d’oro.

Avanti! è la voce dei Socialisti, ma ho appreso che le regole a cui si devono attenere la Redazione e il Direttore sono vincolate alla linea politica della segreteria nazionale. Rilancio in questa circostanza la proposta che nella modifica dello Statuto del PSI sia inserito quanto era previsto in quello della Rosa nel Pugno che comprendeva l’uso dei referendum tra gli iscritti per sondarne l’opinione su temi di particolare interesse. Grillo lo sta già attuando. La Direzione, come editore del giornale, potrebbe deliberare da subito l’utilizzo dei sondaggi da parte dell’Avanti! come avviene già comunemente nella maggioranza dei quotidiani nazionali. Non ricordiamolo solo negli slogan che siamo un partito libertario.

La composizione parlamentare del Pd è derivata dalla Segreteria Bersani. E’ opportuno che i 7 parlamentari socialisti non dimentichino che sono stati eletti con Bersani grazie al patto concordato in Europa tra il PSI e il PSE e che il programma a cui avevano aderito si chiamava “Italia bene comune”. Quale bene è più comune delle Istituzioni? Ricordo che in quel periodo elettorale Bersani aveva dichiarato che i suoi valori di riferimento erano quelli socialisti di libertà, uguaglianza e solidarietà e che la parola Socialista è la definizione più antica e più nobile della Storia politica. Bersani anche se iscritto al Pci è stato sempre nella sostanza un socialdemocratico. La sua la considero l’epurazione di un socialista. Assieme a lui, come socialista, mi sente anch’io un epurato. Ci sono regolamenti interni al PSI che per questa mia adesione a Bersani mi aspetta l’epurazione dal PSI??

All’anagrafe Nicola Olanda, nella società Je suis socialiste.

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Commenti all'articolo
  1. da vecchio riformista ex PCI concordo in pieno. Non avevo mai aderito al PD (fusione a freddo) perché aspetto anche in Italia un grande partito socialista. Il turbofanfaniano fiorentino è lì grazie ai quattrini, agli endorsment e ai voti del CDX ai gazebo. La scissione della ex sinistra bersaniana andava fatta il 19 gennaio 2014 dopo l’inicucio segreto del nazareno. Bè noi andiamo a sinistra (obtorto collo..). Ma i parlamentari socialisti-Nencini in testa- che fanno?
    P.S. nel 2008 avevo votato alla Camera il PSI post craxiano-1%. Ma ora come faccio a rivotarlo?

    • Montanelli era disgustato dell’assistenzialismo clientelare democristiano, ma per frenare il consenso al PCI invitava nei suoi articoli a turarsi il naso e a votare per la DC. Dato che come noi tutti aspiri all’affermazione di un grande Partito Socialista, anche se non sei soddisfatto della politica del suo gruppo dirigente continua ad alimentare le sue radici in quanto le foglie secche con i cambi di stagione sono destinate a cadere.
      Sono sicuro che anche per noi socialisti tornerà la primavera.
      Fraterni saluti

  2. Caro Nicola come dici tu”non ci sarà sempre il Pd al governo, per cui occorre preoccuparsi del sistema democratico e non dell’interesse di una persona o di un partito” ma sei proprio sicuro che questa versione del PD sia diversa da quella che eventualmente la sostituisse? e non è nelle strategie del patto famigerato che tale soluzione si è trovata?orbene caro Nicola, male fanno quelli che voteranno un italicum si fatto! e agli uomini che hanno coraggio dico è meglio tornare a votare subito con la legge che ci è data.

    • Epifani annunciando che il PD avrebbe organizzato il Congresso del PSE a Roma disse che lo faceva “perché nel Socialismo sono le nostre radici”. Presenti a Roma c’erano Bersani, Cuperlo, Civati e tutti coloro che condividono la loro linea politica. Mancavano tutti i Renziani della prima e dell’ultima ora.
      Intanto nel PD sta emergendo una cultura socialista. Lavoriamo perché maturi anche il consenso verso i socialisti anche perché il nome dell’ex Capo gruppo Speranza può rappresentare una meta.
      Fraterni saluti

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