giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Aborto, la Spagna
si avvia alla controriforma
Pubblicato il 16-04-2015


Spagna-abortoÈ quasi fatta per la controriforma della legge sull’aborto in Spagna. Ieri è arrivato in Parlamento il primo sì che modifica la legge in vigore e ripristina per le ragazze con meno di 17 anni l’obbligo del consenso dei genitori per interrompere una gravidanza.

L’emendamento presentato modifica la legge approvata nel 2010 dal governo socialista di José Luis Zapatero, che era stata molto criticata dal Partito Popolare e della Chiesa cattolica. La legge fortemente voluta dall’allora Ministra dell’uguaglianza Bibiana Aido prevedeva che per le maggiori di 16 anni il consenso per interrompere un gravidanza spettasse esclusivamente a loro, e che solo uno dei rappresentati legali, padre o madre o tutore, dovesse esserne informato.

Il dibattito ha tenuto banco per mesi, con dure proteste a favore del diritto delle donne, e ha portato alle dimissioni del ministro di giustizia Alberto Ruiz-Gallardón dopo la prima marcia indietro del governo. Adesso però, a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche e con una campagna elettorale da cavalcare nella sempre cattolicissima Spagna qualcosa è cambiato.

A sorpresa, al momento del voto, gli spagnoli, hanno scoperto che Pedro Sanchez, leader del PSOE, ha votato a favore insieme al gruppo del Partito Popolare.
Un grossolano errore del quale si è subito scusato, sostenendo di aver sbagliato il pulsante per il voto elettronico, ma il pasticcio era fatto: “Il mio impegno nella difesa delle libertà delle donne minorenni resta fermo. Le ho sempre difese pubblicamente. Mi scuso per l’errore”. Ovviamente, il voto del segretario dei socialisti non era decisivo, poiché una maggioranza di 184 parlamentari contro 136 aveva già assicurato la vittoria al Partito Popolare.

Uno scivolone politico, ma soprattutto mediatico, quello di Pedro “il bello” perché sui social media si è scatenato ‘l’inferno’ e Sanchez è finito nel tritacarne della gogna pubblica. I compagni di partito lo hanno naturalmente difeso cercando di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla legge dei popolari. “Una cosa è votare per questa legge per errore, una cosa è votarla in coscienza”, ha detto il socialista Cesar Luena segretario dell’organizzazione del PSOE.

Questa controriforma è stata voluta dal PP soltanto in un’ottica elettorale perché anche i dati diffusi dall’ACAI, la struttura che rappresenta il 98% delle cliniche abortive del Paese, suonano a difesa della buona legge socialista che nel solo 2014 ha fatto registrare 400 aborti tra minorenni senza il consenso dei genitori.

La controriforma che manda in pensione la ‘legge Aido’, trasformerà la Spagna nello stato europeo dove sarà più difficile abortire.

Sara Pasquot

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