martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Appalti pilotati.
Arrestati 5 sindaci sardi
Pubblicato il 29-04-2015


carabinieriAppena lo scorso 5 marzo, il ministro degli interni Angelino Alfano era stato in Sardegna in veste ufficiale in merito al crescente numero di attentati ai sindaci e agli amministratori sardi. In quell’occasione lì aveva rese note le misure del governo a tutela di sindaci e amministratori annunciando anche l’avvio di un fondo assicurativo e l’aumento del numero (50 uomini) delle forze dell’ ordine a tutela degli stessi e dell’ordine pubblico.

E’ noto, oramai, che è in aumento il numero degli amministratori nel mirino di quanti , forse, a ragione o meno pensano di esser o non tutelati o non considerati dai primi cittadini e/o più in generale da amministratori e funzionari in genere. Premettendo che l’azione criminale resta di fatto indegna e vile, spesse volte si ricorre più a questi mezzo piuttosto che rivolgersi alla forze dell’ordine, sorge spontanea la domanda, anche visti gli sviluppi dell’inchiesta appalti truccati, se dietro gli stessi non ci sia, appunto l’azione insana di rivalsa nei confronti di amministratori e sindaci ritenuti in qualche modo “scomodi” per coloro che dai comuni “pretendono” qualcosa di più. Il mondo degli appalti pubblici resta di fatto un complesso meccanismo di conquista di potere e supremazia, di concessioni di favori a ricambio e soprattutto occasione propizia per affari.

L’inchiesta sarda, sugli appalti trucati, ha visto impegnati, ieri mattina, gli uomini della Guardia di Finanza e dei Carabinieri che, coordinati dalla procura della Repubblica di Oristano, ha portato all’arresto di 21 persone, 10 in carcere e tra di essi 5 sindaci e 11 ai domiciliari I cinque sindaci sono, primi cittadini dei comuni nuoresi di Ortueri Salvatore Casula, di Tonara Pierpaolo Sau, di Belvì Rinaldo Arangino; di Villasalto (Cagliari) Luigi Usai, e di San Giovanni Suergiu (Carbonia-Iglesias) Federico Palmas. Gli altri sono Salvatore Paolo Pinna, un ingegnere di Desulo (Nuoro) di 62 anni, titolare dello studio ‘Essepi engineering srl’, è stato indicato dagli inquirenti come il capo della ‘cupola’ che si sarebbe spartita gli incarichi professionali di una lunga serie di appalti in piccoli comuni delle province di Nuoro, Cagliari e del Sulcis.

L’inchiesta della Procura di Oristano che ha permesso di sgominare una vera e propria associazione a delinquere è partita alla fine del 2013 sulla base di un esposto anonimo relativo a un appalto per lavori da eseguire nel centro storico di Aritzo (Nuoro). L’indagine riguarda 13 centri: Desulo, Ortueri, Belvì, Tonara, Aritzo, Nuoro, Siniscola, Villasalto, San Giovanni Suergiu, Quartu Sant’Elena, Cagliari, San Vito, Sant’Antioco, Irgoli e Posada. La Guardia di Finanza di Oristano e dal Comando della Compagnia dei carabinieri di Tonara hanno inoltre eseguito 24 misure cautelari personali e numerose perquisizioni. Un meccanismo che, dalle stesse convesazioni tra gli arresti intercetati, non prevedeva bustarelle ma incarichi – “Quelli dell’expo sono ancora fermi alle bustarelle” – si sente nelle intercetazioni, mentre loro avevano messo su un meccanismo mirato a ricevere incarichi in altri comuni. Un sistema collaudatissimo che con ogni probabilità andava avanti da anni. Cosi, amministratori, tecnici comunali e progetisti di una quindicina di comuni sardi avevano trovato il modo di trarre vantaggi senza ricorrere al consueto passaggio di denaro.

Come ha spiegato in conferenza stampa il procuratore Andrea Padalino Morichini – “il sistema che abbiamo individuato si basava solo sulla scambio di incarichi professionali”. Tutta l’inchiesta è partita a seguito di un esposto anonimo su un appalto riguardante il restauro del centro storico di Aritzo, Comune nel nuorese. L’inchiesta vede anche un secondo filone di inchiesta, come reso noto alla stampa nella tarda mattinata di oggi e tra i 60 indagati spicca il nome del Consigliere Regionale, Gian Luigi Rubiu di Area Popolare. Il suo coinvolgimento è nella veste di veste di presidente del Consorzio di bonifica del Cixerri. Secondo l’accusa, Rubiu avrebbe fatto pressioni sul responsabile del procedimento affinché quest’ultimo procedesse all’invito per le gare d’appato solo i prefessionisti di cui i nomi erano indicati da Rore Pinna ritenuto dagli inquirenti la vera e propria mente della “cupola” degli appalti pilotati. Insomma, uno scandalo che nei prossimi giorni vedrà certamente nuovi professioni.

Antonella Soddu

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