venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Appello ai parlamentari:
il DDL scuola così non va
Pubblicato il 21-04-2015


Onorevoli compagne e compagni,
il DDL in discussione alla Camera dei Deputati di riforma della scuola italiana, denominato dal Governo “La Buona Scuola”, ha messo in ansia centinaia di migliaia di lavoratori, tra docenti e personale tecnico ausiliario. Il PSI si è sempre contraddistinto per le sue posizioni chiare e forti a difesa della scuola pubblica. Non lasciamo che questo patrimonio vada perduto.

Questo DDL disattende tutti i valori cui il socialismo italiano si è da sempre ispirato. Non riconosce il merito e getta alle ortiche anni di sacrifici e di duro lavoro. Assumere centomila persone dalle Graduatorie ad Esaurimento è un atto condivisibile, ma non lo si può fare sulla pelle di tutti gli altri docenti. Ci sono i docenti delle Graduatorie di Istituto che hanno sempre lavorato al servizio della scuola, nel rispetto del quadro normativo che il legislatore ha deciso di istituire. Questa non può essere considerata una colpa. Ci sono i vincitori di concorso e gli idonei. Ci sono gli abilitati e gli abilitandi TFA e PAS. Tutte queste persone hanno fatto dei percorsi previsti dalle leggi e non è accettabile buttarle per strada da un giorno all’altro. Inoltre, si parla tanto di merito e poi ci si dimentica che chi ha vinto un TFA ha superato una dura selezione ed ha anche investito molti soldi.

Ma, oltre alle gravissime conseguenze sul piano occupazionale, ritengo che noi socialisti non possiamo condividere soprattutto la filosofia di fondo che è alla base di questa riforma. Noi abbiamo sempre esaltato la collegialità in luogo dell’autoritarismo. La chiamata diretta dei docenti va nella direzione opposta. Anche la trasparenza ne verrebbe gravemente pregiudicata e si spalancherebbero le porte a nepotismo e privilegi. Nel DDL si fa cenno anche ad una maggiore apertura della scuola a capitali privati, ma è lecito domandarsi cosa essi chiederanno in cambio. Ci saranno influenze nefaste sulla libertà di insegnamento e sull’offerta formativa? Inoltre è chiaro l’intento di perseverare nel finanziamento alla scuola privata, ed è appena il caso di ricordare che si tratta di una scelta incostituzionale.

Non vorrei poi scendere in tecnicismi, ma il il divieto di supplenze oltre i 36 mesi è una gravissima aberrazione, che distorce gravemente lo spirito che ha informato la sentenza europea che ha censurato l’abuso di contratti a tempo determinato.

Un’ultima cosa: questa Riforma è invisa alla quasi totalità dei lavoratori della scuola. Anche come metodo, ritengo inaccettabile che non si tenga nel minimo conto l’opinione di chi nella scuola ci lavora con passione e sacrificio.

Chiedo, pertanto, ai compagni parlamentari di esercitare in piena libertà il mandato parlamentare e di evitare che il PSI si macchi dell’approvazione di una riforma peggiorativa della scuola italiana e gravemente lesiva dei diritti dei lavoratori e degli studenti.  Sono certo che questo appello non rimarrà inascoltato perché cultura e la scuola sono da sempre nel cuore dei socialisti.

Sandro D’Agostino

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