sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Associazione bancaria
italiana, tempi biblici
per la sfida
Pubblicato il 08-04-2015


AbiMi duole disturbarla Presidente Patuelli, in questo momento di “massimo splendore” per la pubblicazione della sua ultima fatica letteraria dal titolo: “Banche, cittadini e imprese”. Un’opera di cui le faccio i miei più sinceri complimenti. Mi permetto di importunarla, inoltre, per rammentale quella “piccola” promessa agostana dimenticata nei mesi successivi, neanche si fosse perduta nel brutto tempo di una primavera inclemente.

Forse lei non se lo ricorda, noi di Interessi Comuni, invece, molto bene! Le scrivemmo per chiederle un cortese quanto indispensabile incontro di una richiesta molto importante, innalzata, peraltro, agli onori della cronaca attraverso le colonne del quotidiano La Gazzetta di Reggio, e di Avanti online. Il bisogno di cui mi sono fatto portatore era stato mosso da oltre cinquanta artigiani che volevano incontrarla per cercare di arginare le aggressioni subite da alcuni istituti di credito, quegli stessi istituti che Lei rappresenta nell’ABI. Il fatto singolare quanto foriero di ottimismo fu che il giorno stesso della pubblicazione della notizia sulla Gazzetta, Voi mandaste una lettera al Direttore, a firma Luca Lorenzi (presidente regionale ABI Emilia Romagna, ndr) e Gianfranco Torriero (vice direttore generale ABI, ndr), dimostrando tutta la vostra disponibilità ad incontrare le aziende firmatarie della richiesta, perché – cito le vostre parole – “le banche e le imprese … debbono lavorare insieme per poter superare le attuali difficoltà. “Ed ancora “… sarà possibile trovare soluzioni costruttive anche a queste nuove richieste” ostentando la circostanza che già in passato l’ABI si era adoperata – perlomeno così si legge – per decine di migliaia di “moratorie messe in campo”.

Mi scusi Presidente Patuelli, ma di queste oltre 42.000 imprese emiliane che citate nel vostro scritto come fossero state “miracolate” dalla sua Associazione non ci è dato di sapere nulla, ma dei “miei” cinquanta artigiani, le posso assicurare, sono assolutamente certo che vi hanno “bussato al cancello” a fine Agosto dell’infausto duemila14.

Adesso siamo, ormai, a primavera e continuiamo ad ascoltare il vostro silenzio. Ma, non eravamo in attesa di un invito per venire a trovarla nella capitale?!? Eppure vi abbiamo inviato una richiesta di appuntamento a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno datata tre settembre come da vostra attesa! Stavamo supplicando di riceverci perché alcuni imprenditori erano prossimi a vedersi portare via la casa, a meditare gesti disperati ed “insani” per colpa delle rispettive banche. Era fondamentale, quindi, la velocità di azione per aiutare i tanti in gravi difficoltà.

Mi scusi ancora Dottor Patuelli, ma quale è la speranza che possiamo riporre in una Associazione che scrive con tempestività encomiabile alla Gazzetta di Reggio, promette che “sicuramente” si farà qualcosa, e poi si dimentica di dar seguito alle parole scritte. Le persone stanno soffrendo, gli imprenditori e gli artigiani, di cui io sono solo il megafono, si trovano in acque sempre più agitate.

Sono passati tantissimi mesi e non abbiamo avuto riscontro. In questo modo lei offende le persone bisognose che, attraverso di me, le hanno scritto con il cuore in mano e l’animo gonfio di speranza. Per giunta, offende anche la Gazzetta che, proprio in virtù di quella vostra risposta, vi aveva dato ampio risalto dalle sue pagine suggellando, agli occhi dei lettori, la volontà propositiva scaturente dalle parole spese dall’ABI. Praticamente è come aver illuso un affamato per poi lasciarlo digiuno. Nemmeno un piatto di minestra, un panino, nulla di nulla! Lasciati con una “pistola” alla tempia sul marciapiedi a “morire di fame” dopo avergli fatto sognare un pasto caldo. Una crudeltà gratuita!

Mi permetta ora una soluzione a tutta questa situazione Presidente, perché se i tempi per un incontro con Voi sono “biblici” non voglio farla sentire responsabile dei tanti imprenditori che nel frattempo si sono persi irrimediabilmente, ma per gli altri ancora in vita le chiedo ancora, ed un ultima volta, l’opportunità di confronto su problemi fondamentali come la “sopportazione” sociale della periferia degli ultimi. Un incontro che, mi creda, sarebbe molto opportuno per tutti! Lei Presidente, in un’intervista critica l’approccio nichilista della realtà italiana nell’affrontare i problemi, ma il nichilismo è proprio nell’associazione “magistralmente” presieduta dalla sua persona.

La negazione di qualunque volontà costruttiva è nei fatti da voi portati avanti, una negazione intesa come nulla di fatto. Rien de rien, infatti, per poter risolvere le conflittualità tra banche, imprese e famiglie, perché non fate altro che accentuare nel concreto una crisi economica sempre più cronica. Ma si Presidente Patuelli, la lasciamo in pace, io stesso in questi mesi, come portavoce dell’Osservatorio di Interessi Comuni, ho cercato un confronto con Lei, e pure l’ho invitata alla presentazione del volume “Istituti diScredito”, dove avremmo potuto amabilmente conversare sulle criticità economiche che certo non abbiamo provocato noi. Ci scusi se siamo stati così ingenui da perderci nelle parole della sua Associazione, l’ABI, appunto.

Angelo Santoro

 

 

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Grazie novello Robin Hood per l’impegno in Interessi Comuni a difesa dei deboli e dei bisognosi, che pur avendo meriti e capacità imprenditoriali vengono vessati e rapinati da usurai travestiti da banchieri.
    Dottor Pattuelli: da rappresentante di una gloriosa cultura liberale, non dimentichi gli insegnamenti di Einaudi e partecipi a sostenere questi artigiani.
    Je suis socialiste

    • Gentile Dr. Olanda, leggo spesso i suoi commenti sull’Avanti online, che cortesemente ci ospita. In questo intervento si è firmato “je suis socialiste” mai nulla fu così vero! Lei ha sempre un incoraggiamento per tutti, mai una critica feroce, semmai, qualche volta, invita alla riflessione, stimola il dibattito! Personalmente mi piacerebbe leggerla in un suo intervento sugli spinosi argomenti trattati dall’Osservatorio Interessi Comuni. Una lettera aperta, critica ma costruttiva, audace ma efficace. Abbiamo bisogno gli uni degli altri. Si, je suis socialiste.

  2. Ho partecipato alla riunione dove, tutti insieme, abbiamo dato mandato ad Interessi Comuni, di scrivere all’ABI. Siamo rimasti increduli quando abbiamo letto sulla Gazzetta l’immediata risposta, al punto che pensavamo ad uno scherzo di cattivo gusto, invece era proprio vero! Però la delusione è rimasta, se dopo sei mesi dobbiamo sollecitare un incontro che sembrava dovesse avvenire il giorno dopo. Io sarei stato più duro caro Santoro, però se pensa che questa sia la volta buona, cosa dire, bene così!

    • Interessante, ma mi sfugge qualcosa in questo scambio di post tra Olanda e Area. Un paio di volte Area è A.S. o Angelo Santoro, ovvero il presidente di Area, e qui invece Area sollecita Santoro a essere ‘più duro’ … Che è successo?

      • Buonasera Gordon, nulla di che, un imprenditore in difficoltà che si è speso molto per Area, e continua a farlo nonostante i problemi economici. Un volontario, un amico, una persona perbene con accesso libero nella nostra sede. A.S.

  3. Volutamente scritto disgiunto dal commento precedente. Io, e i miei colleghi, la leggiamo spesso nei suoi interventi sull’Avanti online Dr. Olanda, questa volta si è firmato “je suis socialiste”, ne ha facoltà, perché per tutti noi è un socialista vero! Sempre una parola cortese per tutti, incoraggia, dà consigli educati e competenti, mai una critica feroce, semmai, qualche volta, invita alla riflessione, stimola il dibattito! Personalmente mi piacerebbe leggerla in un suo intervento, più precisamente in una lettera aperta sugli spinosi argomenti trattati dall’Osservatorio Interessi Comuni, come il gioco d’azzardo per esempio! Comunque, grazie!

    • Gent.mo Dr Santoro e generosi Operatori di Interessi Comuni
      Innanzitutto desidero chiarire che non sono né un economista né un giuslavorista né un laureato ma un semplice perito industriale che per 47 anni ha svolto la sua professione in Italia e all’estero.
      Le varie esperienze professionali, l’interesse alle tematiche sociali e i valori socialisti che ho posto a loro sostegno, hanno contribuito a pormi in condizione di cercare di formulare delle valutazioni e se possibile di avanzare qualche proposta. I miei contributi saranno pertanto sempre confinati nell’ambito delle mie competenze e sollecitati dalla sensibilità che mi deriva da alcuni valori.
      Vi ringrazio per gli apprezzamenti che riservate ai miei commenti sull’Avanti, per l’aiuto che dedicate ai deboli e bisognosi e per il vostro contributo di conoscenze e di supporto valoriale che apportate al nostro glorioso giornale e alla causa socialista.
      Je suis socialiste è uno pseudonimo che ho adottato dopo i sanguinosi attacchi dell’Isis ai valori su cui affondano le nostre radici.
      Fraterni saluti da Nicola Olanda

      • Gentilissimo Signor Olanda, lei mi stimola a scrivere un articolo che quasi certamente titolerò: Banche, rispetto ed educazione! Una cosa tanto semplice quanto complicata perché mi chiedo, ma dove hanno trovato residenza questi sostantivi negli ultimi anni?!? Solo fino a ieri la buona creanza era nel DNA di tutte le famiglie italiane, di tutti noi che, giorno dopo giorno, stiamo franando verso il buio dell’ignoranza.
        Come se, più o meno, inconsciamente avessimo nostalgia di quel medioevo raccontato magistralmente da Umberto Eco.
        Grazie a lei Nicola, per avermi ricordato nel suo colloquiare, l’importanza del rispetto e dell’educazione, appunto. A.S.

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