domenica, 25 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Bagnasco e l’orologeria
Pubblicato il 17-04-2015


Può aver ragione il cardinal Bagnasco, presidente della Cei, quante volte noi l’abbiamo ricordato, quando rileva che a volte la giustizia agisce ad orologeria. Cioè in vista delle elezioni. Non è la prima volta. È però la prima volta che un alto esponente della Chiesa cattolica, il capo della Conferenza dei vescovi, prende posizione su una vicenda giudiziaria che riguarda un uomo, in questa caso una donna, che si presenta al voto. Come mai? Siamo certi he Raffaella Paita, nonostante la vicenda per la quale è indagata abbia prodotto morti e feriti, non ha alcuna particolare responsabilità penale. Ma mai in passato su vicende analoghe la Chiesa aveva preso posizione. È vero, Bagnasco è arcivescovo metropolita di Genova. Ma mai nessun vescovo metropolita o no, nessun cardinale e men che meno il presidente della Cei, aveva attaccato la magistratura e difeso un candidato presidente alle elezioni. Ne prendiamo atto. Solo che quando si apre un nuovo modo di intendere il rapporto tra Chiesa, politica e magistratura, bisogna poi trarne naturali e coerenti conseguenze. D’ora in avanti sara lecito pensare che se Bagnasco non interverrà l’azione giudiziaria sarà giustificata. Altrimenti l’arcivescovo e cardinale e presidente dovrà pur dire la sua.

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo Mauro
    I primi concetti di speranza, carità, solidarietà, bontà, fratellanza e amore per il prossimo le ho imparate con la dottrina cristiana. Crescendo, la vita quotidiana mi ha aperto alla conoscenza della cultura politica e la pratica dell’esistenza mi ha condotto a individuare nella cultura socialista quella più attinente ai valori trasmessimi nell’infanzia da quella cristiana. La guida per un buon cristiano è rappresentata dalla lettura dei Vangeli dove è possibile acquisire attraverso gli atti e gli insegnamenti del Cristo quali sono i riferimenti e i doveri a cui attenersi per sentire di appartenere veramente a quella Fede. Non sono un teologo ma un peccatore e non desidero competere con i maestri della Dottrina, ma sento, e con me non solo chi è cristiano, di desiderare come si deve comportare chi amministra la Cristianità. Un riferimento in termini del ruolo che deve svolgere un qualsiasi Ministro della Chiesa ci viene direttamente da Gesù quando i farisei lo volevano mettere in difficoltà tra il potere di Roma quello delle istituzioni israelite; la sua risposta fu: date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Sull’insegnamento del Cristo son fiorite diverse interpretazioni per cui abbiamo i cattolici, i protestanti gli ortodossi etc. Succede in una certa misura a quanto è avvenuto, continua e continuerà a verificarsi per l’interpretazione del Socialismo. Nella Chiesa al pari che nella Società ci sono i conservatori e i progressisti. Ci sono i Bagnasco ed un altro ligure come Bertone e Papa Francesco. La Chiesa ha avuto i suoi Santi per testimoniare l’applicazione dei Vangeli del Cristo e il Socialismo ha avuto i suoi martiri per fare affermare il progresso che da quei valori poteva derivare.
    Evitiamo però come Socialisti di ricadere nella cultura dell’anticlericalismo per gli errori di alcuni Ministri della Chiesa. I socialisti non possono essere un’elite e ricordarsi che senza i cattolici Mitterand non avrebbe potuto condurre i socialisti a governare la Francia per 10 anni. Laicità è anche sinonimo di libertà e significa dialogo, tolleranza e rispetto per ogni corrente di pensiero e credo religioso. Un Partito socialista se non è un partito di massa non potrà mai aspirare al governo di un Paese. A coloro che stavano per lapidare un’adultera Gesù disse: chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. Fraterni saluti
    Sono cristiano e perciò Je suis socialiste

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