sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Banche, banchieri
e la “valanga” bancari. Profumo di fregatura
Pubblicato il 04-04-2015


banche usuraCon le ultime nevi di primavera è iniziato anche lo smottamento del personale bancario, ritenuto tanto utile ieri per quanto superfluo oggi. Infatti, l’accordo del rinnovo firmato l’altro giorno, dopo quasi due anni di trattativa (85€ in tre anni di cui i primi 30€ solo a fine 2016), la dice lunga sulle intenzioni degli istituti di credito verso i suoi collaboratori, non ci vuole uno stregone per capirlo, o forse sì?!? Le banche hanno già estratto le sputafuoco e sparano petardi sul cucuzzolo della montagna innevata. Una slavina, quindi, che non si riferisce alla finanza, ai quattrini, ai funzionari incapaci di capire cosa succede o anche solo cosa è successo, perché la sola cosa di cui sono bravi è prevedere il futuro. Li immagino nei loro uffici a scimmiottare il Mago Otelma, nel verbo e nel vestire, l’occhio perso nell’infinito ad invocare Odino, e la mano a frugare nei nostri portafogli per “sgraffignare” gli ultimi soldi rimasti. E invasati come i Templari di Via Prè, urlare: “É Dio che lo vuole!” mentre massacravano il vicino della porta accanto.
Intanto, mentre i signori banchieri festeggiano queste carnevalate con i loro travestimenti, gli impiegati considerati “bassa manovalanza”, dopo averli sfruttati del loro lavoro, delle amicizie, della credibilità, ed infine mortificati al ruolo di venditori di pentole, li sbattono fuori a calci nel sedere perché non sanno più cosa farsene. Dal 2000 sono già stati lasciati a casa oltre 68 mila dipendenti di banca, e si stima che già dal 2013 altri 40.000 bancari siano in esubero. A noi, cittadini già provati da una crisi sociale e finanziaria senza precedenti, adesso provano a buttarci tra i piedi decine di migliaia di persone per ingrossare le fila dei disoccupati in attesa di ricollocamento, o della pensione, Signori, stiamo attenti perché c’è “profumo” di fregatura. Eccoli i nostri nuovi compagni di sventura, dopo essere stati complici consapevoli delle nostre disavventure, dopo aver fatto gli informatori sprezzanti delle nostre disgrazie economiche e famigliari, chiedono asilo politico, recitano slogan durante lo sciopero nazionale dei bancari che si è tenuto alla fine di gennaio a Milano: “Sciopero perché sono un bancario non sono un banchiere”. Ma dove erano questi signori quando i loro padroni ci praticavano usura, e perfino quando mortificavano la nostra dignità di donne e uomini integerrimi che per anni avevamo provveduto al loro mantenimento?!?
Un funzionario della Banca di Desio, sentito al telefono mentre sbeffeggiata l’impiegata della ditta di movimento terra con sede nell’hinterland milanese, era addirittura contento perché alla società sua cliente avevano annullato l’affidamento sul conto corrente. Ma non si rendeva conto questo “asino” che, così facendo, la “sua” banca stava scavando la fossa non solo al cliente ma al suo stesso posto di lavoro?!? Senza clienti a cui affidare i propri impieghi alla banca cosa rimane da fare come oggetto sociale? La banca è o non è una società commerciale che ha come suo “oggetto di vendita” il denaro?!? E se quindi non “smercia” il suo prodotto, i funzionari di vendita o gli addetti all’organizzazione interna della banca cosa servono? A vendere i tapis roulant della Technogym?!? Ebbene sì, pensate che un’impiegata di Unicredit, è stata accusata da un cliente di avergli venduto un iPhone con una pressione psicologica tale da sfiorare l’azione ritorsiva. No, mi dispiace, ma una parte di loro non mi fa pena, e francamente se rimangono senza lavoro non mi commuovo. Se poi quella parte inizia ad essere terrorizzata del domani come noi, forse capisce. Possiamo accettarli e magari pure perdonare le loro complicità solo se vanno a testimoniare le nefandezze che hanno visto e vissuto, ma in Tribunale! Troppe sono state le persone che si sono tolte la vita perché i funzionari, armati di sola indifferenza, che venivano calati in trincea, si affidavano alle antipatie dell’impiegato di turno, per agire, per colpire, per massacrare e distruggere i sacrifici di una vita laboriosa messa già a dura prova da una crisi sociale ed economica, senza precedenti, per le famiglie del nostro Paese. 

Angelo Santoro e Franco Benaglia


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Commenti all'articolo
  1. La vostra ironia è sorprendente! Lasciatemi dire che nonostante la mia attività si rivolge all’universo sanitario, sempre più spesso
    ascolto colleghi massacrati (come dite voi) da un sistema bancario ottuso e direi perfino medievale. Più che carnevalate, questi, sono
    soprusi belli e buoni, perpetrati in maniera stupida e continuativa. L’epilogo non era scontato, però i bancari non potevano pensare che sarebbero
    diventati tutti banchieri, qualcuno con l’amico giusto c’è riuscito ma gli altri andranno a casa soppiantati dall’informatica a meno che
    non si adeguano come l’impiegata di Unicredit, che vende telefonini in attesa di passare in reparti più “appetibili”, come gli alimentari di prossima apertura!
    Mi sono convertita al vostro apprezzabile ed insolito linguaggio, perché, come addetta ai lavori, credo che sia un antidoto alla sofferenza!

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