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Opinioni e commenti
 

Banche, Tremonti,
Monti… e la “zingarata”
Pubblicato il 29-04-2015


bancheEravamo nel 1956 quando Fred Buscaglione ci deliziava con la sua canzone “Che bambola”, un ritornello anticipato da un fischio compiaciuto. Tre anni dopo, nel 1959, usciva con un altro brano fantastico “Eri piccola così”. L’immagine di un sogno e del suo ridimensionamento, una magica poesia che si è “schiantata” (come il suo autore). Un po’ la stessa situazione in cui ci siamo venuti a trovare nel folle mondo del credito che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Andato a sbattere fischiettante sotto l’ebrezza di una “zingarata”.

Raccontiamo una storia tratta dalle “estemporaneità” di Giulio Tremonti, capo incontrastato della nostra economia nei “brutti” tempi andati. Che a lui non stessero simpatiche le banche lo avevamo capito, ma che potesse arrivare ad una cosa tanto assurda non ci sarà mai dato modo di capirlo. Di un fatto siamo certi: quando hanno inventato questa “supercazzola” si sono scompisciati dalle risate come fossero i protagonisti del film “Amici miei”! Ma il presidente del Consiglio Monti, che non credo conosca il significato della parola ridere, ha riesumato il “cadavere” del mediatore prefettizio perché ci credeva davvero?!? O vuoi dire che voleva imbucarsi nella trama del film di Monicelli accompagnato dall’ironia anglosassone! Ebbene, siamo ancora qui che ci chiediamo: ma da quale scienza nasce l’idea di coinvolgere le Prefetture per risolvere un contenzioso tra privati?!? In molti pensavamo fossero cose di competenza della magistratura, invece no! Eppure nel prosieguo della nostra ricerca abbiamo trovato Arianna, pronta con il suo filo ma del labirinto non c’era traccia. Solo dopo abbiamo saputo dai protagonisti della nostra favola che era talmente “fantastico” che non lo avevano neanche disegnato! Signori, che suspense, che storia, che follia, che gran presa per i fondelli! Noi siamo arrivati alla conclusione che solo pochissimi sciamani conoscano questa magia, ma Monti, e Tremonti, pur avendola praticata, non sono fra questi! Comunque glielo andremo a chiedere, ma ora cerchiamo di mettere in fila le cose!

Giulio Tremonti, nel 2009, pensò di contrastare il credit crunch con l’Osservatorio sul credito istituito presso le Prefetture. L’obiettivo doveva essere quello di monitorare e facilitare l’accesso ai prestiti bancari per imprese e cittadini: obiettivo fallito anche per gli scarsi risultati ed ecco che l’Osservatorio viene messo a riposo, ma si, va in pensione. Almeno era ciò che pensavamo! Nel 2012, però, a sorpresa, riprende nuova energia e con il Governo Monti, viene messo pure in campo direttamente il Prefetto. L’art. 27 bis comma 1-quinquies del D.L. 24.1.2012, convertito e poi modificato con leggi successive (come già scritto nel nostro articolo precedente) quasi a rilanciarne con maggior vigore la funzione civica di tremontiana istituzione. Questo consente ora al Prefetto, in versione Monti, di esaminare la pratica relativa al credito (negato, revocato o ridotto) che riguarda il cliente della banca e, là dove il Prefetto lo ritenga meritevole di approfondimento, la questione è da lui sottoposta all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), con tutta l’autorevolezza della sua carica pubblica!

Quindi, il Prefetto, se accerta che possa esserci stato un comportamento lesivo da parte della banca nei confronti del soggetto privato, sottopone la controversia all’ABF perché valuti il comportamento dell’istituto di credito “tiranno”. In questo caso, il ricorso presentato sempre dal Prefetto e supportato da una relazione a sua firma dovrebbe avere una maggiore forza in seno all’ABF che emetterà il suo verdetto sempre secondo diritto, ma suffragato, nell’eventuale condanna della banca, dalla posizione necessariamente critica assunta dal rappresentante del Governo.

Insomma, un vero e proprio paladino dei cittadini e delle imprese vessate, che si erge innanzi ad un organismo che fonda la sua imparzialità solamente sulla competenza tecnica degli arbitri; poiché la nomina dei giudicanti è decisamente sbilanciata in favore dei banchieri… ops degli istituti di credito. Eh cari lettori, è proprio così! L’Arbitro Bancario Finanziario è sulla carta un organismo con funzioni stragiudiziarie, creato per dirimere le controversie tra privati (imprese o semplici cittadini) ed intermediari finanziari (siamo essi banche, finanziarie o Poste Italiane). In Italia ci sono solo 3 Collegi giudicanti a Milano, Roma e Napoli. Ciascun Collegio è composto da 5 giudicanti. Il Presidente del Collegio e due membri sono scelti da Banca d’Italia, uno dall’associazione che rappresenta gli intermediari finanziari, e l’ultimo, ma che dico ultimo, l’ultimissimo (in tutti i sensi) è individuato dall’associazione che rappresenta tutti noi privati; dulcis in fundo poi la segreteria tecnica, che funge da Giudice istruttore, è composta da dipendenti della Banca D’Italia. Avete capito?!? l’Istruttore della causa e quattro su cinque componenti il Collegio dell’ABF sono “manovrati” dall’Olimpo: gli Istituti di Credito!!! E costoro dovrebbero dare pareri negativi contro la banca di turno?!? Come direbbe Totò: “… ma mi faccia il piacere …”.

Insomma, Monti avrebbe dovuto sembrare più severo di Tremonti, e con il Prefetto, “ringalluzzito” dal nuovo ruolo, bilanciare le forze in campo e riportare l’impresa ed il cittadino al centro della polis. Senza lasciare, almeno in apparenza, che banche e Banca d’Italia la facessero da padroni in un Paese dilaniato dalla finanza! Ricordo ancora che Bankitalia è partecipata nell’azionariato per oltre il 94% da Istituti di Credito ed Assicurazioni. Ancora una volta Monti, Tremonti & C. hanno messo in campo alcune “false” attività solo “apparentemente” per tutelare le imprese e le famiglie. Invece (statistica docet), tutti i ricorsi a tali arbitrati o Prefetture, e le loro decisioni finali, non hanno in alcun modo riequilibrato ne’ ridato pari dignità ai rapporti tra cittadini e sistema bancario italiano. Sarà per la prossima volta! O no?!?

 Angelo Santoro e Marco Polizzi

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Caro Marco di cosa ti stupisci? Il nostro Paese o per meglio dire la classe politica e diregente che guida il nostro Paese, è veramente fenomenale. Da cittadino sono schifato. Da avvocato che si occupa di diritto tributario vorrei farti presente che la stessa anomalia la riscontro anche nel processo tributario. Anche in tale procedimento è stata introdotta la mediazione obbligatoria per le cause di valore non superiore a € 20.000. Sai chi è l’arbitro? Un funzionario dello stesso ufficio che ha emesso l’accertamento!! Non ho parole!

  2. Sono d’ccordissimo con gli autori dell’articolo.
    Questo “ringalluzzimento” del ruolo del prefetto lascia adito a seri dubbi sulla reale e concreta utilità di tale “nuovo” potere. Infatti, non solo a fronte delle istanze il prefetto non ha alcun obbligo di procedere, quindi discrezionalità pura, ma, la possibilità concreta di esercitare tale “ruolo” presuppone nelle Prefetture la presenza di specifiche competenze e di personale dedicato, in grado di gestire una materia connotata da elevato tecnicismo che, difficilmente possa trovare riscontro nella realtà dei suoi uffici.
    Infine quanto al nocciolo duro della questione, ossia al fatto che il prefetto segnali all’abf la mancata erogazione del credito vi è da sottolineare come la possibilità stessa dell’Abf di decidere non vada oltre la stretta legalità della mancata concessione del credito. Infatti, “Nel caso di procedimenti avviati su segnalazione del prefetto, la decisione dei Collegi si fonda sull’applicazione della normativa positivamente vigente ed è quindi una decisione strettamente vincolata a criteri di legalità, o, come si usa dire, è una decisione di diritto e non di equità” (ABF Milano, 9 gennaio 2013, n. 119 – Pres. est. Gambaro).
    Che il prefetto abbia questo potere “nuovo” si traduce nella realtà in vuoto assoluto, sia perchè non credo che le prefetture abbiano le competenze tecniche per poter comprendere le criticità nelle varie richieste, ma non solo lo stesso Abf, investito della situazione non potrà fare più di tanto. Un po’ per l’accennata composizione strutturale tutt’altro che imparziale, un po’ perchè come ricorda l’Abf di Napoli non esiste un vero e proprio diritto soggettivo all’erogazione del credito (ABF Napoli, 11 aprile 2013 n. 1925 – Pres. Quadri – Est. Carriero).

  3. Anche a me sembra che più che una novità rappresenti l’ennesimo torto ai cittadini in difficoltà i quali ignari dei limiti di questo istituto potrebbero interpretarlo addirittura nel loro interesse.
    Quindi in sostanza un modo nuovo per raggiungere un vecchio, sempre lo stesso, risultato. Ingannare la collettività con trucchi ben camuffati.

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