lunedì, 19 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

“Ben Hur” – Una storia
di ordinaria periferia”
al Teatro Ghione
Pubblicato il 11-04-2015


I protagonisti di "Ben Hur" in scena al teatro Ghione di Roma

I protagonisti di “Ben Hur” in scena al teatro Ghione di Roma

Fino al 19 Aprile, il teatro Ghione offrirà un connubio di risate e momenti di tragicità e riflessione  attraverso il tema dell’immigrazione in Italia – in particolare a Roma -, grazie al nuovo spettacolo scritto da Gianni Clementi il quale, grazie alla sua penna, riesce a tradurre per il palcoscenico attoriale temi di attualità con grande semplicità e comicità brillante, per poter arrivare nelle emozioni e nei pensieri di qualsiasi genere di pubblico.

Lo spettacolo, giunto ormai alla quarta stagione di repliche riconferma il successo del duo Triestino-Pistoia, già scritturati precedentemente per “Muratori” – di Edoardo Erba – e “Grisù, Giuseppe e Maria”, dello stesso Clementi. Nicola Pistoia, che firma anche la regia, è Sergio, un ex stuntman caduto in miseria dopo un avvio eccellente niente di meno che con Spielberg nel film “Salvate il soldato Ryan”.  ‘Borgataro’ romanista si ritrova in disarmo e in attesa di un risarcimento a convivere con la sorella Maria – anche lei separata e in bolletta – , separato con due figli che di nome fanno Jennifer e Paulo Roberto, e che si arrangia facendo il centurione davanti al Colosseo per i turisti.

Maria, la sorella di Sergio, separata senza figli, torna a convivere con il fratello, è abbruttita e rassegnata, e continua a campare lavorando in una chat erotica dove si fa chiamare Samanta. Sicuramente è il personaggio che fa da motore a questa storia “di periferia”, quello che più di tutti agisce e subisce una trasformazione emotiva: prima è depressa, sciatta, senza soldi e senza un lavoro, ma soprattutto è rassegnata.

Quando meno se lo aspettano, nella vita misera dei due fratelli irrompe un immigrato bielorusso, Milan, laureato ingegnere , ma pur sempre una figura marginale qui in Italia quando arriva a casa di Sergio e Maria, che lo ospitano. Milan, il “Ben Hur” della situazione – ecco il perché del titolo – viene sfruttato come una bestia da lavoro da un datore ‘abusivo’, prepotente e ignorante. Lavora come Centurione al posto di Sergio e inaspettatamente risolleva le condizioni economiche della famiglia che lo ospita e non solo: il suo modo di essere gentile spiazza Maria che si addolcisce, la guarda in modo diverso, fa sì che lei esista nei modi normali della femminilità. Dopo l’incontro con Milan, Maria rifiorisce, e a un cambiamento del suo stato emotivo, corrisponde un’evoluzione fisica evidente. Anche per Sergio succede lo stesso: inizialmente bruto e sgarbato con Milan – come lo sarebbe chiunque di noi con un immigrato – diventa più sensibile, si affeziona ed esce il lato più umano dell’uomo.

Ma tutta questa serie di emozioni positive nella vicenda dei tre personaggi, cessa come un fulmine a ciel sereno a causa del tradimento di Maria, e tutti gli affetti che si creano spariscono improvvisamente. Quale sarà stata la causa che ha fatto scattare la spietatezza dei due fratelli per non macchiarsi di una colpa illegale e per liberarsi del clandestino bielorusso? Non vi resta che correre al teatro Ghione, per assistere a questa commedia brillante e intelligente con Paolo Triestino, Nicola Pistoia ed Elisabetta de Vito.

Federica Marazza

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