venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Il 730 precompilato diventa precomplicato
Pubblicato il 14-04-2015


CUD- on lineQuello che sta succedendo nei Caf per quanto riguarda la denuncia dei redditi del 2015 è davvero sintomatico del clima che si sta ormai affermando nel nostro Paese ed in particolare nel rapporto tra pubblica amministrazione cittadini. Quello che abbiamo verificato di persona è che la semplificazione tanto sbandierata a partire dall’epoca di Brunetta per arrivare fino ad oggi ha rappresentato un corollario di affermazioni ben fatte e ben presentate al pubblico ma che di fatto non hanno in niente migliorato la situazione. Basterebbe partire dalle tante assicurazioni di brunettiana memoria sul fatto che avremmo informatizzato tutto con il risultato certo di abbattere la burocrazia, accelerare i tempi, ridurre quasi a zero il consumo di carta e quindi sostituire la trasparenza pressoché totale alla confusione.

Vi ricorderete sicuramente anche gli annunci roboanti di Matteo Renzi sul fatto che il 2015 sarebbe stato l’anno della svolta storica per quanto riguardava il rapporto tra fisco e cittadini. L’impegno era chiaro: avremmo ricevuto a casa il modello del 730 precompilato, e quindi avremmo potuto verificare i dati già inseriti, correggere quelli che fossero risultati errati con l’aggiunta di qualche operazione del tutto marginale. Il risveglio è stato molto amaro, il precompilato è diventato un precomplicato. La trasparenza e la rapidità hanno ancora una volta lasciato il posto a quel mostro che si chiama “ufficio complicazione cose semplici”. Chi ha dubbi e chi va ancora a caccia di gufi per salvarsi la coscienza è pregato di fare un salto ad uno dei Caf, magari scegliendo quello più amico possibile del Governo. Si accorgerà che tutta la carta che dovevamo risparmiare abbiamo deciso di moltiplicarla per due o per tre in omaggio ovviamente alla battaglia per aumentare l’occupazione nelle cartiere. Le procedure per accedere on-line al controllo e all’uso del CUD sono state, e di molto, complicate.

Prevediamo che ancora una volta la colpa sarà scaricata sulla solita Agenzia delle Entrate che ormai è responsabile di tutto e di tutti o su chi a Equitalia o magari al Caf sta dietro uno sportello e non è in grado di dare spiegazioni al cittadino sempre più disorientato ed incazzato su che cosa sta realmente succedendo. Quindi l’invito è andare al Caf, guardarsi intorno e chiedersi, magari anche con le migliori intenzioni, se quello che vediamo possa davvero avere qualcosa a che fare con la semplificazione. Va da sé che è inutile domandarsi se quello che vediamo abbia qualcosa a che fare con quello che Renzi aveva promesso in pompa magna. Cerchiamo in questa occasione almeno di non cadere nella trappola. I dipendenti pubblici, così come quelli dei Caf, non centrano assolutamente niente. Chi è alla ricerca di scuse per giustificare il fatto che non si vuole spendere un euro per i contratti pubblici e si vogliono tagliare drasticamente i fondi per i Caf e i Patronati mandiamolo semplicemente al diavolo. Cerchiamo di far capire a tutti che ci sono dei limiti oltre i quali non si può davvero andare, che quando è troppo è troppo.

Silvano Miniati

(Network Sinistra Riformista)

 

 

 

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