sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Dl antiterrorismo. Buemi: il rischio Mediterraneo
Pubblicato il 15-04-2015


AntiterrorismoIl Senato dice sì al testo sull’antiterrorismo che in questo modo diventa Legge. Il Decreto passa al Senato con 161 volti favorevoli e 108 contrari, il Senato italiano in questo modo ha votato anche la fiducia chiesta dal Governo sul decreto antiterrorismo e per la proroga della partecipazione dell’Italia alle missioni militari all’estero. Ad annunciarlo ci ha pensato ieri il ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, in questo modo l’Esecutivo incassa l’ennesima fiducia e rassicura il principale alleato al Governo, Angelino Alfano che ha commentato entusiasta il via libera definitivo: “Il decreto antiterrorismo è legge! Da oggi più forti nella lotta al terrorismo per la difesa della democrazia e della libertà”

Il D.L. 7/2015 “antiterrorismo e missioni” rafforza la normativa penale in materia di terrorismo internazionale e affida al procuratore nazionale Antimafia il coordinamento delle inchieste sul terrorismo, inoltre è previsto il carcere da 5 a 10 anni per chi autonomamente si procuri istruzioni per mettere in atto condotte finalizzate ad atti terroristici, mentre dai 5 agli 8 anni di reclusione per i ‘foreing fighters’, cioè coloro che si arruolano per andare a combattere all’estero con i terroristi dell’Isis, nonché per chiunque organizzi, finanzi o propagandi viaggi finalizzati al terrorismo. Sono state introdotte poi due nuove contravvenzioni, riguardanti la detenzione abusiva di esplosivi, ma anche di materiali cosiddetti precursori esplosivi, in grado cioè di recare danno solo se combinati ad altri materiali di facile reperimento.

Il provvedimento è già stato licenziato dalla Camera dei Deputati lo scorso 24 marzo, anche se non poche sono state le polemiche al riguardo, specialmente riguardo il controllo da parte della Polizia di computer, smartphone e tablet di ogni cittadino, e anche se la norma è stata stralciata esiste la possibilità che il Governo la reintroduca nella legge sulle intercettazioni. Per quanto riguarda invece le missioni dal 30 giugno di quest’anno il contingente militare per il controllo del territorio potrà essere aumentato di altre 300 unità (attualmente il tetto è fissato a quota 3 mila). Inoltre saranno investiti 40 milioni di euro per l’operazione ‘mare sicuro’, per prevenire attacchi terroristici contro pescherecci e navi commerciali nel Mediterraneo.

“Credo che dobbiamo considerare l’area mediterranea come punto strategico della nostra politica di difesa sia interna che estera”, ha detto il senatore socialista Enrico Buemi nell’esprimere il voto favorevole del Gruppo delle Autonomie-Psi-Maie al Decreto. “Quindi l’impegno nel Mediterraneo deve essere potenziato, dobbiamo potenziare le nostre attività nei confronti dei Paesi limitrofi che hanno situazioni particolarmente critiche. Da questo punto di vista, è inutile nascondere che la problematica libica è prioritaria per il nostro Paese”. Buemi ha però successivamente puntalizzato: “Dobbiamo però anche essere consapevoli che le problematiche relative alla sicurezza dei Paesi, ai conflitti, alle attività terroristiche hanno anche origini più lontane. Hanno motivazioni che derivano dalle ingiustizie che esistono nel mondo, nelle disuguaglianze e nell’assenza di una capacità di integrazione vera che ogni Paese deve sapere sviluppare per poter mantenere la propria situazione interna libera da attività destabilizzanti”, ha spiegato ancora Buemi.

“La composizione degli interessi tra gli Stati e tra gli esseri umani, riconoscendo autonomie di storia, cultura, religione e libertà complessive, è un elemento fondamentale nella tutela della sicurezza di ognuno di noi. Io penso – ha precisato – che queste siano le risposte migliori, senza trascurare una necessaria ed efficace organizzazione della forza”.

Maria Teresa Olivieri

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