giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Donazione sangue. Per l’Ue giustificato il divieto ai gay
Pubblicato il 29-04-2015


Gay-esclusi--donazione-sangue“L’esclusione permanente dalla donazione di sangue per uomini che abbiano avuto rapporti gay può – alla luce della situazione in Francia – essere giustificata”. Lo ha stabilito la Corte di giustizia europea che ha però ammesso che questo può violare il diritto alla non discriminazione per ragioni di orientamento sessuale, e ha quindi sottolineato la necessità dimostrare che il rischio di trasmissione sia effettivamente maggiore per gli uomini gay. Franco Grillini: “Sentenza Ue ambigua”.

I DATI FRANCESI – Secondo i dati – aggiornati al 2008 – a disposizione delle autorità francesi, gli uomini omosessuali sono di gran lunga la categoria più colpita dall’Aids in Francia a causa di rapporti sessuali non protetti, si legge in un comunicato stampa della Corte Ue. L’incidenza della malattia tra gli uomini gay è 200 volte superiore al tasso registrato nel resto della popolazione francese. In virtù di questi dati, le autorità francesi vietano, in modo permanente, di donare il sangue agli uomini che abbiano rapporti omosessuali. Oggi i giudici europei hanno definito “giustificato” questo divieto. La Corte ha comunque chiesto al giudice francese di verificare i dati più recenti sull’incidenza dell’Aids in Francia, e di appurare se siano a disposizione tecniche più avanzate di individuazione della malattia che possano garantire in pieno la salute di coloro che ricevono trasfusioni di sangue, evitando possibili discriminazioni a scapito dei donatori. A sollevare la questione era stato un donatore francese – che si era rivolto a un tribunale locale – dopo che un medico aveva respinto la  richiesta per aver ammesso di aver avuto un rapporto omosessuale. L’uomo si è poi rivolto a una corte amministrativa di Strasburgo, e il caso è poi approdato alla Corte europea.

GRILLINI: SENTENZA UE AMBIGUA – Sulla sentenza si è espresso il presidente di Gaynet, Franco Grillini ricordando che “la donazione di sangue è un dovere civile per chiunque sia sano e in grado di poterlo fare”. “Per garantire che ogni sacca di sangue da donatore sia sana – spiega Grillini – è sufficiente sottoporla al test per le malattie a trasmissione sessuale, perché non c’è solo l’Hiv, ma anche le epatiti e le altre malattie infettive. La promiscuità omosessuale è del tutto simile a quella eterosessuale – che quantitativamente è ben maggiore e, – in ogni caso, il criterio più che la promiscuità è quello di non aver avuto rapporti a rischio”. “Puntare ancora il dito sugli omosessuali maschi, come ha fatto la Corte Ue – ha ammonito lo storico presidente dell’Arcigay – oltre che sbagliato è anche un errore sul piano epidemiologico, poiché la comunicazione continua a insistere sui gruppi a rischio, e non sulle pratiche a rischio. Secondo Grillini sarebbe bene che nel nostro Paese “si riprendesse con le campagne informative e di prevenzione tuttora assolutamente assenti”. “La diffusione dell’Hiv si potrebbe arrestare in pochi anni con l’informazione battente sul sesso protetto, ma la sessuofobia di origine religiosa impedisce che ciò avvenga. Quindi è bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità senza additare falsi ‘untori’ ancora nel 2015″ conclude Grillini.

Siria Garneri

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