sabato, 24 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

È morto Günter Grass
Nobel per la letteratura
Pubblicato il 13-04-2015


Gunter_GrassÈ stato certamente uno dei premi Nobel più meritati quello che nel 1999 fu assegnato a Günter Grass, lo scrittore tedesco nato nell’ottobre del ’27 e morto oggi a Lubecca. Grass ha lasciato un segno profondo nella letteratura europea moderna e nelle coscienze di tutti quei giovani divenuti adulti nel periodo della Guerra Fredda come libri memorabili come ‘Il tamburo di latta’.

Una storia difficile la sua, cominciata nella città-simbolo della seconda guerra mondiale, Danzica, e con una gioventù di ausiliario prima nell’esercito tedesco, ma il suo sogno era la marina, e poi da volontario, nelle famigerate Waffen SS. Ferito proprio alla fine della guerra, catturato dagli americani, finì in un campo di prigionia nella Baviera, da dove, liberato, si arrangiò a sopravvivere facendo ogni genere di lavoro, suonando anche la chitarra in un’orchestra jazz per poi tentare, dopo aver lavorato anche come minatore, la carriera artistica con la scultura, la pittura e la grafica.

La notorietà la raggiunge con il libro ‘Il tamburo di latta’, edito nel 1959, (facente parte della cosiddetta ‘Trilogia di Danzica’ con il ‘Gatto e topo’, 1961, e ‘Anni di cani’, 1963) storia ambientata nella Danzica che lui aveva conosciuto da bambino sotto le bombe, per raccontare attraverso gli occhi del bimbo-nano Oskar Matzerath, proprio la storia della città, della convivenza di popoli e religioni diverse, delle tensioni, delle cattiverie e  delle miserie dell’umanità intera.

Nel 1960 si stabilisce a Berlino ovest e in questo periodo comincia anche il suo impegno in politica, nel partito socialdemocratico (SPD) dove si batte per portare alla guida del partito Willy Brandt. Con la leadership di Brandt, l’inventore della Östpolitik, la politica di apertura e dialogo con la Germania Democratica, lui convinto assertore della necessità di superare la divisione est-ovest, dedica la sua attività anche al movimento pacifista. Non avrebbe mai voluto la riunificazione delle due Germanie che, a suo dire (ma anche Andreotti la pensava così: “Amo talmente la Germania, che ne preferivo due”. ndr) unite sarebbero state troppo forti e avrebbero portato nuovamente la guerra in Europa.
Nell’89, con la caduta del Muro, Grass sceglie quindi di abbandonare il riformismo socialdemocratico e di seguire la sinistra radicale. Le posizioni più recenti sono state fonte di polemiche come quando sostenne che era Israele a minacciare con l’atomica l’Iran e non viceversa e che l’Unione Europea stava sbagliando tutto con la Grecia governata da Alexis Tsipras.

Nel 2006 anticipò in un’intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, la confessione contenuta nel libro, ‘Sbucciando la cipolla’, spiegando che la ragione di quell’imbarazzante arruolamento da volontario nelle SS “fu comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l’angolo e voltare le spalle ai genitori”, ma la rivelazione venne presa male da una parte dell’opinione pubblica che arrivò a chiedergli la restituzione del Nobel.

Intensissima l’attività artistica oltre che come scrittore, come giurato alla Mostra del Cinema di Venezia (1984) e presidente dell’Accademia delle arti di Berlino, dal 1983 al 1986.
È morto a Lubecca dove ha vissuto a lungo e dove gli è stato dedicato un museo, un archivio e una biblioteca mentre a Brema un Fondazione porta il suo nome.

Lorenzo Mattei

Bibliografia in Italia:  Il tamburo di latta (1962), Gatto e topo (1973), Anni È morto Gdi cani (1966), edite da Feltrinelli; Einaudi ha invece pubblicato Anestesia locale (1971), Viaggio elettorale. Discorsi politici di uno scrittore (1973), Dal diario di una lumaca (1974), Il Rombo (1979), L’incontro di Telgte (1982), La Ratta (1987), Mostrare la lingua (1989), È una lunga storia (1998), Il mio secolo. Cento racconti (1999), Il passo del gambero (2002), Sbucciando la cipolla (2007), Camera oscura (2009) e Da una Germania all’altra. Diario 1990 (2012). 

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