martedì, 20 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Ecatombe
Pubblicato il 19-04-2015


Un nuovo barcone affondato al largo della Libia e si parla addirittura di settecento morti. Sarebbe la peggiore tragedia accaduta nel Mediterraneo. Non si può continuare a rimanere inermi. Prendiamo atto che la Commissione europea si è detta “molto dispiaciuta” per l’accaduto, che Hollande ha speso parole sulla necessità di rafforzare Triton, l’operazione che ha sostituito quella di Mare Nostrum, senza peraltro mostrare alcuna efficacia, e che la nostra Mogherini ha assicurato che al vertice dei ministri degli Esteri, convocato per domani a Lussemburgo, se ne parlerà.

Ma di cosa si deve ancora parlare se non si è capito o si fa finta di non capire? È evidente che un mare di persone, forse milioni, molti milioni, si riverserà da noi se continueranno le guerre e le loro inevitabili conseguenze umanitarie. O l’Occidente si mette in testa che deve intervenire per sconfiggere il terrorismo islamico con un’azione di terra che liberi i territori libici e riporti pace in Siria e in Afghanistan, o i profughi sono destinati inevitabilmente a salire. Chi può permettersi di voltarsi dall’altra parte rispetto a chi vuole fuggire dalla morte? E anche chi fugge da altri paesi che non sono in guerra, una volta arrivato sulle coste delle Libia, non può certo essere fermato, se quei territori sono in mano a bande locali, per di più legate al terrorismo, finanziato anche grazie al grafico di esseri umani.

Noi continuiamo a parlare e Renzi torna dal viaggio americano sostanzialmente a mani vuote. Obama gli ha confermato che l’Isis e l’immigrazione sono affari dell’Europa e che la nuova politica americana è quella del disimpegno. Altro che imperialisti e gendarmi del mondo. Svegliamoci. È il momento dell’Europa e dell’Onu. O riusciamo a capire che servono decisioni immediate sia riguardo all’intervento miliare sia riguardo al conseguente pattugliamento di coste o fra un po’ saremo costretti a vivere altri lutti in quel cimitero di vite che è diventato il mare Nostrum e contare a milioni i sopravvissuti che vengano da noi. Inutile versare lacrime di coccodrillo. Tutto questo è chiaro e non lo è solo per chi fa finta di non accorgersi della realtà perché non gli fa comodo.

Angela Merkel Angelino Alfano bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Ho scritto oggi, sul mio profilo di FB una cosa simile; conseguentemente condivido pienamente l’articolo del Direttore. I nostri politici italiani, Renzi in testa, continuano a sviaggiare per il mondo facendo bella mostra di se senza raccogliere grossi risultati nonostante gli sdilinquimenti a cui si prestano. Il dramma invece è vicino casa, lungo le nostre coste che sono coste della parte sud di un’Europa assente politicamente e che continua a blaterare senza trovare soluzioni. Mogherini, povera figlia, si sforza anch’essa di apparire impegnata sul fronte della politica estera europea, ma i suoi sforzi, senza un autentico progetto compiuto, cadono nel vuoto, in cui lei stessa affonda. Serve uno scatto, una spinta forte ed autorevole, prima fra tutte voluta dal governo italiano perché primo chiamato in causa. Servono adesso pochi discorsi: occorre ripristinare “Mare Nostrum”, anche con i soldi dell’Italia in attesa di un accordo europeo per un intervento deciso e definitivo verso le aree di crisi dove l’influenza dell’Unione possa incidere e consentire intese bilaterali finalizzate alla soluzione possibile del problema immigrazione. Continuare a gingillarci in discorsi e nessun progetto, aiuta a dare fiato agli estremisti razzisti e xenofobi d’Europa legati alla nuova destra, e a far riempire il mar Mediterraneo di cadaveri di innocenti.

  2. Più che della NATO dell’Europa. A paesi come la Turchia, appartenente alla NATO non è che interessi molto. Italia, Spagna e Grecia sono i primi interessati e dovrebbero accordarsi con le proprie forze per un pattugliamento più efficace. Ricevere un’aiuto dai paesi mitteleuropei o da quelli del nord è più una speranza che una possibilità, anche se c’è una seconda immigrazione che gli colpisce. È anche un problema loro, non si sa se qualcuno se n’è accorto.

Lascia un commento