lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Evasione. Lotta della GdF, ma le tasse aumentano
Pubblicato il 08-04-2015


GdF-evasione fiscaleLo Stato italiano continua a pagare per i suoi evasori, anche se continua a portare avanti la lotta contro i furbetti del Fisco. Oggi la Guardia di Finanza ha annunciato, tramite il suo rapporto annuale, quasi 8mila evasori totali, soggetti completamente sconosciuti al Fisco, durante il 2014, mentre è di un miliardo e duecento milioni il valore dei beni sequestrati per reati tributari. Complessivamente, sono 17.802 i reati tributari scoperti e 13.062 i soggetti denunciati, di cui 146 arrestati. Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale e al sommerso, gli uomini delle Fiamme gialle hanno anche scoperto 11.936 lavoratori in nero e 13.369 lavoratori irregolari. 5.082 sono invece i datori di lavoro scoperti e denunciati, che utilizzavano manodopera irregolare o in nero.

Dati, quelli messi in luce dalla GdF, che evidenziano quanto lo Stato “paghi”, ma non sono i soli a venire a galla: per quanto riguarda ad esempio la spesa previdenziale sono state accertate frodi per 113 milioni e per 141 milioni alla spesa sanitaria, mentre i danni alle casse dello Stato dovuti invece agli sprechi nella pubblica amministrazione ammontano a 2,6 miliardi. Un altro dato importante è quello degli appalti pubblici, più di un terzo di quelli controllati e monitorati sono stati assegnati illecitamente nel 2014, un danno pari a un miliardo e 793 milioni. Chiaramente nel solo anno appena trascorso e senza tralasciare che si tratta solo degli appalti controllati dalla GdF.

Appena ieri il Ministero dell’Economia e Finanze se da un lato registrava gli effetti positivi della lotta all’evasione fiscale dall’altro annotava un’ulteriore riduzione delle entrate tributarie nel primo bimestre dell’anno, –0,8% rispetto all’anno precedente, pari a –484 milioni di euro. A preoccupare è soprattutto il dato sulle imposte dirette che anzi rispetto all’anno precedente è aumentato: 37.196 milioni di euro, con una crescita dell’1,9% (+678 milioni di euro), mentre si registra una riduzione delle imposte indirette con il gettito IVA che risulta in calo del 5,6% (-705 milioni di euro) per effetto della flessione sia degli scambi interni (-5% pari a -519 milioni di euro) che delle importazioni (-8,8% pari a -187milioni di euro). In calo persino le entrate relative ai Giochi con un -0,8% (-15 milioni di euro).

Si prospetta quindi, viste le cifre, che gli italiani dovranno stringere la cinghia in prospettiva di un ulteriore aumento delle tasse. Ieri, durante la presentazione del Def (documento di economia e Finanza) in Cdm, Renzi aveva annunciato che le tasse non sarebbero aumentate, senza però dare i numeri del bilancio. Oggi però, dopo la pubblicazione delle tabelle del Def, la pressione fiscale risulta che sarà decisamente in salita: il rapporto tra gettito e Pil passerà dal 43,5% attuale al 44,1% nel biennio 2016-2017. Nel frattempo le entrate tributarie in senso stretto (esclusi i contributi) passeranno dal 30,3% del 2015 al 31,2 per cento. Tutto questo considerando un Pil positivo e in netto rialzo.

Maria Teresa Olivieri

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