venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Fiat. La proposta di Marchionne che divide il sindacato
Pubblicato il 17-04-2015


Marchionne-Chrysler-FiatNel continuo braccio di ferro tra il segretario della Fiom e l’Ad di Fca, per Maurizio Landini stavolta arriva il colpo “con grazia” di Sergio Marchionne che annuncia “vantaggi economici di assoluto rilievo”, per i dipendenti italiani dell’azienda. In una conferenza stampa in cui hanno preso parte le Organizzazioni Sindacali l’Amministratore Delegato di Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne, e il responsabile della regione EMEA, Alfredo Altavilla è stata annunciata la nuova politica retributiva di FCA in Italia che ha l’obiettivo di far partecipare direttamente tutte le persone ai risultati di produttività, qualità e redditività nell’ambito del piano industriale 2015-2018.

“Questo nuovo sistema – dice l’Ad di Fca – rappresenta un significativo passo in avanti nel coinvolgimento delle persone per raggiungere i risultati del piano industriale”. Ma soprattutto rappresenta la fine di un’era, dice Marchionne: “Negli scorsi anni FCA ha dovuto fare i conti con un sistema di relazioni industriali stagnante basato su sterili contrapposizioni tra capitale e lavoro. Quei giorni sono finalmente finiti”.

Leggendo tra le righe, il riferimento è proprio al sindacalista Landini, da sempre sul piede di guerra contro Marchionne. Il segretario non incassa il colpo e risponde a muso duro, l’iniziativa dell’azienda “cancella il ruolo del sindacato riducendolo a spettatore notarile” e “finge una partecipazione dei lavoratori ai destini aziendali su cui invece non hanno alcuna possibilità di parola”. A fargli eco subito il segretario della Cgil, Susanna Camusso che parla di “notizia costruita sul nulla”.
Intanto il primo effetto dell’iniziativa annunciata da Marchionne è quella di aver portato alla tensione, già aperta, tra il sindacato dei metalmeccanici presieduto da Landini e le altre sigle sindacali della categoria.

Per Gianluca Ficco, Uilm, l’annuncio di Fca rappresenta “un riconoscimento economico importante per i lavoratori, che confidiamo possa essere la base di un sistema di relazioni in azienda realmente partecipativo”, spiegando che “il sistema premiale si articolerà in due voci. La prima voce prevede, al raggiungimento degli obiettivi di efficienza negli stabilimenti, un premio annuo pari al 5% del salario di base, vale a dire a circa 1.200-1.300 annuali, che però può variare sia in meglio sia in peggio”. “La seconda voce – continua Ficco – è legata al risultato operativo di FCA nella regione EMEA (Europa allargata) e a fine 2018 porterà all’erogazione di un ammontare variabile, da un minimo garantito del 6% del salario base, che sarà difatti anticipato trimestralmente sin da quest’anno, al 12% in caso di raggiungimento degli obiettivi e addirittura al 20% in caso di loro superamento; in caso di raggiungimento degli obiettivi, quindi, questo secondo premio ammonterà complessivamente a circa 2.650 euro di cui metà anticipata trimestralmente e metà saldata a fine periodo”.

In una nota congiunta invece Landini e Michele De Palma, coordinatore nazionale automotive fanno sapere che in questo modo “il salario sarà completamente variabile. A oggi i lavoratori Fca e Cnh – dicono i sindacalisti – hanno una paga base inferiore ai lavoratori cui si applica il contratto Federmeccanica: un operaio di terzo livello Fca-Cnh guadagna mediamente 750 euro lordi annui di meno di un suo pari livello di un’altra fabbrica metalmeccanica”. “La vera novità – secondo i sindacalisti – dell’annuncio di ieri è che questo divario non sarà più colmato e lo stipendio base fissato nel 2011 dal contratto specifico Fiat non sarà più aumentato”. Per la Fiom sono chiare le intenzioni dell’azienda ma “molto meno agli altri sindacati, vista la cancellazione di ogni ruolo contrattuale e la subordinazione alle decisioni unilaterali aziendali che un simile sistema comporta”. Al sindacalista della Fiom arriva diretta la replica del suo omologo della Uilm, Rocco Palombella, “Il sindacato c’è e ci sarà caratterizzandosi per partecipazione e contrattazione, ruoli che chi critica non svolge da tempo”.

Per Palombella “i metalmeccanici Cgil hanno irriso il nostro senso di responsabilità negli accordi con l’azienda guidata da Marchionne ed Elkann, sostenendo che non ci sarebbero stati investimenti e modelli, ripresa produttiva ed occupazionale. Oggi – continua Palombella – smentiti, non accettano la realtà e demonizzano le risorse disponibili rivolte a ripagare i sacrifici dei lavoratori. Landini deve farsene una ragione – conclude il sindacalista – e comprendere che oggi firmeremo il rinnovo contrattuale specifico con Fca e Cnh per quanto concerne la parte economica. Ma faremo di più: puntiamo a rinnovare, come ben sa, anche il Ccnl dei metalmeccanici. Altro che fine dei contratti”.

L’annuncio di Marchionne ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte, è riuscito non solo a colpire Landini ma anche a emarginarlo rispetto alle altre sigle sindacali che hanno salutato tutte positivamente l’operazione della Fca. “È una cosa che noi come Uil chiediamo da moltissimi anni e quindi la decisione ci fa particolarmente contenti”, ha osservato Carmelo Barbagallo, leader Uil, ricordando “poi ci sono 15 miliardi di investimenti. Non ci sono esuberi da discutere e c’è un rilancio del gruppo significativo in Italia”. “Questo modello di nuove relazioni industriali che valorizza il protagonismo del lavoratore, retribuendolo bene in base agli obiettivi è positivo e speriamo che apra una nuova strada in Federmeccanica”, afferma Annamaria Furlan della Cisl.

Maria Teresa Olivieri 

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