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Opinioni e commenti
 

Grecia. Campanello d’allarme, default più vicino
Pubblicato il 14-04-2015


Grecia-crisiGrecia a rischio. In queste ore è in corso un vertice economico ad Atene. Il premier greco Alexis Tsipras, assieme al vicepremier Yannis Dragasakis, sta incontrando il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, il ministro dell’Economia Giorgios Stathakis e il vice-ministro delle Finanze Euclid Tsakalotos. Un vertice che si svolge nel momento in cui l’uscita della Grecia dall’euro è una possibilità che non viene più esclusa.

Secondo una anticipazione del quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung di domani l’eurogruppo non ripone più alcuna speranza nella possibilità di una svolta nella drammatica crisi greca all’incontro del prossimo 24 aprile a Riga. “Non ci sarà alcun accordo”, ha detto una fonte diplomatica europea di alto rango al giornale. È “escluso” che si possa arrivare a concordare un programma di riforme concreto e vincolante. I colloqui con Atene sarebbero quindi, secondo il quotidiano tedesco, a un passo dal fallimento. Secondo la fonte diplomatica, nel governo greco di Alexis Tsipras “è semplicemente impossibile” trovare un interlocutore competente. Funzionari dell’esecutivo precedente, che avevano una certa esperienza, sono stati sostituiti. E i successori, scrive il giornale, non sono in grado di fare dichiarazioni vincolanti. Fra i problemi più rilevanti, la mancanza di unità del governo di Syriza: Tsipras deve temere che, alla prima concessione, la sua alleanza possa saltare. Il clima, nella Commissione Ue, sarebbe di “frustrazione e rassegnazione”. La fonte riferisce anche di un sondaggio per alzata di mano: è stato chiesto ai 27 commissari se si volesse aiutare la Grecia, e tutti avrebbero alzato la mano. Alla domanda se secondo loro ci si possa riuscire, nessuna mano si sarebbe sollevata.

Il 24 aprile, giorno del decisivo Eurogruppo, è vicino. Il ministro greco per la Ricostruzione, l’Ambiente e l’Energia Panagiotis Lafazanis ha dichiarato oggi che, mentre i negoziati con i creditori sono in una fase difficile e critica, anche se non si arriverà ad un accordo ciò non significherà la fine della Grecia. Lafazanis, parlando ai microfoni della stazione radio Parapolitika, ha affermato che la Grecia “ha comunque delle alternative” anche se non si raggiungerà un’intesa nel corso dell’Eurogruppo del 24 aprile.

Il ministro Lafazanis ha poi spiegato che il governo di Mosca si accingerebbe ad effettuare un pagamento anticipato per la costruzione di un gasdotto con la Grecia che accrescerà il profilo internazionale del Paese come polo energetico. La Grecia, secondo Lafazanis, comincerebbe a restituire alla Russia i profitti ricavati dopo il 2019. L’accordo per la costruzione del gasdotto dovrebbe essere firmato la prossima settimana. Una carta in più da presentare che arriva dopo il viaggio in Russia del premier greco.

Il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard che ha spiegato che il Fondo monetario internazionale si trova “nel pieno dei negoziati con la Grecia” e desidera “davvero raggiungere un accordo e spera che così sarà”. Ma nel caso non ci sia un’intesa, ha spiegato l’economista, “il quadro è abbastanza chiaro. Prima di tutto, l’uscita dall’Eurozona sarebbe estremamente costosa e dolorosa per la Grecia. Ma, ha aggiunto Blanchard, “il resto dell’Eurozona si trova in una posizione migliore per gestire” una Grexit. Concetto quest’ultimo già ribadito la settimana scorsa dal numero uno del Fondo Christine Lagarde secondo cui, grazie alle misure protettive adottate nel Vecchio Continente per evitare il contagio così come la creazione dell’Unione bancaria e l’unione fiscale, “l’Eurozona si trova in una situazione più forte rispetto a quattro anni fa”.

Nel caso in cui Atene abbandonasse l’Eurozona, ha concluso Blanchard, “il modo di rassicurare i mercati e fare progressi sta nell’andare ulteriormente avanti e usare l’opportunità di fare passi avanti sul fronte dell’unione fiscale e politica”. Insomma, pur nell’estrema prudenza delle parole usate, sembra che la exit strategy per la Grecia non sia più un tabù.

Intanto volano i rendimenti sul debito. Nel giorno in cui il governo ha reso noto il calo del debito pubblico a 312,8 miliardi a febbraio (da 321,5 di dicembre), lo spread sul decennale sale a 1.130 punti base con un rendimento in rialzo di oltre 15 punti base all’11,43% con i rendimenti sul due anni che s’impennano al 21,37% (guadagnando 82 punti base)

Un uscita che avrebbe conseguenze dolorose per l’Europa nel suo insieme, che segnerebbe il fallimento della Euro e della Bce all’indomani del lancio del Quantitatve Easing, che tra l’altro sta dando i primo risultati positivi. Ma le conseguenze sarebbero pesanti anche per i singoli paesi con conseguenze proporzionate alla loro esposizione. Con Gremania, Francia e Italia in testa alla classifica dei paesi creditori che non vedrebbero più la restituzione di quanto dato.

La Grecia sta raschiando il barile con la liquidità ormai agli sgoccioli, come conferma in un’intervista al quotidiano portoghese Diario de Noticias il direttore del fondo salva-Stati europeo (Esm), Klaus Regling: “Spero che ci siano presto progressi, perché la disponibilità di liquidità della Grecia sta chiaramente diventando molto, molto poca. Finora la Grecia ha pagato tutti i suoi creditori, come aveva promesso, e questo è positivo”, ha spiegato, ma la necessità di aiuti si avvicina visto che, “per continuare ad onorare il suo debito, c’è bisogno di ulteriore assistenza”. Assistenza che andrà anche oltre quest’ultima tranche e che potrebbe diventare un terzo programma di aiuti. Ma “prima di considerare qualunque assistenza supplementare, i partner vogliono vedere una lista completa di riforme che sia credibile abbastanza da garantire che dopo qualche tempo la Grecia possa tornare ad una situazione sostenibile, come accaduto per Portogallo e Irlanda”. E “al momento non la vediamo”, ha concluso.

Di parere opposto Federica Mogherini, Alto rappresentante per la Politica estera: “Se uno cade, l’intero sistema cadrà, sono più che convinta di questo”. Secondo il capo della diplomazia europea, l’Ue dovrebbe “mostrare flessibilità” verso Atene “e non per motivi di solidarietà ma per motivi di interesse comune”.

Redazione Avanti!

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