sabato, 21 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

I cristiani perseguitati
e le dimenticanze del Papa
Pubblicato il 07-04-2015


In media ogni mese 322 cristiani vengono uccisi nel mondo a causa della loro fede, 214 fra chiese ed edifici di proprietà di cristiani sono distrutti o danneggiati e 722 sono gli atti di violenza perpetrati nei loro confronti. Le statistiche sono di www.opendoorsusa.org una ong evangelica che assiste cristiani perseguitati di tutte le confessioni (cattolici, protestanti, ortodossi) in più di sessanta Paesi.

Durante i riti pasquali il Papa ha detto che c’è silenzio intorno ai cristiani uccisi solo perché cristiani. Fa bene a dirlo, anche se sarebbe più credibile se ricordasse come si sono comportati  i cristiani nella storia con chi pensava diversamente, e come in tempi più recenti i silenzi di diversi suoi predecessori, cioè papi cattolici, abbiano pesato sugli stermini durante la Seconda guerra mondiale, oltre naturalmente a ricordare che la guerra dichiarata è tra musulmani, i fedeli più numerosi nella contabilità dei morti.
Sarebbe anche utile che questo Papa avviasse una seria riflessione su come intenda stare all’interno del cristianesimo stante la sua sicumera sulla superiorità del cattolicesimo sulle altre denominazioni cristiane. Per tutti gli altri invece questa guerra di e tra religioni, dovrebbe portare a riflessioni sull’intelligenza e l’illuminismo, quella razionalità che ci consente di partecipare ad ogni morte di persona indipendentemente dalla sua filosofia o etnia.

Al contrario in Italia – dove giova ricordarlo agli stonati giornalisti vaticaliani (specie della Rai*) non c’è una religione di Stato –  la partitocrazia che infetta la società, priva di valori di riferimento propri, guarda al cattolicesimo e al suo ambiguo codice morale che riconosce nel Santopadre il solo in grado di tenere insieme quel che rimane delle culture sfrante sfatte decomposte.  Si dirà, chi obbliga gli italiani a starci? In realtà se ne fregano tutti, ma conviene stare nella scia ed essere considerati cittadini di serie A, mentre quelli che si attengono ad altre filosofie il rispetto devono guadagnarselo sudando sette camicie  riuscendo alla fine ad essere solo, se tutto va bene, tollerati. Non tutti hanno lo stomaco forte e aggiungere come ha detto papa Francesco qua qua, fa sentire tutti tanto pop.

Tiziana Ficacci
dal blog liberelaiche

*Se mai la Santa Sede dovesse istituire un premio per migliore megafono delle sue parole  – non so poi quanto ben riferite  – immagino che se lo aggiudicherebbe la Rai. Che in barba all’equità delle diverse filosofie di chi paga il canone – e anche della Costituzione – potrebbe dipingere di bianco e giallo il cavallo di viale Mazzini  

 

 

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