mercoledì, 18 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il doppio paradosso
Pubblicato il 22-04-2015


Scrive Antonio Polito sul Corsera: “Tutto ciò autorizza il sospetto che dietro l’ansia di Renzi di chiudere la partita anche a costo di fare la figura di chi reprime il dissenso nel suo partito e in Parlamento ci sia l’urgenza di disporre al più presto dell’arma finale della legislatura. E in questo crescente sospetto si annida per lui il rischio maggiore. Perché finora i deputati sono stati persuasi che se non passa l’Italicum vanno a casa. Ma che succede se si convincono che vanno a casa se passa?”.

Vediamola alla Crozza. Se la legge elettorale passa non si vota e se non passa si vota: questo era il chiaro messaggio, paradossale, che Renzi aveva lanciato ai suoi e agli altri. Volete non andare alle elezioni e allora approvate la legge elettorale. Generalmente la legge elettorale la si approva per fare le elezioni. In questo caso il messaggio, conseguente alla necessità di convincere anche i contrari, era esplicito fino all’annuncio ufficiale di qualche giorno orsono, secondo il quale la mancata approvazione dell’Italicum portava inevitabilmente Renzi al Quirinale e non per una visita di cortesia.

Evidente che la situazione nel Pd potrebbe aver convinto Renzi che così non si può andare avanti. E che se anche passa l’Italicum la guerra di una parte cospicua di parlamentari, compreso quel pugno di senatori che sono però determinanti, non gli permettono di governare. Per di più, la situazione oggi è ancora per lui favorevole. Ma per quanto lo potrà continuare ad essere se il suo governo è sempre in fibrillazione, se ha continuamente bisogno non solo del Nuovo centrodestra, ma anche di una parte, quella verdiniana, di Forza Italia, per vivere e se la situazione economica si annuncia tutt’altro che tranquillizzante?

A che serve allora una legge elettorale che dovrebbe attivarsi solo nel 2016, quando prevedibilmente sarà definitivamente approvata anche la riforma costituzionale con l’eliminazione del Senato elettivo? Si vada al voto col Consultellum allora, oppure si attivi subito l’Italicum votando col Consultellum per il Senato, con presumibile gioia dei senatori non aboliti. Tanto vale. Forse Renzi non potrà disporre della maggioranza assoluta al Senato, ma potrebbe portarsi a casa tutti o quasi tutti i parlamentari del suo partito. E non sarebbe poco. Per di più si presenterebbe con la legge elettorale approvata e con il motivo (il tradimento) per far piazza pulita dei dissidenti che, eliminati dalla Commissione affari costituzionali, potrebbero essere tenuti fuori dalle liste. È solo una supposizione, anzi è solo una previsione, ma logica sicuramente,

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Commenti all'articolo
  1. Veramente non socome questo “parvenues” abbiano la capacità di cambiare le cose, senza aver cognizione giuridica. Palesemente chi li sostiene è certamente una “loggia” molto forte, la quale ha un interesse primario. riportare l’Italia molto indietro per quei “reconditi motivi” che tutti conosciamo.
    Agli ex comunisti – che, o non lo sono mai stati e quindi qualsiasi situazione gli va bene, o lo sono ancora e quindi sono abituati al centralismo democratico – non gliene può importar di meno, gli basta esserci.
    Ai cattolici invece gliene interessa moltissimo, perché sotto qualsiasi forma hanno il controllo della situazione.
    Chi soffrirà saremo noi socialisti (ed i laici), salvo quel manipolo che, con i voti degli altri ottiene qualche bricciola di torta, ma non la possibilità politica di incidere sul futuro di questo tribolato paese.

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