giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Immigrazione. Oggi sbarcati oltre 1000 migranti
Pubblicato il 22-04-2015


ImmigrazioneInterventi nei Paesi d’origine, distruzione dei barconi, raddoppio dell’operazione ‘Triton’, ricollocazione d’emergenza condivisa tra tutti i Paesi, collaborazione con le Nazioni Unite, sforzo comune alle frontiere meridionali della Libia. Questi alcuni degli impegni concreti che il governo italiano tenterà di definire a poche ore dal Consiglio europeo straordinario fissato per domani, e chiesto dall’Italia dopo il nubifragio della scorsa notte che ha provocato la morte di circa 800 persone nelle acque del Mediterraneo. Nel frattempo non si fermano gli sbarchi: 446 immigrati – soccorsi ieri – sono arrivati nel porto di Augusta a bordo della nave ‘Bettica’ della Marina militare. Sono invece giunti a Lampedusa, sulla nave ‘Fiorillo’ della Guardia costiera, 112 immigrati tratti in salvo a circa 50 miglia a nord est di Tripoli, in acque libiche. E 540 somali ed eritrei sono sbarcati a Salerno.

‘MIGRANTES’: PIANO UE DEBOLE Il piano europeo in dieci punti – presentato dal commissario per l’Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, e approvato al vertice congiunto di ministri degli Esteri e dell’Interno dell’Unione europea a Lussemburgo lo scorso 20 aprile – non è però piaciuto a ‘Migrantes’, fondazione della Conferenza episcopale italiana (Cei) che l’ha definito “debole e, per certi versi, vergognoso”. Ad affermarlo è monsignor Giancarlo Perego, il direttore della Fondazione. “Ancora una volta – denuncia il prelato – si pensa di contrastare i trafficanti e non tutelare le persone attraverso i canali umanitari, un piano sociale europeo nei paesi di arrivo dei profughi e migranti, la cooperazione locale”. Monsignor Perego ha inoltre replicato alle dichiarazioni del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, in merito alla richiesta di un mandato internazionale per affondare le barche degli scafisti. “Parole come affondare, distruggere, respingere, senza che siano accompagnate da parole come tutelare, salvare, accogliere, non hanno prospettiva”.

PRODI: UE INCAPACE DI POLITICA COLLETTIVA – In merito agli interventi nel Mediterraneo secondo Romano Prodi era “molto meglio la missione ‘Mare Nostrum’ rispetto a ‘Triton’, aveva un mandato più ampio e più mezzi. L’Europa si è dimostrata ancora una volta incapace di una politica collettiva”. L’ex presidente del Consiglio auspica che nel Consiglio dei ministri di domani “si cambi registro – ha osservato – perché questo è un problema drammatico, nel presente e forse più drammatico nel futuro, perché – ha concluso l’ex presidente della Commissione Ue – se non poniamo rimedio alla fame e alla paura della morte, avremo sempre pressione ai nostri confini”.

DI LELLO (PSI): UE SI ASSUMA RESPONSABILITÀ. SERVE AZIONE POLITICA  – “Non vogliamo rassegnarci alle tragedie in mare come fossero ineluttabili, né alla vittoria dell’indifferenza che negli ultimi anni hanno consegnato all’UE un ruolo di spettatrice anziché portatrice di pace e solidarietà”. Così è intervenuto stamattina alla Camera, Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti, in occasione del dibattito sui tragici fatti avvenuti nel Canale di Sicilia, alla presenza del presidente Renzi – “Con ‘Mare Nostrum’, al costo di meno di 2 euro l’anno per ogni italiano, abbiamo salvato decine di migliaia di vite umane. Per qualcuno era un prezzo troppo alto. Non per noi. Il silenzio assordante delle 1400 morti in più dall’inizio dell’anno forse riuscirà a scuotere dal torpore l’UE affinché si assuma le proprie responsabilità. Serve un’azione politica ancor prima che militare. In questi giorni molti di noi si sono vergognati della disumanità di alcuni commenti e di un’Europa che ha la coscienza tutt’altro che limpida. Siamo tra i fondatori dell’Europa.” – conclude Di Lello – “L’Europa ci faccia tornare ad essere orgogliosi di esserne cittadini”.

Siria Garneri 

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