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Opinioni e commenti
 

Imputato fa fuoco in aula, strage in tribunale
Pubblicato il 09-04-2015


Milano-strage-tribunaleStrage in tribunale a Milano. Un imputato, sotto processo per bancarotta, fa fuoco in aula, uccidendo un avvocato e un testimone. Poi raggiunge al piano di sotto un giudice, citato come teste, lasciandolo morto nel suo ufficio; ancora non è chiaro se ucciso da un proiettile o da infarto. È subito panico tra la moltissima gente che la mattina affolla gli uffici giudiziari mentre scattano i soccorsi, l’evacuazione dell’edificio e la caccia al killer. Solo dopo si saprà che l’uomo era riuscito a fuggire ma che è stato bloccato a Vimercate dai carabinieri, in sella a una moto.

Tutto inizia pochi minuti prima delle 11: Claudio Giardiello, 57 anni, si presenta nell’aula del terzo piano dove si tiene il processo a suo carico per la bancarotta della ‘Immobiliare Magenta’. Qui estrae la pistola e spara contro il suo legale, l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani (37 anni) uccidendolo sul colpo, contro Giorgio Erba, suo coimputato che morirà poco dopo al Policlinico, e contro il pm Luigi Orsi, senza però colpirlo. Poi fugge, scende al secondo piano, alla sezione fallimentare ed entra nell’ufficio del giudice Fernando Ciampi che era stato citato come testimone al processo perché aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla bancarotta dell’immobiliare Magenta. Ciampi non presenterebbe segni di violenza, spiega il 118, e sono in corso gli accertamenti per stabilire le cause del decesso che non si esclude possa essere stato provocato da un infarto. Compiuta la strage, Giardiello, non si ancora come, riesce a lasciare il palazzo di giustizia.

Bloccato a Vimercate, in Brianza, è stato subito interrogato nella caserma dei carabinieri dal pm del capoluogo lombardo Angelo Renna e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili. L’udienza di convalida dell’arresto si terrà poi a Monza mentre l’inchiesta passerà successivamente per competenza alla procura di Brescia. “Spetterà alla Magistratura – ha detto il consigliere comunale di Milano Roberto Biscardini intervenendo in aula sui fatti accaduti questa mattina – capire come sia potuto entrare la pistola. Ma non basta.

La città è interessata a conoscere se ci sono responsabilità da parte di chi deve garantire il servizio di sicurezza in un luogo importante e delicato come il Tribunale. È arrivato il momento di domandarci se sia giusto che a società private, in nome di un bando di concorso, venga affidata la sicurezza dei Tribunali anziché alle Forze dell’Ordine? Riflettiamo sulla giustezza o meno dell’esternalizzazione e della privatizzazione di questi servizi”.

Biscardini ha poi aggiunto :”Di fronte a questo gravissimo fatto, c’è un’altra riflessione da fare che riguarda l’assassino che si è macchiato di questo orribile omicidio. Non può essere considerato un incallito criminale, è un imprenditore incensurato che ha perso la testa perché si sentiva vessato. Questione che va ben aldilà dei fatti accaduti”.

Redazione Avanti!

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