lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps. “La mia pensione” pronta al via 
Pubblicato il 20-04-2015


Questa volta sembra davvero essere la volta decisiva per il debutto formale dell’ormai famosa “busta arancione”, il cui nome è stato riformulato in “La mia pensione”. Ad annunciarne l’arrivo è stato direttamente il presidente dell’Inps, Tito Boeri, il quale ha affermato che “dal 1° maggio daremo la possibilità ai lavoratori italiani di poter sapere quali saranno le loro pensioni future. Di poter valutare quali sono le implicazioni di scegliere diverse date di pensionamento, di cambiare le loro retribuzioni e i loro contributi e quanto questo avrà effetti sulla loro prestazione previdenziale”. In particolare, si tratta di un sistema di calcolo che permetterà di acquisire una proiezione attendibile dell’importo del trattamento pensionistico che si riceverà in futuro. E’  opportuno precisare, al riguardo, che la busta arancione non sarà inviata per posta, ma potrà essere ottenuta direttamente online. Inizialmente, lo strumento interesserà circa 10mila lavoratori. Dapprima si partirà dai “più giovani” per poi man mano allargare la platea, per arrivare a informare a fine anno 18 milioni di persone. Condizione necessaria per poter accedere alle informazioni è un’anzianità contributiva di almeno cinque anni. È comunque un’operazione di notevole rilievo, in quanto per la prima volta in assoluto – dopo anni e anni di ripetuti annunci e successivi rinvii – viene soddisfatta l’esigenza dei contribuenti di sapere tutto sulla propria rendita pensionistica futura.

“La mia pensione” – “La mia pensione” sarà “virtuale” per la maggior parte dei lavoratori, al quale sarà associato un codice Pin fornito dall’Istituto di previdenza per la consultazione del proprio stato contributivo, mentre circa 2,8 milioni di italiani (ossia i soggetti non ancora provvisti di codice d’accesso) riceveranno tali informazioni personalmente a domicilio. Più nel dettaglio, con il nuovo servizio si potrà visualizzare telematicamente l’estratto conto assicurativo ed elaborare i contributi che ancora mancano alla quiescenza, associandoli allo scenario macro-economico sulla base dei dati della Ragioneria dello Stato per le previsioni di medio-lungo termine, dando tuttavia la possibilità di intervenire su alcuni parametri quali, per esempio, l’andamento della retribuzione. Sul punto, però, c’è da chiedersi quanto queste informazioni saranno attendibili, visto che non capita di rado che l’esecutivo continui a variare, allungandoli sempre di più, i requisiti richiesti per essere ammessi alla pensione, mutando così le prospettive del singolo lavoratore.

Disposizione mai attuata – La nuova iniziativa predisposta dall’Inps, in realtà, trae origine da misure analoghe già adottate a livello europeo. La prima nazione è stata la Svezia che, negli anni ’90, ha incominciato a inviare ai lavoratori una busta, appunto di color arancione, contenente le loro stime pensionistiche. In Italia invece, con la riforma “Dini” del 1995, che ha introdotto il metodo contributivo in Italia, si prefigurava già che l’Ente assicuratore inviasse periodicamente un’informazione simile a ciascun assicurato. Disposizione mai resa operativa. A riprendere la questione era stato, nel dicembre 2011, il decreto “Salva Italia”, che recava un preciso riferimento proprio all’informazione previdenziale. In base al predetto provvedimento, i lavoratori italiani devono ricevere annualmente la comunicazione della loro posizione contributiva, sia per facilitare la stima della prestazione futura sia per valutare l’opportunità di procedere ad altri tipi di accantonamenti. Il progetto dell’Inps, dunque, si inserisce in un contesto internazionale e nazionale finalizzato a diffondere cultura previdenziale, per rendere più attivo e funzionale il rapporto tra l’iscritto e il proprio ente previdenziale.

Inps. Unicità della posizione aziendale 

L’Inps torna a parlare di unicità della posizione contributiva aziendale. E segnatamente lo fa elencando i datori di lavoro che potranno continuare a operare con distinte posizioni aziendali. In particolare, si tratta di: datori di lavoro che, in relazione alla diversa tipologia di personale, sono tenuti al versamento della contribuzione secondo obblighi e misure differenti; datori di lavoro che svolgono attività caratterizzate da autonomia organizzativa e gestionale con diverse finalità economiche; imprese armatoriali; imprese appaltatrici di servizi vari, operanti a bordo delle navi da crociera; agenzie di somministrazione di lavoro, per la distinta esposizione dei lavoratori somministrati e di quelli che presiedono al funzionamento dell’impresa. In proposito è opportuno ricordare che l’obbligo di unicità della posizione aziendale Inps è stato reso tassativo dallo scorso 31 marzo 2015 (termine prorogato dal msg Inps n. 9675/2014), al fine di completare le attività preordinate a favorire il perfezionamento delle operazioni di unificazione della posizione contributiva aziendale dei datori di lavoro che operano attraverso l’utilizzo di più matricole. A darne recentemente notizia è stato lo stesso Istituto di previdenza con la circolare n. 65/2015.

Unicità posizione contributiva aziendale – Il principio dell’unicità della posizione contributiva aziendale, introdotto originariamente dalla circolare n. 172/2010, dispone che la posizione contributiva costituita in occasione dell’inizio dell’attività con i dipendenti sarebbe stata di regola unica, anche qualora il datore di lavoro si fosse trovato a costituire successivamente nuove unità operative. In tali ipotesi, quindi, invece di richiedere l’apertura di una nuova posizione contributiva, è possibile ottemperare ai relativi adempimenti utilizzando la posizione contributiva già in essere e comunicare i dati identificativi della nuova unità operativa. La richiamata circolare, inoltre, chiariva che al datore di lavoro fa capo l’onere di chiedere la costituzione di una posizione contributiva unica (con rilascio di un numero di matricola) unicamente in fase di inizio dell’attività con dipendenti. Tale adempimento viene effettuato, esclusivamente con modalità telematica, utilizzando uno dei seguenti canali:

nei casi di avvio dell’attività dell’impresa con contemporanea assunzione di personale dipendente, mediante la Comunicazione Unica al registro delle imprese;

nelle ipotesi di assunzione di lavoratori dipendenti in un momento successivo all’avvio dell’attività dell’impresa, attraverso la comunicazione unica ovvero facendo ricorso alla procedura telematica di iscrizione disponibile nei servizi online dell’Istituto.

Adeguamento dei sistemi informativi – Con riferimento alle aziende di grandi dimensioni, l’Inps opportunamente precisa che le attività finalizzate a favorire l’unificazione della posizione contributiva possono comportare interventi di adeguamento dei sistemi informativi aziendali e dell’organizzazione interna di impatto particolarmente significativo. Ciò potrebbe verificarsi principalmente in due casi: a seguito di operazioni di fusione o di acquisizione di complessi aziendali, nell’ambito delle quali i sistemi informativi dei soggetti coinvolti presentino caratteristiche strutturali che rendono estremamente onerosa l’integrazione delle procedure che supportano la gestione delle paghe e dei contributi previdenziali; oppure a seguito dell’adozione di assetti organizzativi e dei sistemi informativi finalizzati a favorire l’accesso e il trattamento delle informazioni concernenti talune categorie di dipendenti (per esempio dirigenti) esclusivamente a unità organizzative ovvero di personale specificamente individuati.

#diamociunamano. L’Inail attiva i servizi telematici per le coperture assicurative 

Sono attivi dal 30 marzo scorso sull’home page del portale dell’Inail i servizi telematici a supporto della copertura dei costi assicurativi di quanti hanno accesso a #diamociunamano, l’iniziativa sperimentale promossa dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali che – in ottemperanza al decreto legge 90 del 2014 – consente a quanti beneficiano di un sostegno al reddito di svolgere attività di utilità sociale in modo spontaneo e gratuito in progetti promossi dalle associazioni del Terzo settore.

Poletti: “Promuovere il coinvolgimento attivo delle persone”. Prevista dal decreto legge 90 del 2014, #diamociunamano punta a coinvolgere chi è in cassa integrazione – o, comunque, usufruisce di una qualsiasi misura di sostegno al reddito – in attività di volontariato di utilità sociale nell’ambito di progetti promossi da organizzazioni del terzo settore a favore di comuni o enti locali. “Con questa iniziativa vogliamo promuovere il coinvolgimento attivo delle persone che beneficiano di una misura di sostegno al reddito – ha sottolineato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti – puntando sulla loro disponibilità ad impegnarsi in una attività che contribuisca alla vita della loro comunità”.

De Felice: “L’Inail partecipa al progetto con forte determinazione”. La copertura assicurativa contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per quanti svolgeranno attività volontaria nei progetti è attivata dall’Inail e i suoi oneri sono interamente sostenuti dall’apposito fondo istituito presso il ministero del Lavoro e delle politiche sociali. “#diamociunamano dimostra spinta innovativa nell’azione di politica sociale, nelle soluzioni tecnologiche per l’attuazione ed efficacia di coordinamento tra Istituzioni – ha affermato il presidente dell’Inail, Massimo De Felice – L’Istituto partecipa a questo progetto con forte determinazione”.

Coinvolti Anci e Forum del Terzo settore. Insieme al ministero del Lavoro a essere coinvolti in #diamociunamano – oltre all’Inail, per la parte assicurativa – sono l’Anci e il Forum del Terzo settore, che hanno il compito di proporre e di promuovere i progetti (che possono essere già in corso di realizzazione o del tutto nuovi) e di “validarne” l’utilità sociale, attestandone il beneficio a favore delle specifiche comunità coinvolte. Saranno sempre le organizzazioni di volontariato e di terzo settore a prendere in carico i cittadini interessati, inviando esclusivamente per via telematica la richiesta di attivazione dell’assicurazione all’Inail almeno 10 giorni prima dell’inizio effettivo dell’attività.

Carlo Pareto 

                                                                       

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