sabato, 21 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Italicum e Costituente
Pubblicato il 24-04-2015


Diversi compagni e lettori, ultimo Nicola Olanda, scrivono al nostro giornale commentando lo scontro in atto sulla legge elettorale, l’Italicum, e chiedono chiarimenti sulla posizione del PSI. Ne abbiamo già parlato negli organismi del partito, Segreteria, Direzione e Consiglio Nazionale, approfondendo anche il ruolo che i parlamentari socialisti hanno nella maggioranza di Governo e i risultati che hanno fin qui ottenuto, anche portando alle modifiche proprio della versione iniziale dell’Italicum.

La proposta di legge elettorale in discussione alla Camera non è affatto quella iniziale. E’ cambiata. Noi abbiamo contribuito a migliorarla almeno in tre punti, quelli più iniqui: soglia più elevata per godere del premio di maggioranza, soglia più bassa per accedere al parlamento, parità di genere più larga. Migliorata ma non perfetta. Ben più della questione ‘nominati’ – meglio piccoli collegi uninominali con candidati in forte competizione – il vero nodo e’ il conferimento del premio di maggioranza. C’è spazio per lavorarci? La posizione della minoranza del Pd insospettisce per due ragioni: non ha mai amato le preferenze e ora le sposa; non si batte per rendere centrale il tema ‘coalizione’ dopo averlo sostenuto due anni fa e nel ventennio precedente. Mi pare evidente che la legge elettorale venga usata per regolare questioni interne a quel partito. Colpi bassi inclusi. Che anche il centro destra scelga prescindendo da una valutazione di merito lo si vede nel voto: favorevole al Senato, contrario, dicono, alla Camera. Stesso testo.

Qualche giorno fa il direttore di mondoperaio ricordava alla segreteria del partito che una norma in tutto simile a quella in discussione venne presentata dal nostro capogruppo alla Camera nei primi anni ’90 a nome del partito. Solo per notizia.

Allora, prima domanda. Esiste un testo alternativo, condiviso e migliore per il governo del Paese, legato ad una organica cornice istituzionale? Non lo vedo da nessuna parte.

Seconda domanda. Ci intruppiamo in un coacervo di minoranze partitiche e di forze politiche spaccate al loro interno e senza un disegno strategico? Non vedo nessun vantaggio.

All’inizio della legislatura, proposi un’Assemblea Costituente per coniugare al meglio riforma delle istituzioni e riforma elettorale. Restai – restammo – in solitudine, anche nel voto parlamentare. Nessuno, dico nessuno, né a destra né a sinistra seguì la nostra indicazione. Sarebbe stata la strada maestra per coordinare riforme necessarie a rendere il governo dell’Italia più autorevole, rinnovare la Carta e le istituzioni, adeguare l’assetto degli enti locali e delle regioni. Il cammino imboccato da Letta fu del tutto diverso.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Compagno Segretario, motivare il consenso Socialista per le parziali modifiche apportate, senza considerare quelle fondamentali che rendono l’Italicum inaccettabile:
    – c’è una trasformazione al Presidenzialismo senza sancirlo in Costituzione e senza i bilanciamenti necessari in caso di poteri Presidenziali;
    – avremo il 70% di nominati (simil Porcellum);
    – una grande minoranza si prende la maggioranza del Parlamento e il controllo di tutti gli Istituti di garanzia (Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, CSM, oltre la RAI ipotizzata da Renzi).
    Condivido la dichiarazione e l’allarme lanciato da Bersani sull’Italicum: “PRIMA IL PAESE E LA SALVAGUARDIA DELLA DEMOCRAZIA, RISPETTO ALLA DITTA-PD”.
    Ritengo che se non ci separiamo da tale voto il nostro ruolo sia destinato ad essere irrecuperabile. Sappi che molti Compagni e nostri elettori hanno preannunciato un netto dissenso interpretabile come un addio politico al nostro Partito.

  2. E’ il momento di far prevalere la strategia rispetto alla tattica.
    E’ opportuno legare la legge elettorale al quadro istituzionale che sarà espresso dalle riforme che si vogliono portare alla Costituzione. Al di là del Senato “renzico” gli equilibri dei poteri sembrano volgersi a favore dell’esecutivo; e in Italia non è buon segno, poiché non si sa mai in mano a chi si potrebbe finire,

  3. Caro Riccardo, in questo caso Parigi “non val proprio bene una messa”,
    Sappiamo tutti, per quel poco di diritto Costituzionale che conosciamo, che domano vi sarà UN partito vincitore, uno o due sconfitti e tutti gli altri SPARITI.
    Non mi dirai che i socialisti si riconoscono nella politica Renziana, di cui nessuno scandali se sono alleati, ma totale scandalo se sono intruppati.
    Sappiamo tutti che saremo “intruppati”, a meno che non avessimo la forza di costruire un Partito che CONTA.
    Ma non ci sarà purtroppo e tu sei il primo a sapere che, senza un’organizzazione, quel partito nessuno è in grado di costruirlo.
    Finita e messa nell’oblio la gloriosa storia dei socialisti: Da Costa, Turati e Treves, a Nenni, Saragat, Lombardi e Craxi (ed i milioni di illusi di quegli anni.
    Finite le illusioni in un’Italia ed in un mondo privo di ideali, come già Nenni preconizzava nel suo articolo del 31 dicembre 1979, ma solo legato a rapporti economicistici e di forza. Come fu prima che i socialisti coltivassero il seme della libertà e dell’uguaglianza.
    Tu la vedi diversa ovviamente. Auguri.

  4. Io non mi scandalizzo se il partito vota l’Italicum: nessuno se ne accorgerà. Non è il Parlamento il luogo migliore per far sentire la nostra voce. Quello che mi preme sottolineare è l’opportunità di riprendere un cammino comune per creare una forza più ampia incentrata sul PSI. Questo richiede una iniziativa politica forte che, nell’attuale profonda crisi della politica italiana, ci consenta di riprendere visibilità politica. Oggi le divisioni che hanno contraddistinto gli ultimi 20 anni non hanno più ragione di esistere e un tentativo di sanare la diaspora dovrebbe essere fatto per ricondurre tutti i socialisti nella stessa casa. Tutto questo non può tuttavia essere fatto se non si assume una politica autonoma che presuppone la chiara indicazione di una strategia politica valida per un secolo che differisce da tutti i precedenti e nel quale l’Europa e l’Italia devono affrontare pericoli mai visti e che si ripropongono da ormai diversi anni alla nostra attenzione. Il pensiero socialista dovrebbe farsi sentire di nuovo ed essere proposto all’attenzione della società. E’ una sfida difficile, ma dalla quale dipende la nostra stessa esistenza.

  5. Carissimo Segretario
    Innanzitutto ti ringrazio per l’attenzione che hai prestato al mio invito nel rispondere al mio sostegno agli epurati del PD sull’Italicum. La Redazione dell’Avanti mi ha fatto questo regalo per i miei 81 anni mentre tu mi riservi quest’onore che terrò tra i miei ricordi.
    Ti riconosco i meriti di ottimo amministratore per i dieci anni alla Presidenza della Regione Toscana e per i tre anni come Assessore al Bilancio alla stessa Regione. So che stai facendo con buoni risultati il Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti e che sei una di persona di grande cultura e non solo politica. Insomma come curriculum, nell’attuale PSI sei il dirigente di spicco e che democraticamente sei stato designato per il secondo mandato alla guida del PSI. Questa premessa l’ho ritenuta necessaria per chiarire che sul piano della persona godi della mia ampia stima ma sul piano politico non mi trovo d’accordo sulla decisione che hai preso di condurre il PSI a votare per la legge elettorale che Renzi vuole imporre in Parlamento, come sono stato in disaccordo quando hai ritirato il sostegno alla Bonino nella votazione finale per la Presidenza della Repubblica e come nelle ultime elezioni politiche non ho apprezzato la tua decisione di consentire che il PSI fosse l’unico Partito del Centrosinistra a non presentarsi pubblicamente.
    Quest’ultima decisione, frutto dell’accordo in sede europea col PSE per il sostegno a Bersani, ha fruttato i 7 parlamentari socialisti che si sono legati con Bersani al Programma elettorale “Italia bene comune”.
    Nella tua risposta accenni alla Costituente che ricordo come una proposta inascoltata sin dall’epoca della Segreteria Boselli. Tutti siamo d’accordo su di essa ma purtroppo non è attualmente oggetto di discussione in Parlamento come non sono compresi nell’attuale legge elettorale i piccoli collegi uninominali su cui anche qui siamo tutti d’accordo. È sulla Legge elettorale di Renzi rispetto alla versione Bersani che ti invito a non dare il sostegno del PSI. Non ripercorro le motivazioni della mia contrarietà del voto socialista a questa Legge elettorale e del mio sostegno alla versione agli epurati del PD in quanto i lettori dell’Avanti hanno ancora la possibilità di leggerle nella Rubrica Opinioni e Commenti.
    Ripeto solo due cose: Bersani è un Socialista che è stato epurato ed io mi sento alla pari un socialista epurato. Mi sento umiliato come socialista che il PSI, contraddicendo alla posizione assunta con il Programma “Italia bene comune”, si confonda nella schiera di altre forze politiche che hanno scelto la linea del trasformismo, dell’opportunismo e del conformismo.
    Carissimo Riccardo (spero in questa circostanza “cuor di leone” come il nostro grande campione del ciclismo): il Direttore dell’Avanti ha dedicato il suo Fondo a una grande campagna sui diritti civili. Ebbene tra i primari da garantire ai cittadini ci sono quelli costituzionali che questa Legge elettorale unita alla Riforma del Senato sta depredando. Spero che le notti da qui al 27 Aprile ti portino dei buoni consigli.
    Dopo questo confronto, “ vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”, non mi resta altro che riservarti un abbraccio fraterno.
    All’anagrafe Nicola Olanda, nella società Je suis socialiste.

  6. Sono anch’io d’accordo con quanti sono intervenuti nel dire che questa bruttissima riforma elettorale i Socialisti non dovrebbero votarla. Se Nencini insieme a tutti gli organismi del partito hanno deciso il contrario, significa altre sì che hanno deciso consapevolmente che il partito non ci sarà più in quanto ritengono che possono confluire nell’attuale PD per far vivere le ragione del Socialismo Italiano ed Europeo. Al segretario Nencini voglio dire soltanto una parola: Renzi giorni fa in America ha dichiarato che farà di tutto per togliere dall’acronimo del partito Europeo la parola SOCIALISMO.

  7. Le parole di Nencini appaiono deboli e di circostanza.
    L’Italicum è una legge indifendibile. Lo è per il danno che arreca alla democrazia italiana e lo è, nello specifico, perché essa praticamente ci cancella.
    Non ci è difficile immaginare che qualcuno verrà ricandidato nella lista del PD. Ma il PSI, per storia e patrimonio di valori, non può essere uno strumento per assicurare un seggio a qualcuno a danno di tutti i compagni che credono e che hanno creduto nel partito.
    I compagni devono essere consapevoli che, se Nencini intende perseverare in un appoggio acritico all’Italicum e alla politica scellerata di questo governo, non si potrà prescindere da una dura lotta al nostro interno per deporre il Segretario e l’intero gruppo dirigente del PSI. Mi dispiace dovermi esprimere in maniera così drastica, ma non è accettabile barattare il futuro del Psi con nulla.

  8. L’analisi del compagno segretario a prima vista appare ragionevole e suggestiva, ma ad un esame un poco più attento si rivela solo sbrigativa.
    Non tocca al lettore socialista indicare soluzioni per le questioni poste da una materia, quella del sistema elettorale, retta da un elevato tasso di tecnicismo.
    Ai socialisti basta rilevare come già ad un esame superficiale, l’approvazione di una legge che pone soglie di sbarramento elevate (per i partiti come il nostro che stanno sotto il 2%), che non consente coalizioni, che premia eccessivamente il più forte, anche se dopo i ballottaggi, da un lato non risponde all’esigenza di garantire la più ampia rappresentanza politica possibile e,dall’altro, espone a seri rischi di estinzione la vita del PSI.
    Ove, infatti, per ipotesi, dovessimo avere una rappresentanza istituzionale in quanto destinatari di una “concessione” saremmo costretti a pagare le royalties al “concedente” soprattutto in termini di autonomia.
    Se non si può modificare, meglio, dunque, non votarlo questo testo e rischiare in autonomia (senza, quindi, legarsi alla “Ditta” bersaniana ed alle sue tentennanti ed inaffidabili appendici) che farsi irretire in un rapporto “ancillare” da Renzi (e dalla nuova aggregazione neocentrista che egli sta tentando di creare con Alfano e Verdini).
    Mi sia consentito di rilevare che un programmato deficit di rappresentanza politica, determinando l’inaridimento del confronto delle idee, finisce con l’esaltare il personalismo come declinazione unica dell’azione politica, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta, che noi conosciamo e sulle quali, quindi, non è il caso di soffermarsi.

  9. A proposito delle obiezzioni del compagno Nicola Olanda, alle quali sovrapponi il mantello della collegialità” Ne abbiamo già parlato negli organismi del partito, Segreteria, Direzione e Consiglio Nazionale, approfondendo anche il ruolo che i parlamentari socialisti hanno nella maggioranza di Governo e i risultati che hanno fin qui ottenuto” una domanda caro compagno segretario Riccardo Nencini mi viene spontanea; la soglia del 3% è superabile? a questa domanda le risposte sono 2 o SI o NO. Nel diagramma di flusso allora mi chiedo se NO il partito con chi si identifica oggi 2015, se come titola il direttore Mauro del Bue nel suo editoriale “Per la Rai a Milano i socialisti non hanno fatto la Resistenza” Pubblicato il 25-04-2015, la considerazione dei renziani e del su Partito della Nazione prossimo venturo, nei nostri confronti, è la stessa dei governanti americani con i nostri. Scritto ciò se la nostra destinazione è il superamento del socialismo ottocentesco, ben venga nelle modalità, ma mai negli obiettivi fondanti dei nostri ideali insuperati ed insuperabili dal tempo.

  10. Se penso che Nencini resta sottosegretario nel governo Renzi, nonostante le nefandezze promulgate in questi quasi due anni e, quello che proprio ci porta fuori da qualunque equivoco, dopo che ha detto ad Obama che farà di tutto per cancellare ogni riferimento al Socialismo, nel PSE, non riesco proprio a comprendere, ma forse è colpa mia, cosa si aspetta, ancora, nel PSI a sfiduciare il segretario ed a ri-partire da posizioni conformi all’ essere Socialisti. Non basta dichiararsi tali, bisogna finalmente comportarsi come tali, se a tutto ciò aggiungo che leggo il post di Giampaolo Mercanzin, dove annovera tra i grandi Socialisti Bettini Craxi e si dimentica niente meno che di Sandro Pertini, mi viene il “magone”.

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