giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Italicum, la commissione non fa più paura
Pubblicato il 22-04-2015


Italicum-Aula-Camera“Meditate, meditate gente” come diceva Renzo Arbore in un famoso spot pubblicitario, perché la verità potrebbe essere esattamente opposta a quella che si pensava. Il sospetto lo lancia Polito sul Corriere della Sera  di oggi. Ossia che dietro la fretta e l’ansia di Renzi di chiudere la partita anche a costo di fare la figura di chi reprime il dissenso nel suo partito e in Parlamento ci sia l’urgenza di disporre al più presto dell’arma finale della legislatura. “E in questo crescente sospetto – scrive Polito – si annida per lui il rischio maggiore. Perché finora i deputati sono stati persuasi che se non passa l’Italicum vanno a casa. Ma che succede se si convincono che vanno a casa se passa?”.

Il dubbio è fondato e legittimo. Il Consultellum è una legge che a Renzi non piace, ma che soprattutto non è così vantaggiosa per lui come l’Italicum e quindi il “ricatto” molto più credibile. Un sospetto che potrebbe far cambiare atteggiamento a chi ha creduto a quella minaccia e quindi per spirito di sopravvivenza ha ceduto alle spinte ricevute in tal senso.

Comunque la cronaca parlamentare di oggi non ha visto nessun ripensamento. Anzi. Renzi va avanti e spinge l’Italicum che come un treno passa l’esame di una commissione svuotata dell’opposizione. Infatti la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha approvato la riforma elettorale all’unanimità con i soli voti della maggioranza; l’unica presente ai lavori. Nove dei 10 esponenti della minoranza interna del Pd sono stati sostituiti da altrettanti colleghi filo-italicum del loro gruppo. Da lunedì prossimo (27 aprile) il ddl sarà all’attenzione dell’Aula. A questo punto gli emendamenti preparati dall’opposizione, compresi quelli della minoranza Pd, saranno ripresentati in Aula in quanto la commissione non li ha esaminati e quindi neanche votati per la mancanza, in commissione, degli stessi presentatari.

Un esito che fa spinge il ministro Boschi a rilasciare una dichiarazione che, a dir poco, lascia interdetti: “Siamo tranquilli. La maggioranza è stata compatta in commissione e lo sarà anche in Aula”. E ci mancherebbe altro dopo aver sostituito di’imperio tutti i membri in disaccordo e aver rimodulato così la presenza del Pd in Commissione in modo da modificarne gli equilibri di maggioranza. E poi Boschi aggiunge: “Non è detto che anche qualche partito di opposizione non ci ripensi. FI aveva già votato al Senato questa legge”. E inoltre chiede ai gruppi parlamentari di rinunciare a chiedere il voto segreto in Aula. “Mi auguro che da lunedì, in Aula – aggiunge – le opposizioni partecipino, anche perché uno dei relatori, il presidente della commissione Sisto, è proprio di Forza Italia”. Quanto all’ipotesi del voto segreto, Boschi sottolinea che “Fi ha già annunciato che lo chiederà. Mi auguro che tutti i gruppi parlamentari decidano di discutere senza ricorrere al voto segreto, che è una possibilità e non un obbligo, e che la battaglia avvenga a viso aperto”. Appello a cui si aggiunge il vicecapogruppo Pd Ettore Rosati che si dice sicuro “che nessuno nel Pd chiederà il voto segreto in Aula”.

Le speranze della Boschi però si scontrano con le parole di Silvio Berlusconi che alla riunione dei gruppi di Forza Italia ha confermato che è non possibile consentire a Renzi di prendere il potere totale con 30% dei voti attraverso una legge che di fatto polverizza l’opposizione. “Non possiamo votare questa legge elettorale. Una legge che Renzi ha cambiato 17 volte”. Parole che non piacciono all’esponente di Fi Maurizio Bianconi: “No. Non se ne può più di sentire Berlusconi attaccare le leggi che egli fece votare a forza dai suoi parlamentari con commissariamento, damnatio memoriae, inviti ad andarsene da parte sua e dei pretoriani per coloro che si opposero e votarono in dissenso. L’Italicum è autoritario? Favorisce Renzi? Ma ricorda Berlusconi che lo fece votare e preparare dai suoi esperti, nonostante che molti fra i quali il sottoscritto, dicessero che – per l’appunto – era autoritario, tutto a favore di Renzi? Berlusconi permise Monti, fece votare tutti i suoi rovinosi provvedimenti, comprese le tasse sulla casa e la legge Severino, appoggiò Letta, fece con Renzi il Nazareno ed oggi non può lamentarsi dei governi non eletti che vissero, prosperarono e si rinforzarono coi suoi voti. La musica è finita per davvero anche se il suonatore si chiama Berlusconi”.

Sulla legge elettorale è intervenuto anche l’ex presidente del consiglio Enrico Letta: “Penso che una legge elettorale approvata a maggioranza stretta in Italia ce n’è stata solo una, è stata il Porcellum, è stato un disastro. Le altre, il Mattarellum e quelle della prima repubblica, sono state approvate a maggioranze larghe perché, come ha detto Renzi stesso, le regole del gioco si fanno tutte insieme. C’è bisogno di una maggioranza larga”.

Poi aggiunge: “Penso che non si voterà in autunno. Questa legislatura andrà alla sua scadenza naturale perché le riforme costituzionali che sono state messe in campo hanno dei tempi di approvazione tale che si arriverà alla scadenza naturale, se si votasse solo l’Italicum e poi si andasse a votare sarebbe una sconfitta di tutti”.

Ginevra Matiz

L’ITALICUM IN PILLOLE

Entrata in vigore dal luglio 2016; premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti, o ballottaggio tra i due partiti più votati se nessuno supera quella soglia; sbarramento al 3% e capilista bloccati. È questo l’Italicum 2.0, la riforma elettorale approvata oggi dalla Commissione Affari costituzionali della Camera e che andrà in Aula lunedì prossimo, 27 aprile. Se i deputati confermeranno senza modifiche il testo della commissione, questo diventerà legge.

IN VIGORE DAL LUGLIO 2016: La legge vale solo per la Camera ed entrerà in vigore solo nel luglio 2016, data in cui si pensa che sia stata approvata la riforma costituzionale, che prevede un Senato non più elettivo.

PREMIO MAGGIORANZA: l’Italicum assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno tra i due partiti più votati, per l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti.

SBARRAMENTO AL 3%: entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il 3%.

100 COLLEGI: l’assegnazione dei seggi della Camera avviene proiettando le percentuali dei partiti ottenuti a livello nazionale su 100 collegi, in ognuno dei quali sono eletti 6-7 deputati.

PREFERENZE E CAPILISTA: Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista è bloccato (cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio) mentre le preferenze valgono solo per gli altri candidati.

VOTO DI GENERE: sono possibili due preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima.

ALTERNANZA UOMO-DONNA: le liste devono esser composte in modo da alternare un uomo ad una donna. Nell’ambito di ogni circoscrizione (Regione) i capilista di un sesso non devono essere superiori al 60% del totale.

MULTICANDIDATURE: È possibile che un candidato si presenti in più collegi, fino ad un massimo di 10.

SCHEDA: La scheda vedrà a fianco del simbolo di ciascun partito il nome del capolista bloccato, e due spazi dove scrivere le due eventuali preferenze.

TRENTINO ALTO ADIGE/VALLE D’AOSTA: In Trentino Alto Adige e nella Valle d’Aosta si vota con i collegi uninominali, come il Mattarellum.

ERASMUS: Potranno votare per corrispondenza i cittadini italiani che sono all’estero per almeno tre mesi o per motivi di studio (per esempio l’Erasmus), per lavoro o per cure mediche.

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