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Opinioni e commenti
 

Italicum. Senza modifiche la minoranza voterà no
Pubblicato il 14-04-2015


Italicum-minoranza-noArea riformista, componente di minoranza del Pd, ha deciso. Chiederà a Matteo Renzi di aprire alle modifiche proposte sulla legge elettorale. In caso negativo voterà contro l’Italicum nell’assemblea del Pd di domani, mentre la posizione da tenere poi in Aula dovrà essere decisa successivamente. All’Assemblea del gruppo dem prenderà parte lo stesso Renzi, oggi in visita al Salone del Mobile di Milano dove ha parlato della “grande riforma” con cui sta cambiando l’Italia: sulla legge elettorale “vediamo la fine, dopo mesi passati a discutere abbiamo detto ‘basta si decide’. Non è il Monopoli dove c’è la casella ‘tornate al vicolo corto'”.

I deputati di Area riformista che voteranno no all’Italicum all’Assemblea del gruppo di domani sono circa una quaratina. “Sul no di domani a questa riforma della legge elettorale c’è l’unanimità, vedremo poi le mosse di Renzi. Dipenderà innanzitutto se mette la fiducia o no”, ha detto Davide Zoggia. “Attendiamo cambiamenti altrimenti la nostra posizione non cambia”, dice anche Matteo Mauri. Alla riunione non era presente Pierluigi Bersani. Ma dalla maggioranza non cessano appelli a un ripensamento sulla linea del no. “Ci ascolteremo reciprocamente domani sera nella riunione del gruppo, poi si vedrà. Non credo ci siano tanti deputati del Pd disposti a non dare seguito in aula alle decisioni prese dal gruppo, altrimenti viene meno uno dei principi che regola la vita di un gruppo. Parliamo di lealtà e non di disciplina” ha affermato il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini. Mentre Marina Sereni, evocando scenari rosei e mellifui, si è detta “fiduciosa che prevarrà il senso di unità e la consapevolezza che siamo nel pieno di una legislatura che può continuare e rivelarsi molto produttiva se il Pd e la maggioranza che sostiene il governo sapranno far prevalere l’interesse generale dell’Italia e l’amore per il nostro Paese”.

E sull’ipotesi fiducia Area riformista afferma che “sarebbe una cosa totalmente sbagliata se il governo dovesse porre la fiducia sulla riforma elettorale” ha sintetizzato Nico Stumpo di Area Riformista. “Non so come andrà la votazione dell’Italicum – ha scritto il deputato Pd Pippo Civati su Facebook – . So che non lo voterò, che se metteranno tre volte la fiducia non darò il mio assenso. So che mi sembra tutto folle e che perderanno tutti, anche chi è convinto di vincere a qualsiasi costo (Cadmo o Pirro). So che la spaccatura politica c’à già”.

Ma il fronte del no comprende anche Forza Italia, il cui direttivo ha deciso all’unanimità di respingere una legge elettorale “blindata” e di presentare “pochi, ma forti e determinati, emendamenti nei quali tutto il gruppo possa riconoscersi”. In un tweet il capogruppo alla Camera Renato Brunetta sintetizza: Premio a coalizione e entrata in vigore dopo riforme.

Oggi il costituzionalista Michele Ainis è tornato, in una intervista al Fatto Quotidiano, a parlare di come l’Italicum rischia di mettere in serio imbarazzo colui che dovrà promulgarlo. Ossia il presidente della Repubblica. “E credo – ha detto – che la Corte Costituzionale non potrà che bocciarlo”. “Il capo dello Stato – ha detto ancora – è il garante politico della Costituzione, la Consulta è il garante giuridico. Di fronte all’asimmetria tra Camera e Senato, sarei sinceramente sorpreso se la Corte non annullasse la legge”.

Redazione Avanti!

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