lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Jobs act, a marzo 92000 assunzioni in più
Pubblicato il 23-04-2015


Lavoro-assunzioniA marzo le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro  nel complesso, ad eccezione del lavoro domestico e della PA, secondo i dati del ministero del Lavoro, sono state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni. Il saldo attivo quindi è di oltre 92.000 unità. Il 6 marzo è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti. I contratti a tempo indeterminato attivati sono stati 162.498 (quasi 54.000 in più su marzo 2014) a fronte di 131.128 contratti cessati. I rapporti di lavoro a tempo indeterminato quindi, quelli per i quali è prevista la decontribuzione triennale dalla legge di stabilità hanno avuto un saldo attivo di oltre 31.000 unità.

A marzo 2014 mentre il saldo complessivo di tutte le tipologie contrattuali era stato positivo per oltre 61.000 unità (620.032 attivazioni a fronte di 558.366 cessazioni) era stato invece negativo per i contratti a tempo indeterminato (36.000 in meno con 144.839 cessazioni a fronte di 108.647 attivazioni). I dati, che sono al netto del lavoro domestico e della pubblica amministrazione, precisa il ministero, sono da considerarsi provvisori. Numeri così rilevanti che fanno intervenire anche il presidente della Repubblica per il quale quelli rilevati dall’Istat sono”dati confortanti. Sono, appunto, confortanti: naturalmente sono dati ancora iniziali. E bisogna prenderli con cautela. Però sono dati che incoraggiano la fiducia, cosa essenziale”.

Brinda la maggioranza con Filippo Taddei, responsabile economico del Pd che parla di ” segnale positivo” che evidenzia “come avanzi il lavoro stabile nel settore privato nel raffronto tra marzo 2015 e lo stesso mese del 2014. In particolare, è confortante l’aumento delle assunzioni a tempo indeterminato a fronte di una riduzione delle cessazioni”. Del tutto opposto il giudizio del leader della Cgil Susanna Cammusso: i dati dell’occupazione di marzo diffusi stamani dal ministero del Lavoro arrivano “dall’ufficio stampa  propaganda”. È una modalità un po’ antica di dare i dati, io ero piccola quando hanno abolito gli uffici stampa propaganda. Comunque – ha aggiunto – il dato di marzo non è diverso da quello del mese scorso, c’è una grande decontribuzione che viene utilizzata”. Invece per il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, prima di fare qualsiasi commento sui dati diffusi dal ministero del lavoro per quanto riguarda i contratti attivati a marzo, bisogna aspettare i dati disaggregati.

“Spero che ci sia un incremento dell’occupazione – ha aggiunto il sindacalista – il nostro modello contrattuale si basa sulla crescita. Ho sempre detto che Renzi doveva andare a scuola da Obama piuttosto che dalla Merkel: ora è andato a trovarlo e spero abbia imparato da lui, che sta investendo mille miliardi di dollari l’anno su infrastrutture, tecnologia e cultura”.  Un invito alla prudenza arrivano dal senatore del Pd Massimo Mucchetti, presidente della commissione Industria, per il quale “il Jobs act nel suo complesso male non fa al tasso di occupazione di questo Paese. Ma nello stesso tempo invito alla prudenza e a considerare i dati in un arco di tempo ragionevole, senza entusiasmarsi troppo. Qualcosa si sta muovendo, ma serve pazienza, a giugno inizieremo a tirare le prime somme”.

Redazione Avanti!

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