mercoledì, 19 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Kenya. Dopo la strage
di cristiani, nuovi allarmi
Pubblicato il 03-04-2015


Kenya-strage147 le vittime accertate, circa 80 i feriti: questo il tragico bilancio dell’attacco di giovedì all’università di Garissa – a est del Kenya – da parte di Al Shabaab, gruppo fondamentalista somalo. Si tratta dell’attentato più sanguinoso dopo quello all’ambasciata americana di Nairobi nel 1998 da parte di al Qaeda, in cui morirono 213 persone. Secondo le testimonianze di alcuni sopravvissuti all’attacco tra le vittime vi sono state anche persone decapitate. Parole di cordoglio, solidarietà e condanna sono giunte da Papa Francesco – che ha definito la strage “un atto di brutalità senza senso” – e dal Ministero degli Esteri che confida nelle istituzioni democratiche del Kenya “che sapranno reagire con fermezza al terrorismo”.

IL GOVERNO: NON CI LASCEREMO INTIMORIRE DAI TERRORISTI – Il Kenya non si lascerà “intimidire dai terroristi che hanno scelto di uccidere vittime innocenti per umiliare il governo” ha dichiarato il ministro dell’Interno, Joseph Nkaissery. “Il governo è determinato a combattere i terroristi” ha aggiunto Nkaissery, confidando nella capacità del Paese di “vincere questa guerra contro i nostri nemici”.

AL SHABAAB RIVENDICA L’ATTENTATO – Nel frattempo il gruppo fondamentalista somalo – non solo ha rivendicato l’attacco di ieri – ma ha anche promesso che “il Kenya vivrà altri attacchi mortali. Non ci sarà alcun luogo sicuro per i kenioti, fintanto che il Paese manterrà le sue truppe in Somalia” ha detto in una dichiarazione alla radio ‘al Andalus’ – legata al gruppo – il portavoce degli al-Shabaab, Ali Mohamud Rage. Il riferimento è al coinvolgimento dei militari di Nairobi nella missione dell’Unione Africana dispiegata in Somalia a sostegno del governo e per la sicurezza e la stabilità del Paese.

Redazione Avanti!

 

 

 

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