sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Kosovo e Serbia. Lady Pesc:
“Più riforme e dialogo”
Pubblicato il 02-04-2015


dacic-mogerini

Federica Mogherini e Ivica Dacic

Il 26 e il 27 marzo scorso l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini è andata in visita ufficiale a Pristina e a Belgrado, dove ha incontrato le più alte cariche politiche del Kosovo e della Serbia. Questo tour istituzionale rappresenta un passaggio importante per l’intera regione balcanica, proiettata verso l’integrazione europea ma, al tempo stesso, attanagliata dai lasciti di un passato recente segnato dal conflitto etnico. La visita della Mogherini è stata perciò l’occasione per riaffermare la volontà di Bruxelles di facilitare l’avvicinamento di Serbia e Kosovo all’Unione, ma anche per sottolineare la necessità di portare avanti riforme interne e di ravvivare il dialogo tra le due parti.

A Pristina, la Mogherini ha incontrato il primo ministro del Kosovo, Isa Mustafa, il presidente della Repubblica, Atifete Jahjaga, il ministro degli Esteri, Hashim Thaci e i leader dell’opposizione. Durante questi incontri, l’alto rappresentante UE ha annunciato che entro l’estate verrà firmato l’Accordo di Stabilizzazione e Associazione con il Kosovo, un passo necessario prima di poter discutere dell’apertura dei negoziati di adesione. Propositi positivi sono stati espressi anche a Belgrado, dove la Mogherini ha avuto colloqui con il premier serbo, Aleksandar Vucic, il presidente della Repubblica, Tomislav Nikolic, il ministro degli Esteri, Ivica Dacic e il presidente del parlamento, Maja Gojkovic. Lady PESC ha voluto esprimere soddisfazione per i progressi compiuti dalla Serbia, ma ha anche invocato l’importanza di procedere con ulteriori riforme politiche ed economiche, fondamentali per l’apertura entro quest’anno dei primi capitoli del negoziato di adesione. Positiva è stata la notizia di una telefonata diretta tra Mustafa e Vucic, segno di un avvicinamento tra le parti, invocato dalla Mogherini come prerequisito ad ogni successivo sviluppo.

L’origine delle tensioni in Kosovoun tempo appartenente alla Serbia, è da ritrovare nella difficile convivenza tra serbi e albanesi, sfociata nella guerra del 1999 e nell’intervento della Nato. A seguito di quegli eventi la Serbia ha perso il controllo del Kosovo, che ha così potuto, nel 2008, dichiarare la propria indipendenza, sostenuto dagli Stati Uniti. Ad oggi, per quanto dotato di una struttura istituzionale e politica statuale, il Kosovo è riconosciuto da poco più della metà degli Stati membri dell’ONU, e la sua indipendenza, oltre che dalla Serbia, è osteggiata anche dalla Russia e dalla Cina. Nella stessa Unione, per di più, cinque Stati membri non riconoscono il Kosovo come Stato.

Negli ultimi anni, Kosovo e Serbia hanno espresso la loro ambizione di un futuro ingresso nell’Unione Europea, vista come panacea della difficoltà economiche e delle tensioni etniche che ancora attanagliano i Balcani, e l’Unione si è molto spesa per favorire l’apertura di canali di dialogo tra i due governi. Il processo si prospetta ancora lungo, ma la visita della Mogherini rappresenta la dimostrazione dell’impegno di Bruxelles in tal senso.

Riccardo Celeghini

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