giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

La Cantantessa torna
e incanta la Capitale
con la sua anima rock
Pubblicato il 13-04-2015


carmen-consoliHa abbandonato la dimensione raccolta dei teatri preferendo gli spazi aperti e ampi dei palasport. Ha rivoluzionato la sua band, per metà femminile (Luciana Luccini al basso e Fiamma Cardani alla batteria a dettare la base ritmica, ndr) che l’ha convinta a (ri)imbracciare la chitarra elettrica. Ha cantato per quasi due ore, alternando ai vecchi successi quelli nuovi, calibrando esplosioni di autentico rock ad atmosfere intime e romantiche. È grintoso ed energico il ritorno sotto i riflettori – dopo cinque anni e un figlio – di Carmen Consoli in giro per l’Italia con il suo tour che prende il nome dal suo ultimo album “L’abitudine di tornare”. La tournée – partita da Porto San Giorgio, dopo l’unica data romana, – toccherà altre città tra cui Milano, Torino, Modena, Firenze e Napoli.

LE NUOVE CANZONI – In abito da seta con motivi floreali e l’inseparabile chitarra l’artista catanese ha aperto il concerto con un brano recente “La signora del quinto piano” che affronta con amara ironia i temi di stalking e femminicidio. Carmen Consoli  Nel presentare un altro pezzo dell’ultimo album “Esercito silente” – in cui tocca lo scomodo argomento della mafia – Consoli ha citato alcune parole di Peppino Impastato (il giornalista e attivista catanese che la mafia la combatteva in prima linea e in maniera decisa e creativa, e che per mano della mafia venne ucciso nel maggio del 1978, ndr): “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Prosegue poi con “Sintonia imperfetta” canzone in cui l’artista descrive un rapporto di coppia ormai consumato dalla routine, che si logora in modo svogliato “da un divano e l’altro”, e che contrasta con l’amore sognante del passato. Il brano vuole anche essere un omaggio a Ferruccio Tagliavini. “Ah voglio vivere così, col sole in fronte, l’amore ai tempi dei miei nonni era sognante”.

I BRANI DI REPERTORIO –  Tra i vecchi successi la cantautrice ha incantato il pubblico romano – immersa in un suggestivo disegno luci a cura di Camilla Ferrari – con “In bianco e nero”, “Geisha”, “L’Ultimo bacio”, “Parole di burro” e la onnipresente “Blunotte”, rispolverando anche pezzi – che non suonava live da tempo – per la loro anima più rock come “Per niente stanca”, “Matilde odiava i gatti” e “Venere”. Dopo aver dato la buonanotte l’artista catanese è tornata sul palco per duettare con Luca Madonia in canzoni di repertorio, per poi salutare i diecimila fan romani con la canzone – scritta con Mario Venuti e che la fece conoscere al grande pubblico durante Sanremo 1996 – in cui la Cantantessa voleva essere più forte di “ogni tua perplessità. Ma io non posso accontentarmi se tutto quello che sai darmi è un amore di plastica”.

Silvia Sequi 

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