giovedì, 19 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La fine di Forza Italia…
Pubblicato il 08-04-2015


Se fosse un partito normale Forza Italia sarebbe già morto. Del suo gruppo originario, tra Urbani, Dotti, Scognamiglio, Previti, Dell’Utri, Bondi, poi Tremonti, Alfano, Schifani, Cicchitto, non è rimasto praticamente nessuno. Da quel che resta del partito delle europee che ottenne il magro risultato del 15 per cento, si sta distaccando il gruppone di Fitto che annuncia liste e alleanze in mezza in Italia e si comporta ormai come un partito. Tra i pochi rimasti regna il caos. Con battute all’uranio contro la “badante” Rossi, quella che ha le labbra ormai più grandi dell’esile corpo, o della nuova biondina Sarcone che debutta in tivù con un “Io mi augurerei che Forza Italia vada…” da matita blù.

Ma Forza Italia non è un partito come un altro. Oddio, è anche vero che molti degli altri partiti hanno finito coll’assomigliare a lei. Cosa sarebbe oggi il Pd senza Renzi? Ma è anche vero che di tutti i partiti laederistici Forza Italia è il più ritagliato sugli umori e anche gli amori del capo. La Biancofiore lo ripete. Nel partito decide solo Berlusconi. Mica i dirigenti, mica gli iscritti. Tutti lo sanno, almeno lei lo dice. Dunque tutto dipende ancora una volta solo da lui. Dicono che Berlusca si stia annoiando della politica e anche del Milan. C’è da credergli. I sondaggi e i risultati scoraggerebbero chiunque. Eppure non mi stupirei che il vecchio rubacuori ne stesse studiando un’altra delle sue.

Stavolta però dovrà superare tre ostacoli che paiono davvero insormontabili. Il primo è costituito da Renzi, che toglie al cavaliere il vecchio cavallo di battaglia dell’anticomunismo, e che ha iniziato, con una politica riformista e gradualista, ma anche antigiustizialista, a mietere consensi anche nel campo del centro-destra. Il secondo è quello costituito dall’Italicum due, che lo costringerà a presentare la stessa lista di Salvini, se il centro-destra vorrà competere per il premio di maggioranza, oppure dovrà alzare bandiera bianca presentadosi in ordine sparso.

Può anche essere che si scelga di non competere al primo turno presentando più liste per unificarle al secondo. Ma l’Italicum che prevede che al secondo turno, ammesso che nessuno superi il 40 per cento al primo, vadano solo due liste, potrebbe paradossalmente complicare ancora di più. E mettere in condizione Berlusconi di appoggiare proprio la Lega che viene data più forte di lui. Calcolo che diventerebbe suicidio. Il terzo ostacolo è costituito dall’età e dalla tentazione forte di godersi in suoi soldi in qualche beato paradiso terreste. Visto che in quello celeste, anche lui ne è cosciente, difficilmente sarà accettato. Come andrà a finire? Lo sa, davvero, solo Iddio.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La fine di Forza Italia? leggendo il suesposto articolo direi anche, definitivamente, NOSTRA, visto che Renzi viene definito riformista, gradualista, antigiustizialista.
    Se così è, e credo che così sia, la soluzione salvifica per noi rimarrebbero le battaglie sui matrimoni gay e sulla legalizzazione della prostituzione?
    CAMBIARE O PERIRE!

  2. La parabola di Forza Italia è stata molto simile a quella del PSI. Prima i grandi ideologi (Tremonti, ecc.) poi la caduta con “nani e ballerine” (cit.). Se tanto mi dà tanto, il partito, come è accaduto al PSI, si appiattirà sulle posizioni dell’alleato forte (Salvini) e di conseguenza si riempirà di ignavi.

  3. Scusate
    Forza Italia = Psi ? Mi sembra tanto un paragone fuori luogo
    Il nostro consiglio nazionale fu co mposto da nani e ballerine ? Definizione non esatta per indicare che nel consiglio vi erano uomini e donne di spettacolo , della moda e dell’impresa, ma non vi erano IGENISTE DENTALI. , che si dovrebbe dire del PD con giovani e belle donne fatte ministro?
    La differenza maggiore sta nel fatto che noi siamo un partito con riferimenti culturali , FI poteva avere come riferimento anche uomini di cultura , ma non riferimenti culturali, infatti non fù mai partito,ma un movimento di proprietà personale e non momente che il proprietario è in crisi ….
    Il PD ci fà sparire perchè ora lui è diventato …….., ma il PD è in parte post comunista e in parte il democristiano del 2000, pertanto può dire quello che vuole, mettersi gli abiti di chichessia , ma resterà sempre fatto da ex comunisti e nuovi democristiani.
    In sintesi stà a noi essere socialisti e un partito Socialista è tale se si pone grandi obbiettivi e non il vivacchiare.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari consigliere nazionale off.molinari@libero.it

Lascia un commento