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Opinioni e commenti
 

La politica e la storia
Pubblicato il 27-04-2015


Quello che noi dobbiamo sforzarci di chiarire anche a noi stessi è la differenza tra la cancellazione di un partito e quella di una storia. Il Psi come noi l’abbiamo vissuto, e cioè come partito della sinistra democratica e collocato in posizione di confine tra Dc e Pci, muore col vecchio sistema politico. Anzi la sua funzione di cerniera si esaurisce con la fine del Pci. Travolto più degli altri dalla vicenda di Tangentopoli il Psi viene anche sciolto da Boselli e Del Turco e rinasce come Si, cui si contrappongono altri piccoli partiti della cosiddetta diaspora.

La storia di questi ultimi vent’anni è sotto i nostri occhi. Nessuno di noi, da qualsiasi parte abbia tentato, a sinistra, a destra o in autonomia, è riuscito a sfondare il tetto del 2,1 per cento. Troppo poco per pensare di avere resuscitato qualcosa che abbia a che fare col vecchio Psi. Sulle ragioni, compresa la non eccelsa qualità delle nostre leadership passate, potremmo discutere, ma anche chi la leadership ce l’ha avuta, vedi Bertinotti, è stato spazzato via. Resta il fatto che non è rinato il Pci, non è rinata la Dc e si può capire perché non sia rinato il Psi.

Il vero problema è l’anomalia della nostra cancellazione. Contrariamente al Pci e alla Dc, la storia del Psi viene oggi oscurata quando non cancellata. Soprattutto la storia del ventennio autonomista e craxiano cui si contrappone quella, rivalutata, del Pci berlingueriano e della Dc morotea, e anche fanfaniana. Questo è assurdo, questo è iniquo, questo è violento. Noi socialisti riformisti e democratici, che abbiamo combattuto contro l’egemonia del Pci sulla sinistra italiana e contro il monopolio della Dc sul governo, siamo oggi generalmente dimenticati.

Ci si ricorda dei socialisti meno organici a queste lotte. Di Pertini, ad esempio, che è stato il presidente di tutti gli italiani, di De Martino che finì indipendente nelle liste del Pci, quasi mai di Turati, di Nenni, di Saragat. Nella mia provincia si afferma che i deputati alla Costituente erano Nilde Iotti e Giuseppe Dossetti, dimenticandosi di Alberto Simonini, socialista democratico. Se si parla di centro-sinistra si ricorda Prodi, non Nenni, se si parla dello statuto dei lavoratori si ricorda che “la sinistra non lo votò”, non il solo Pci. Della Resistenza si esaltano il contributo dei comunisti, dei cattolici e “degli altri”, e questo nella città che ha avuto prefetto, vice prefetto e sindaco della liberazione tutti socialisti.

Noi siamo ancora vivi per combattere questa deformazione della storia, per contrastare questa violenza che ci viene inferta, ma che in realtà viene inferta all’Italia. E siamo ancora vivi, come organizzazione politica di socialisti, che si chiama Psi ma che non può mai essere paragonata al vecchio Psi, per combattere tante battaglie del presente che si collegano a quella storia. C’è un filone di lotte di giustizia e di libertà al quale dobbiamo rimanere legati, altrimenti recidiamo il nostro cordone ombelicale e non abbiamo senso alcuno. Noi siamo un partito identitario e storico. Ma viviamo del presente, sapendo che non si può costruire il futuro dimenticandosi del passato. E oggi si sta costruendo un futuro sbagliato ingannando la storia.

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Commenti all'articolo
  1. Direttore se il Psi conta poco, di conseguenza la sua storia sara’dimenticata. La storia e’la propaganda politica di oggi. Salvo le enciclopedie che pero’nessuno legge.
    2. Se il psi e’ un partito identitario si conferma che il psi ha per missione la riscrittura della storia.
    Immaginiamo un psi che col tema pensioni e sicurezza arrivi al 10%. Sarebbe automaticamente rivalutata la storia di Craxi? Non credo. Nenni? Forse si.
    Allora forse vale la pena cambiare nome e lasciar perdere la Storia.

  2. La storia conta eccome, non si costruisce nessun futuro se non si conosce la storia, o se si costruisce qualche cosa dura poco. Direttore tu dici una grande verità c’è in corso da oltre venti anni un tentativo di non nominare la parola socialista, di lasciar cadere nell’oblio tutto quello che di buono è stato fatto dai socialisti democratici e riformisti, e qui non si parla di mesi ma di un secolo di storia, di associare il socialismo a fatti marginali, se non dispregiativi, chi non si ricorda quello che è successo negli anni novanta quando i padri di forze politiche in cui ora noi dovremmo confluire aggiungevano alla parola socialista l’epiteto poco onorevole di ladro? Ecco questa è la storia passata poi ci sono le iniziative politiche attuali,
    è vero che contiamo poco o nulla, che la gente ha smesso di votarci, ma come si fa a votare l’italicum o il job acts e dire che siamo ancora un partito di sinistra? Io non penso che l’idea socialista possa vivere federandosi o confluendo nel il PD, o nuovo Partito della Nazione che è il prodromo di un nuovo partito di stile fascista. In Italia il 40% degli elettori non va a votare , dei rimanenti il 15% vota scheda bianca o nulla, vediamo che c’è un grande serbatoio di persone stufe dell’offerta politica attuale, a cui potremmo esporre la nostra idea del xxi secolo, , ma bisogna essere liberi, non avere le mani legate, tanto non abbiamo più nulla da perdere.

  3. Tutto condivisibile direttore. Ma è un motivo in più per star lontani da Renzi: lui è il primo a parlare (riferendosi al passato) solo di comunisti, democristiani e forse neanche “di altri”… è un antisocialista; non si ricorda, apposta ovviamente, neanche di Pertini. Ritengo la sua riforma elettorale e costituzionale antidemocratica: come fa il Psi, il mio partito, a votarla? Saluti socialisti!

  4. OK Mauro
    Mi piace quello che hai scritto, io però sarei più determinato nel difendere il nostro essere il Psi, di cui ne siamo la continuazione . C
    Come fummo, nel bene e nel male, forza di rinnovamento, di giustizia sociale e di vero progresso nel secolo scorso c’è bisogno di noi anche nel 2015 ,ciò che i nostri padri combatterono ora si manifesta forme diverse, ma sono ltrettanto gravose per la società e davanti al nulla politico che impera oggi, non per nulla va al voto il 50% de,gli aventi diritto, solo chi come noi ha riferimenti culturali profondi e precisi, può sperare di essere utile al paese e far uscire l’Italia dal pantano in cui è immersa.
    Bisogna essere però convinti e decidersi, un partito socialista o si pome grandi obbiettivi o non è un partito socialista, dobbiamo costruire un progetto politico che affronti i mali del nostro paese insieme all’Italia migliore quella che non si arrende al degrado, ma bisogna metterci la faccia e smetterla con il chiederci “con chi andiamo, come possiamo fare per eleggere qualcuno” le battaglie si fanno , le elezioni si affrontano con proprie liste e propri simboli e credetemi il risultato può essere di vittoria o di sconfitta che però non cambierebbe affatto se cambiassimo nome o simbolo ,anzi per me ritornerei a quello storico con falce ,martello ,libro e sole nascente, saremmo ancorpiù coerenti con noi stessi , non credi caro Edgar.
    Fraterni saluti Compagno Maurizio Molinari co nsigliere nazionale off.molinari@libero.it

  5. Ciò che interessa, a mio avviso, è questo.
    Ieri, sul piano socio-culturale, la società reclamava libertà, diritti, sano individualismo.
    Craxi colse tutto ciò, consumando tra DC e PCI la svolta e la “sua” crescita.
    Oggi il panorama culturale, sociale e politico è radicalmente diverso.
    Un individualismo “primitivo” richiede l’affermazione di un nuovo spirito collettivo, la derivante degenerazione del paradigma neocapitalistico, pretende l’elaborazione di un nuovo modello di sviluppo.
    Tra Renzi, espressione attuale del liberalsocialismo e Landini, odierna versione del conservatorismo di sinistra, esiste un nuovo corridoio che rappresenta, per noi, l’unica possibilità di esistere.
    La politica, la storia ma, principalmente il presente.

  6. Carissimo Mauro
    Quasi giornalmente t’impegni a tenere vivo l’orgoglio di tutti coloro che non vogliono rinunciare di sentirsi Socialisti in Italia, e rimarco il nome del nostro Paese perché in Europa, a differenza che da noi, i Socialisti sono la seconda forza politica mentre in Italia i mezzi d’informazione continuano a volerli cancellare dalla memoria degli italiani. Nel leggere i tuoi editoriali provo inizialmente un conforto che subito dopo viene però sopraffatto dalla ribellione per l’oblio in cui è stata relegata la Storia socialista e le grandi figure che l’hanno onorata.
    È vero che c’è una differenza tra la cancellazione di un Partito e quello di una Storia. È vero che non abbiamo superato mai il 2,1 % ma questo è avvenuto perché è stato abbandonato il nome del PSI e per le nostre divisioni dopo Tangentopoli. Io ricordo che contemporaneamente al 2,1% del “SI” di Boselli il nuovo PSI di De Michelis e Caldoro raggiunse un risultato analogo. Una rappresentanza socialista totale del 4,2%.
    Solo dopo 15 anni è ricomparsa la sigla del PSI, e ciò ha contribuito ad essere una delle cause per renderlo sconosciuto ad un’intera generazione d’italiani. Purtroppo da quando ne abbiamo ripristinato il nome non abbiamo sviluppato delle iniziative efficaci per rilanciarlo nell’opinione pubblica. Addirittura nelle ultime elezioni politiche si è consentito che il PSI fosse l’unico Partito del Centrosinistra a non presentarsi pubblicamente, tant’è che ormai nella pubblicazione settimanale dei sondaggi il nome PSI è scomparso mentre trova spazio Scelta Civica con lo 0,1%.
    Se non prendiamo nessuna forte iniziativa per tentare di far risaltare almeno la nostra immagine rimarremo quello che in pratica siamo e descrivi nella parte finale del tuo editoriale: una Fondazione politica della Cultura Socialista. Siamo almeno in grado di svolgere questa funzione e di lottare e manifestare ad esempio contro l’ultimo oltraggio che hai denunciato da parte della RAI circa la cancellazione dei socialisti dalla memoria della lotta antifascista? Oppure per avere una Mostra in Parlamento su Pertini, Saragat e Nenni alla pari di quella che per 3 settimane è stata dedicata a Togliatti?? È troppo oneroso per i nostri parlamentari adoperarsi per rappresentare queste testimonianze??
    So che molte volte anche per te è difficile assumere certe posizioni nei confronti dell’Editore dell’Avanti, ma quando l’hai fatto hai sempre avuto il consenso non solo di 18 lettori, come qualcuno ha cercato di ironizzare, ma l’appoggio della maggioranza dei lettori dell’ Avanti. Ho avvertito anch’io il segnale di essere stato inserito nell’occhio del ciclone per il mio sostegno agli epurati del PD per l’Italicum. In questa circostanza ho sentito vicina la famiglia dell’Avanti e ringrazio la Redazione per avermi dato la possibilità di esprimere il mio dissenso sulla decisione di Nencini di votare a favore dell’Italicum nella versione di Renzi anziché con quella sostenuta dall’EPURATO SOCIALISTA Bersani, a cui va tutta la mia solidarietà e la condivisione politica sull’Italicum (solidarietà anche per l’epurazione dalla festa dell’Unità).
    Grazie per tutto quello che fai per l’Avanti e la causa socialista e per garantire alle varie voci e opinioni dei tuoi lettori di esprimersi su quella che desideriamo continui a rimanere la Libera Voce dei Socialisti.
    All’anagrafe Nicola Olanda, nella società Je suis socialiste.

  7. Non riusciamo a far capire agli italiani che tutte le conquiste di libertà e di garanzia per i lavoratori, dalla forme REPUBBLICANA in su, sono state volute dai SOCIALISTI.
    Ma tant’è “nemo profeta in patria”.

  8. Vedo giovani che si commuovono ad ascoltare la storia dei Socialisti e sentir parlare di Socialismo, ma spesso si allontanano quando compaiono dirigenti e federali che si comportano da insulsi socialisti!

  9. Solo ora vi siete accorti di avere gettato oltre vent’anni di storia, gli errori commessi in questi anni dall’era Boselli fino ad oggi votando l’Italicum, per lo più la fiducia a Renzi un antisocialista nato, fin da quando era sindaco a Firenze, devo sottolineare che è stato sempre irriconoscente nei confronti dei Socialisti, e sulla questione della mozione portata in Consiglio comunale a Firenze “Una strada per Bettino Craxi” come ho sottolineato più volte fu davvero spregevole, dichiarando che Bettino non è Pedagogico, una affermazione vergognosa e offensiva per il popolo socialista, detto questo credo che io da craxiano con il “ragazzo” Renzi non abbia più niente a che vedere. Invece i fatti sono altri, il Psi è nel governo Renzi, ha un vice-Ministro condivide e vota certe scelte, vedi quest’ultima sulla legge elettorale, come quella della scuola, come quella del lavoro e allora che vi lamentate se non avete una percentuale elettorale adeguata per presentarsi al popolo socialista, come dice il Matteo, siate sereni che ci penso a fare il pieno di voti. Purtroppo i Socialisti sia da una parte che dall’altra parte politica hanno perso la loro autonomia, la loro identità, la loro dignità e l’orgoglio, quattro importanti fattori che fece grande il Psi di Bettino. Oggi, anche se io personalmente lo sostengo da anni non esiste che i Socialisti siano succubi da una parte di Forza Italia e compagna bella, e dall’altra parte di un Partito Democratico, costruito da cattolici e comunisti e in entrambi i casi le segreterie Socialiste rimangono inermi a qualsiasi decisioni prese dalla maggioranza. Concludendo credo che ci sia qualcosa che non funziona!
    Per ultima questione vorrei dire al la dirigenza attuale, che in alcune foto nei gazebi del partito dove si svolgono le manifestazioni ho notato sui tavoli dei garofani, per favore un po’ di coerenza, i garofani lasciateli a noi Craxiani, a voi va bene la rosa!

  10. Direttore risponda, e non si nascondi in voi e noi, risponda perché state con Renzi che è un antisocialista nato, risponda perché votate un Italicum che come sistema ti ammazza elettoralmente, risponda sulla scuola, risponda come si identica la politica del Psi in questo governo.
    Perché mi risponde sul tema dei congressi, io nel mio discorso non faccio alcun riferimento, invece mi può rispondere perché sui tavoli delle manifestazioni del Partito ci sono i garofani, un po’ di nostalgia Direttore!

  11. Di me si può dire tutto tranne che non risponda. Il problema vero è che si vuole che risponda come piace a chi domanda. E io invece rispondo come piace a me. Da uomo libero di pensarla come crede. Io provengo dal Nuovo Psi e ho aderito alla Costituente perché l’alternativa era aderire al Pdl. E io sono socialista. Non porto con me gli errori di Boselli. Dico solo che ricostruire il Psi come l’avevamo conosciuto non sarebbe riuscito nemmeno a Mandrake. Senza il Pci, senza la Dc, nel nuovo sistema politico non c’era spazio per il Psi. Dopo l’adesione alla Costituente abbiamo rinunciato ai posti che ci aveva proposto Veltroni nelle liste del PD e abbiamo presentato una lista socialista in assoluta autonomia. Abbiamo preso lo 0,9 per cento. Dov’era questa voglia soppressa di socialismo autonomista? Poi io faccio il direttore dell’Avanti e scrivo quel che penso. Anche sull’Italicum. E credo di averne detto tutto il male possibile. Capisco i nostri deputati che hanno votato la fiducia. In effetti non vedo oggi un’alternativa al governo Renzi.

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