domenica, 19 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

La posta in palio
Pubblicato il 29-04-2015


Abbiamo più volte sottolineato i punti critici dell’Italicum. Anzi abbiamo più volte manifestato la nostra contrarietà di fondo a un modo di procedere per rattoppi, e senza un modello di Stato. Senza affrontare la scelta di fondo tra modello presidenziale e parlamentare, dal quale dovrebbe discendere anche la legge elettorale più coerente. Ciò detto occorre sottolineare anche le incongruenze dei contestatori dell’ultimo miglio. Prendiamo Forza Italia che vota contro la costituzionalità delle legge alla Camera dopo averla approvata con piena soddisfazione al Senato. E che dire di Brunetta che ne ha delineato il carattere fascista dopo che i suoi senatori ne avevano esaltato il significato democratico?

Anche la minoranza del Pd non appare coerente. Perché Bersani e i suoi non hanno appoggiato, quando il piccolo Psi l’aveva avanzata, l’idea della elezione di un’assemblea costituente? E perché hanno accettato il premio di lista che può andare bene ad Alfano che di coalizioni non ne vuole sapere visto che non vuole finire con Salvini né può allearsi col centro-sinistra se non altro per incompatibilità lessicale, ma che certo, spero che ne siamo ben coscienti noi socialisti, rende ben più temeraria, se non impossibile, la formazione di una lista che punti al tre per cento, fuori da ogni alleanza.

È vero, sono stati apportati miglioramenti alle legge: sugli sbarramenti, sulle preferenze, sulla parità di genere, sulla soglia per accaparrarsi il premio. Ma sostituendo il premio alla coalizione col premio alla lista si introduce un sostanziale mutamento dello stesso sistema politico-elettorale. Vedo che ancora i giornali, i grandi padroni dei talk show, perfino i sondaggisti non lo hanno compreso. Parlano ancora di centro-destra e di centro-sinistra, poi di liste di partito, ipotizzando che al ballottaggio possano andare PD e grillini. Che professionalità e che profondità di analisi. Non ci saranno più, con l’Italicum, centro-destra e centro-sinistra come alleanze, e non ci saranno, tranne eccezioni, liste di partito.

Si formeranno liste di coalizione. Da un lato quella del PD che si aprirà ai suoi alleati per tentare di superare al primo turno il 40 per cento. Dall’altro quella di Forza Italia, con Lega e Fratelli d’Italia per tentare di competere, come seconda lista, verso lo stesso obiettivo. A meno che i partiti di centro-destra scelgano, presentandosi divisi, di perdere ancora prima di cominciare la campagna elettorale. La rivoluzione del sistema elettorale non è detto che porti poi alla rivoluzione del sistema politico. Questo per due motivi. Il primo è attinente il rapporto tra liste e partiti. Si possono presentare liste di coalizione che poi si sfasciano il giorno dopo le elezioni. Il secondo attiene la situazione interna dei partiti. Oggi nel Pd si scontra non solo la maggioranza e la minoranza del partito, ma la maggioranza e la minoranza del paese. E non su una questione marginale, ma sulla concezione della democrazia. Può anche essere che con le elezioni Renzi faccia piazza pulita dei suoi avversari. Su questo non gli darei torto. Come si fa a restare nello stesso partito se non solo non si vota la fiducia al governo presieduto dal suo segretario, ma se si grida all’attentato alla democrazia?

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Commenti all'articolo
  1. Ieri i senatore del PD di Faenza Stefano Collina ha pubblicato sul suo profilo Facebook la bella lettera di Matteo Renzi ai circoli del Partito Democratico. Siccome sono suo amico di penna, nonché renziano non democristiano e iscritto al Partito Socialista, mi sono permesso di commentare così la lettera: “I nostri politici romagnoli non hanno capito molto della tenacia di Matteo Renzi. Come mi ricorda Bettino Craxi! ” E mentre scrivevo mi risuonavano ancora nelle orecchie le parole di Bettino “… con tenacia e con pazienza!” Subito un commento comunista, o forse di uno della Margherita nostalgico di leader di altro stampo “Daniele Leoni io non la conosco, ma il suo paragone è ridicolo.” Non ho resistito e ho ribattuto: “Lei invece, con un insulto, si è fatto riconoscere subito!”
    Sai , Mauro, quante volte ho pensato che prendere la tessera del PSI sia stato un errore e quante altrettante volte sono stato subito smentito da un tuo commento equilibrato e comprensivo? Bravo Direttore!

    • Carissimo Daniele
      Non ti conosco a fondo ma ho intuito che ti sei formato su letture e autori importanti e che alcuni risultati da te conseguiti nella vita sono frutto del tuo estro e della tua intelligenza. Riferendomi alla classificazione sociale di Martelli di collocherei in quella di chi possedendo dei meriti è disposto a metterli al servizio di chi ha bisogno. La tua sagace risposta al commentatore comunista o margheritino la condivido mentre non condivido il tuo paragonare Renzi a Craxi. Ma questo mi piacerebbe approfondirlo con te in un incontro conviviale rallegrato da un buon sangiovese. Bettino Craxi aveva un culto per Garibaldi. Quest’ultimo partì dalla Sicilia per unire politicamente l’Italia. Bettino nei suoi Progetti riformatori aveva incluso anche il Ponte di Messina per unire anche materialmente la Sicilia all’Italia. Renzi al Ponte di Messina non solo non ci pensa ma credo che non avrà neanche il coraggio di affrontarne la soluzione. Craxi ha commesso due grandi errori. Il primo nel non dare fiducia all’opera moralizzatrice che Martelli voleva condurre nel PSI e l’altro di avere continuato nell’alleanza con la DC dopo la caduta del muro di Berlino. Per il resto le sue azioni lo collocano tra i giganti della storia socialista. Forse ti è sfuggito che alla domanda di una scelta tra Craxi e Berlinguer Renzi rispose: “ovviamente Berlinguer” e in quel ovvio puoi leggere una parte della sua ambiguità corredata anche dall’infondere SERENITA’ anche ai suoi compagni di Partito. Ma ci sono tante altre differenze che ci aspettano di potere evidenziare di fronte a un sangiovese. Per il momento, un abbraccio fraterno da Nicola Olanda.
      Je suis socialiste

      • Caro Nicola, bisogna che questo bicchiere di sangiovese ce lo beviamo assieme, magari con un piatto di passatelli e un tagliere di piadina e salumi. Voglio subito farti questa obiezione: Bettino, come De Gasperi e Togliatti, aveva la capacità di guardare la luna e non il dito che la indica. Credevo che anche Berlusconi avesse questa capacità ma sono stato smentito da tre suoi clamorosi errori, cioè la legge elettorale Calderoli, l’abbandono della battaglia per ritornare al nucleare e infine l’abbandono del ponte di Messina. De Gasperi e Togliatti crearono le condizioni per la rinascita dell’Italia dalle macerie della guerra, una rinascita che, negli anni cinquanta e sessanta, portò l’Italia a fattori di crescita di livello cinese. Erano entrambi pragmatici e sicuramente dei grandi leader. Due episodi li inquadrano: De Gasperi fece confinare Luigi Sturzo in Vaticano per il suo viscerale e deleterio anticomunismo; Togliatti si innamorò di Nilde Jotti e sfidò le barricate della maggioranza dei comunisti, fino a pochi anni prima fedelissimi di Benito Mussolini, cultori di un moralismo da sacrestia ai tempi di Savonarola. Non pago, impose la sua bella alla Costituente (bella ma anche molto intelligente e capace) e poi in parlamento, dove è rimasta per decenni dopo la morte del suo uomo. Quello che fece Bettino lo sappiamo e il nostro Matteo sta facendo una rivoluzione che è nello stile di De Gasperi, di Togliatti e di Bettino. Per quanto riguarda il ponte di Messina e il giudizio su Craxi, cambierà idea, ci metto la mano sul fuoco e sono sicuro di non bruciarmela!

  2. Se non capisco male saremo, diciamo, costretti a partecipare, vita natural durante, ad una unica lista con il Pd senza mai sapere quale sarà il nostro peso elettorale. Una strada già percorsa per molti anni e che non ci ha portato da nessuna parte. Se così è, appare scontata la nostra adesione al futuro Partito della Nazione le cui azioni sono già in vendita. Personalmente osserverò dall’esterno.

  3. Caro Maurino, ho pagato la tessera e ho dato anche il 2xmille al partito, ma che delusione. UN partito che non appassiona più già da molto tempo, un partito fermo, immobile, incapace di dare la sua, seduto sul nulla, siamo destinati a scomparire anche dalla storia. Il merito di questa scellerata fine sarà di coloro che hanno continuato a perseguire la strada del signor Boselli , fare gli amministratori solo per fini personali, che tristezza, auguri renziani……… .

  4. Paragonare Renzi a Craxi è una bestemmia, perchè Craxi, pur con i suoi errori politici, era uno Statista, mentre Renzi è un bullo populista che va in America e dice che vuole cancellare la parola Socialista dal PSE. Ritorna in voga l’assunto “che non vogliamo morire democristiano, peggio ancora Renziani”. Cancella i diritti del Riformismo Socialista dello Statuto dei Lavoratori (Licenziamenti arbitrari, demansionamento e video-sorveglianza) dichiarando che “la sinistra non votò la Legge 300/70” (?). Renzi confonde il PCI con la Sinistra e disconosce persino il ruolo che hanno avuto i Socialisti. Chi pensa di farci finire dentro il PD sbaglia di grosso. Molti ne staranno fuori nella speranza che si affermi un soggetto Socialista di Sinistra aderente al PSE. Molti Compagni Socialisti esprimono preoccupazione per questo inqualificabile appiattimento a Renzi. Nencini faccia un sondaggio su cosa pensano i Socialisti dell’Italicum e di Renzi.

  5. Mauro, avrai letto Ainis che scrive: l’Italicum determina l’elezione diretta del premier, consegnandogli una maggioranza chiavi in mano. Introduce perciò una grande riforma della Costituzione, più grandiosa e più riformatrice di quella avviata per correggere le attribuzioni del Senato. Ma lo fa con legge ordinaria, anziché con legge costituzionale. L’ avessero saputo, i nostri costituenti sarebbero saltati sulla sedia”. Nencini a sua volta ci dice che la nostra proposta di una assemblea Costituente fu bocciata da PD e Forza Italia. Ma introdurre il presidenzialismo con sotterfugi non è anticostituzionale? Non pensi che Mattarella debba riflettere a lungo prima della firma?

  6. Ainis dice una colossale stupidaggine. Non c’è nessuna riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta del premier. La mia critica è proprio questa e cioè l’introduzione di un metodo elettorale di stampo presidenzialista senza il presidenzialismo.

  7. L’Italikum resta una pessima legge, che non supererebbe l’esame della Corte Costituzionale se la stessa rimanesse coerente con la sentenza n. 1/2014 sul porcellum. Tuttavia già ci son segni che questa Corte incompleta di 2 membri e fra poco 3, che nessuno ha fretta di sostituire è già più sensibile al governo, vedi sentenza n. 50/2015. L’abbassamento della soglia al 3% non è un miglioramento anzi frammenta l’opposizione. La distorsione è la somma di soglia di accesso e premio di maggioranza. Non esiste in nessuna parte in Europa. Specchietto per le allodole è la parità di genere che non tocca i capilista nel loro complesso che saranno almeno il 60/70% degli eletti. Altro specchietto l’innalzamento della soglia al 40% è solo un trucco per andare al ballottaggio senza soglia minima sia per aggirare la sentenza della Corte Costituzionale sia per avere l’elezione diretta del primo Ministro alla faccia della forma di governo Parlamentare e delle prerogative del presidente della Repubblica. Il dogma della governabilità è arrivato all’assurdo che alla sera delle elezioni si deve sapere chi governerà anche contro la volontà degli elettori. Non c’è alcun quorum di partecipazione per il secondo turno e nemmeno un quorum minimo delle due liste immodificabili ammesse. Se al secondo turno va a votare una percentuale di elettori inferiore al primo turno e pari a quelli delle ultime elezioni in Emilia romagna, perché debbano prendersi il 54% dei seggi? Ma qualcuno mi dovrebbe spiegare per quale ragione i milioni di italiani della circoscrizione estero non contano per il premio di maggioranza mentre i valdostani e i trentini-sudtirolesi sì. Mi dovete anche spiegare perché a loro sono stati riservati 12 seggi, cioè tanti quanti ai milioni della circoscrizione estero. Non solo loro si eleggono i loro rappresentanti sempre al primo turno e poi partecipano al secondo per decidere da chi debbano essere governati gli altri Italiani. Purtroppo il ridicolo non uccide.

    • Si più si svela più si rivela una porcata come il Porcellum. Un Parlamento indegno, servo e incompetente. Come possa un costituzionalista serio come Barbera non accorgersene è un mistero.

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