giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

“La prima brutta figura? Quella di Adamo”
Pubblicato il 29-04-2015


Papa Francesco-donne-adamo“È lei che mi ha dato la mela, la colpa è sua”. Già, “la colpa è sempre della donna, povera donna, dobbiamo difendere le donne”. Chi l’ha detto? Papa Bergoglio nell’udienza generale del mercoledì. Un papa spiritoso, non c’è dubbio, nel prendere in giro Adamo, il primo degli uomini a scaricare la responsabilità delle sue sciocchezze sulla compagna. Ma un papa anche controcorrente perché sul ruolo della donna da tempo sta dicendo cose ‘normali’ per i laici, ma imbarazzanti per chi sul bigottismo ha costruito carriere nella Chiesa e fuori dalla Chiesa. Certo poi non rinuncia a far valere le posizioni storiche del cattolicesimo, come sul matrimonio religioso, che resta un pilastro della società tradizionale e della cultura conservatrice. Ma si ferma qui perché anche sul matrimonio (ha parlato delle nozze di Cana e della bellezza del matrimonio), giustamente, individua nelle ‘difficoltà’ di ‘carattere economico’ una delle radici della crisi e critica chi vede come concausa, o prima causa, la emancipazione della donna. Ed è su questa notazione che ha spiritosamente sottolineato l’ingiustizia ‘storica’ che risale ai tempi di Adamo ed Eva, una forma di maschilismo, dove c’è l’uomo che “sempre vuole dominare la donna, e facciamo la brutta figura che ha fatto Adamo”.

Papa Bergoglio ha sicuramente innovato nella forma e nella sostanza la comunicazione della Chiesa. Non più tradizionalista e ‘ingessato’ come appariva il suo predecessore, Ratzinger, ma ‘sciolto e moderno, à la page nell’uso dei moderni social media, che posta su fb e twitta regolarmente, che insomma strizza l’occhiolino ai più giovani come a dire ‘capisco quello che dite e anche quello che pensate’. Ma non solo perché anche nei contenuti ha imposto sterzate notevoli a questioni ingombranti come quelle dei preti pedofili o della regolarizzazione dello IOR, la Banca vaticana. Certo alcune linee non vengono varcate, come dimostra il rifiuto di accogliere come ambasciatore di Francia presso la Santa Sede un omosessuale dichiarato, Laurent Stefanini, ma sul fronte dell’emancipazione femminile, nella speranza forse di recuperare il terreno perduto, tanto, degli ultimi anni – basti pensare al tema dell’aborto e del divorzio – la difesa della donna è forte e il papa sembra incamminato sulla strada del femminismo.

 “È un puro scandalo” – ha detto – che a parità di lavoro le donne abbiano una retribuzione più bassa. “Come cristiani dobbiamo diventare più esigenti (rispetto alla tutela sociale della ‘dignità del matrimonio’ ndr), per esempio sostenere il diritto alla eguale retribuzione per eguale lavoro, perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno dell’uomo? La disparità è un puro scandalo”. “È un fatto che le persone che si sposano sono sempre di meno, questo è un fatto, i giovani non vogliono sposarsi, aumenta invece il numero delle separazioni mentre diminuisce il numero dei figli”. Le “vittime” delle separazioni, ha detto, sono sempre i figli, e ha invitato a interrogarsi su perché i giovani abbiano paura dei legami stabili e subiscano la “cultura del provvisorio”.

“Non è mai troppo tardi” “Sono cose  – ha commentato Pia Locatelli – che noi laici e socialisti andiamo ripetendo da anni. Fa piacere che un gran comunicatore come Papa Francesco, amplifichi il nostro messaggio anche con geniali battute come la brutta figura di Adamo. Era ora che la Chiesa si svegliasse e ci auguriamo che lo faccia anche su altri diritti civili, dimostrando di essere in sintonia non solo con il mondo laico, ma anche con molti credenti”.

Armando Marchio

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