sabato, 21 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

La scuola buona e … ingiusta
Pubblicato il 22-04-2015


Scuola-manifestazioneUn caos che potrebbe riportare tutto al punto di partenza. La riforma della scuola rischia seriamente di arenarsi, visto che ha portato più polemiche che consensi, anche all’interno della stessa maggioranza e alla soglia di quasi 2mila emendamenti al ddl n.2994 (ben 1940). Si parla già di una modifica importante, la più contestata, quella che riguarda i poteri dei presidi, al momento (nell’articolo 11) il dirigente avrà il compito di assegnare annualmente la somma al personale docente, in base all’attività didattica, ai risultati ottenuti in termini di qualità dell’insegnamento e al rendiconto scolastico. In base alla modifica, di cui si parla, sarà un gruppo di valutazione e non il dirigente scolastico a decidere le somme da destinare ai docenti più meritevoli.

Altro passo indietro è quello sull’articolo 12 della “Buona scuola” che vietava contratti a tempo determinato di durata complessiva superiore ai 36 mesi. Il Pd sta studiando una norma ponte per far continuare a lavorare quei prof non inclusi nelle stabilizzazioni anche il prossimo anno scolastico. In questo modo però si rischia di incappare in una bacchettata europea dopo la sentenza della Corte europea sul precariato contro il rinnovo dei contratti oltre i tre anni.

Ma il segretario del partito democratico sembra accorgersi, per la prima volta, che lo scontento della riforma sulla scuola della scuola potrebbe portare a una frattura incolmabile con il resto della segreteria, con le regionali alle porte e un clima che rischia di essere incandescente. Tanto che Matteo Renzi ha deciso che manderà una lettera a tutti i docenti italiani, per spiegar loro i motivi della riforma. L’obiettivo sembra quello di voler scoraggiare la partecipazione alla manifestazione del 5 maggio, ma gli insegnanti sono sul piede di guerra già da diversi giorni: domani, ad esempio, su iniziativa degli insegnanti della Capitale, i docenti si ritroveranno in un sit-in a Piazza di Spagna alle 20.30, vestiti di nero e con un lumino in mano.

La riforma della Scuola, al contrario delle altre riforme promesse, sembra incagliarsi sempre di più in alcune contraddizioni “all’italiana”, ai già evidenti problemi su come assumere gli insegnanti delle GaE e gli idonei del Concorso 2012, se ne aggiungono altri. Il Consiglio di Stato ha infatti ripescato i diplomati magistrali del 2001, un’altra gatta da pelare, ben 30mila maestre che vorrebbero e potrebbero insegnare al posto di laureati con specializzazione e concorso vinto.

La buona scuola forse dovrebbe ripartire da qui, dal merito.

Liberato Ricciardi

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