giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

‘Lampedusa’, il dramma dei migranti
fa il ‘pieno’ a teatro
Pubblicato il 24-04-2015


Lampedusa-SohoMattarella, Renzi, il jobs act, persino il calcio italiano non sfonda sui palinsesti dei principali media internazionali. L’Italia, nei mesi a venire, sarà giudicata sulla scena del mondo per ciò che farà o non farà sul tema degli immigrati nel Mediterraneo. Al prestigioso ‘Soho Theatre di Londra sta andando in scena il dramma teatrale ‘Lampedusa’ di Anders Lustgarten, diretto da Steven Atkinson. Il botteghino sta registrando numerosi ‘sold out’. Il personaggio principale è Stefano (interpretato dall’ottimo Ferdy Roberts), pescatore non di pesci ma di uomini, a volte vivi più spesso cadaveri. ‘Lampedusa’ si conclude con il dramma di un naufragio: 5 sopravvissuti e 57 morti a causa di un’onda che rovescia il barcone. Stefano si chiede: “Perché vengono tutti questi migranti? Non sanno che l’Europa è fottuta? Che l’Italia è doppiamente fottuta? E che il sud Italia è tre volte fottuto?”.

È lo stesso Stefano a fornire la risposta: “Mi fanno ridere quelli che parlano di ‘migranti economici’. È come un terremoto: lo senti in Siria, a Gaza, in Egitto, in Libia e sai da dove partirà la prossima onda”. A scanso di equivoci è anche chiarissima la volontà di questi migranti.

È Madibo, maliano, a spiegarlo a Stefano. “Madibo parla un italiano di merda – dice il pescatore siciliano – io gli ho chiesto: ‘Perché vieni in un posto di cui non conosci la lingua?’. Lui mi ha risposto che non è venuto qui a Lampedusa. Lui è venuto in Europa e la lingua dell’Europa è l’inglese. Gli ho detto ‘vaffanculo’ e questo almeno lo ha capito bene”.

L’opera di Lustgarten ha una forte impronta politica. Si dedica anche alla povertà in alcune aree della Gran Bretagna (ad esempio il Galles e la Cornovaglia), al fatto che gli italiani e gli spagnoli laureati fanno gli chef nei ristoranti britannici, ai campi di accoglienza per gli immigrati modello Guantanamo, all’incandidabilità di Berlusconi, alla corruzione italiana. “In Italia – dice Stefano, il pescatore di corpi – non c’è speranza. Tutto è corrotto, i giovani sono soffocati e nessuno ha un’idea di come sistemare le cose. Il pessimismo è lo sport nazionale e lo puoi vedere persino nel nostro calcio”.

L’opera si conclude con un piccolo lieto fine: tra i cinque sopravvissuti c’è Aminata, la moglie di Madibo. Stefano sarà l’ospite d’onore della loro festa per il rinnovato “matrimonio europeo”. Cibo e musica maliana nel Centro di accoglienza di Lampedusa. Al termine dei 70 minuti di spettacolo, applausi convinti del pubblico londinese. L’opera ha il merito di accendere i riflettori su un dramma, mediterraneo ed europeo insieme, nell’opinione pubblica britannica. Nel 2015 ci saranno repliche anche ad Aldeburgh e Liverpool. Per chi guarda il lavoro con occhi italiani un solo appunto: il personaggio di Stefano ha più il taglio di un pescatore del Mare del Nord, alto, imponente, battagliero, piuttosto che quello di un pescatore siciliano. È una sfumatura, ma Lustgarten potrebbe tenerne conto per una eventuale edizione italiana dell’opera.

(AGI)

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