lunedì, 17 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LASCIATI SOLI
Pubblicato il 15-04-2015


Immigrati-Lampedusa

Si preannuncia un’estate particolarmente calda e difficile sul fronte dell’allarme degli sbarchi. Di certo resta un’Italia lasciata sola a fronteggiare l’emergenza – che si conclude spesso con la conta dei morti in mare – e un progressivo collasso delle strutture di accoglienza del Sud. Di preciso ci sono i numeri recenti, quasi 10mila persone soccorse negli ultimi cinque giorni, 16mila  dall’inizio dell’anno – e siamo solo ad aprile – mentre nel 2014 il record raggiunto è stato di 170 mila immigrati arrivati sulle nostre coste. Di stimato circolano i dati del Viminale – basati sul recente allarme lanciato da Frontex (l’agenzia europea delle frontiere esterne dell’Ue, ndr)  che prevede tra 500 mila e 1 milione le persone pronte a lasciare le sponde libiche. Dinanzi a queste previsioni il ministro dell’Interno, Angelino Alfano ha sollecitato tutti i prefetti di Italia perché mettano a disposizione oltre 6mila posti anche con “provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione”. Nel frattempo la Camera ha approvato l’istituzione di una celebrazione annuale nell’anniversario della strage di Lampedusa, avvenuta il 3 ottobre 2013 quando morirono in mare 366 persone.

Il responsabile del Viminale ha ipotizzato che Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Campania mettano a disposizione 700 posti ciascuna, 300 la Puglia, 250 Lazio e Marche, 1500 da dividere tra le altre Regioni. Immediata la risposta dei governatori di Lombardia e Veneto – che già ospita più di 500mila immigrati – rispettivamente Roberto Maroni e Luca Zaia: “Non c’è posto”. In particolare, Zaia intende porre fine “a un’operazione di sostanziale fiancheggiamento dei trafficanti di uomini e delle loro reti criminali; basta ai morti gettati in pasto ai pesci; basta all’ipocrisia di un’Europa solidale solo a parole ma granitica nel negare la disponibilità a farsi carico per quota parte dei immigrati”. Gli ha fatto eco Maroni che ha messo subito in chiaro: “Non ci stiamo a subire quest’invasione, quindi zero posti in Lombardia finché continuerà questo atteggiamento irresponsabile da parte del governo”.

Matteo Salvini, leader della LegaNord – che sul tema dell’immigrazione sta imperniando la sua campagna elettorale, in vista delle elezioni regionali di maggio prossimo – non si è lasciato sfuggire l’occasione per tornare all’attacco, definendo Alfano “il ministro dell’Interno più incapace della storia”. Salvini ha poi ribadito che la priorità va concessa agli italiani e non ai clandestini, sottolineando che il “problema è bloccare l’invasione clandestina, organizzata dalle mafie, sostenuta dai terroristi con la complicità del governo”.

Avanti! ha fatto il punto con Luca Cefisi, responsabile del Psi per le politiche europee e l’Internazionale Socialista che – in merito al rifiuto da parte di Lombardia e Veneto alla richiesta di Alfano – non ha dubbi: “Si tratta di una strumentalizzazione dei governi leghisti. Secondo me andrebbe nominato un commissario ad acta che imponga il rispetto di un criterio nazionale anche in quelle Regioni che sono parte dell’Italia, e non sono Padania” rimarca Cefisi. “Nel merito è abbastanza normale che dinanzi a una fase di instabilità che va dalla Siria alla Libia, passando per la Palestina e l’Iraq, vi sia già un aumento di flussi di profughi lungo il Mediterraneo” aggiunge. Sulla possibilità di fermare i migranti, evitando di farli partire dalle coste della Libia l’esponente socialista ha ricordato che si tratta di una proposta diffusa e per nulla recente che consiste nella “creazione di centri di filtro sulle coste libiche che valutino le persone che possono richiedere una accesso al territorio dell’Unione europea, e altre che invece vanno fermate sul luogo”. Sul fronte dell’Ue, Cefisi sollecita infine affinché “l’Italia faccia la sua parte. L’Europa ci sta impiegando risorse economiche, ma potrebbe fare di più. Il progetto nazionale ‘Mare Nostrum’ funzionava meglio di quello europeo – rileva l’esponente socialista – a dimostrazione che l’Italia sa fare bene da sola”.

E dall’Onu arriva una conferma a chi sostiene che l’italia è stata lasciata sola in Europa nel gestire l’emergenza: “L’Italia  sta portando un fardello enorme per conto dell’Europa sul problema dell’immigrazione”, ha affermato il portavoce Stephane Dujarric che ha anche ricordato come l’Alto Commissariato per i rifugiati “sta lavorando a livello europeo e in stretto contatto con l’Italia e la Grecia”.

Silvia Sequi

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