mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Le acque termali,
un piacere salutista
da riscoprire
Pubblicato il 24-04-2015


TermeNella patria del parmigiano reggiano, immersa in colline dai profili leggeri e una grande concentrazione di castelli, sorge Salsomaggiore Terme, cittadina che nel Novecento il medico Lorenzo Berzieri vocò alle cure termali per le proprietà terapeutiche delle acque salsobromoiodiche ipertoniche fredde, ad alto contenuto di sali minerali presenti nella zona.

Nella piazza antistante le Terme Berzieri, ridondanti di fregi dorati con richiami floreali che inneggiano all’Art Déco e a Gustav Klimt, vi è la torretta del pozzo d’estrazione trivellato nel 1864, con larghezza e profondità che rendono apparentemente quasi simmetriche le grandezze: 150 cm la prima, 175 m la seconda. A Salsomaggiore si arriva in ferrovia da Fidenza. Lungo i tre binari aiuole con vegetazione rigogliosa e una fontana che inneggia allo sgorgare delle acque, recante in caratteri romani la scritta “in aqua salus”, accolgono il passeggero. La facciata della stazione è monumentale, di stile razionalista.

Proseguendo il “viaggio termale” fra benessere e vacanza si arriva a Tabiano, superando Poggio Diana e Villa Paradiso, luogo nel quale, nella seconda metà del Novecento, gente abbiente veniva gran parte dell’anno a soggiornare e divertirsi. L’acqua minerale delle Terme di Tabiano, proveniente da sorgenti e pozzi, è fredda. Fortemente mineralizzata (solfuro, solfato, calcio, magnesio), ha una concentrazione altissima di bicarbonati e un elevato contenuto di idrogeno solforato, tanto da essere ritenuta l’acqua più solfurea d’Europa già nel 1800. Denominate le “Terme del Respiro”, un ciclo di inalazioni libera le vie respiratorie, apportando beneficio a bronchi e polmoni.

Tutto è rimasto come negli anni d’oro, quando dal sud e dal nord giungevano frotte di lavoratori con le famiglie al seguito: i primi per le cure, le seconde per vacanze e piccoli trattamenti preventivi. Parmigianino sala“Un sogno da non dimenticare” è stato definito da buyer e giornalisti presenti dal 18 al 21 aprile scorso al Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore, per il primo Workshop Turistico di rilancio all’insegna dell’acronimo T.G.T. (Terme, Gastronomia, Territori), valorizzando anche parmigiano reggiano, culatello e vino in un’ottima cucina dalle tradizioni centenarie.
Raccogliendo il grido degli amministratori locali, questo “non deve morire ma risorgere” con strategie ed investimenti nuovi che diano attrattive ai giovani e ai loro sostenitori finanziari: i nonni. I dintorni sono attraenti, pregni di storia, con castelli e località che hanno dato, attraverso i loro geni, lustro al nostro paese, portando il buon nome italico in tutto il mondo. Per la musica Giuseppe Verdi, nato nel 1813 a Roncole di Bussetto, ne è l’esempio più universale ed irripetibile. In piccole escursioni giornaliere si può raggiungere Fontanellato, con il castello dai singolari specchi prismatici attraverso i quali vedere, senza essere visti, le truppe assedianti. In buono stato di conservazione, le pitture rinascimentali del Parmigianino decorano la stanza da bagno della castellana, con la favola di Diana e Atteone.

Verso nord, entrando nel territorio piacentino, si incontra Castell’Arquato che protegge con alte torri merlate tutta la cittadina medievale nella quale vi sono insegne di antichi mestieri e locande. Nelle grotte dell’Antica Corte Pallavicina a Polesine Parmense viene lavorato e stagionato il prezioso Culatello di Zibello, ricavato dalla coscia del suino. Salumi e prodotti caseari la fanno da padroni in tutti i punti di ristoro insieme alla mescita di ottimi vini locali e Sangiovese che rinvigoriscono il cuore. Nel circondario parmense molteplici caseifici producono l’ “oro giallo”, il parmigiano reggiano, in “ruzzole” che pesano dai 29 ai 33 kg, stagionatura massima di tre anni. A Soragna il Museo del parmigiano reggiano espone tutti gli oggetti utilizzati per la trasformazione e la stagionatura manuale da metà Ottocento a metà Novecento.

Guerrino Mattei

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