martedì, 18 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale, vietato dissentire
Pubblicato il 01-04-2015


Bersani-italicum-contro-renziManca ancora una settimana all’8 aprile, ma la legge elettorale è sempre più al centro del dibattito, per usare un termine neutro.
Oggi è la volta dell’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, reo di avere detto quello che pensa. La colpa per lui è quella di non essere in accordo con la Italica linea del premier. Bersani infatti in un colloquio con Repubblica ha osato dire di non essere “così convinto che Renzi abbia i numeri per approvare l’Italicum. A partire dalla commissione Affari costituzionali. Ne dovrà sostituire tanti di noi per arrivare al traguardo. E se continuerà a fare delle forzature, io stesso chiederò  di essere sostituito”.

Bersani non parla di scissione: “Vediamo – spiega, riferendosi al segretario – se si fa carico del problema. Noi abbiamo detto: concordiamo alcune modifiche e poi votiamo l’Italicum tutti insieme  sia alla Camera sia al Senato. E lui che dice? Non mi fido. Ho trovato questa risposta offensiva, molto più di tante battutine personali che riserva a chi dissente. Non mi fido di Berlusconi, lo puoi dire. Ma se non ti fidi del tuo partito, è la fine”. Nel merito del provvedimento all’esame della Camera, Bersani dice che le preferenze sono “un falso problema. Fanno schifo anche a me, io – ribadisce- sono per i collegi. Ma tra nominati e preferenze, scelgo le seconde. Se non piacciono a Renzi mi chiedo perché non aboliscono le primarie dove le preferenze raggiungono l’apice. Dicono: ma diventano uno strumento del malaffare. Allora io dovrei pensare che tanti parlamentari del Pd li ha portati qui la mafia?”. E ancora: “La fiducia? Una sola volta – ricorda – è stata posta su questi argomenti: nel 1953, sulla legge truffa”. “Sono cambiati i regolamenti, non so se Renzi si spingerà fino a quel punto, ma se lo farà stavolta viene prima il Paese e poi la ditta”. “L’Italia – spiega Bersani – adesso si prende questa legge elettorale e nessun commentatore sottolinea il pericolo cui andiamo incontro. Vedo un’ignavia diffusa. L’establishment italiano è una vergogna. Sono 4-5 poteri che dicono: andiamo avanti, corriamo. E non si chiedono se andiamo avanti per la strada giusta o verso il precipizio”.

Non l’avesse mai fatto. Osare mettere in dubbio la linea indicata  del segretario-premier non è lecito. E subito si scatena il fuoco difensivo dei solidali con l’immancabile tiro al piccione. “Immaginare che si possa spaccare il Pd su una richiesta di modifiche marginali all’Italicum, dopo che anche su sollecitazione di Bersani è stato completamente riscritto, lo trovo incredibile e incomprensibile. Non vorrei che per ragioni strumentali si creasse tensione nel Pd”, dice il presidente del Pd Matteo Orfini per il quale quelle dell’ex segretario Pier Luigi Bersani sono opinioni “abbastanza incredibili in un momento come questo”. Sul rischio di una scissione del partito, aggiunge, “spero che Bersani sia stato male interpretato e in ogni caso non credo che corrisponda all’umore e al sentimento della nostra gente. Non vorrei che si finisse per creare una situazione di tensione – sottolinea Orfini – Non è quello che i nostri iscritti ed elettori ci chiedono”. Forse neanche il Jobs act era quello che gli elettori e iscritti del Pd chiedevano…

E dopo Orfini in tanti dal Pd si affrettano a bacchettare Bersani, da Stefano Lepri vicepresidente dei senatori Pd, a Andrea Marcucci per il quale “il risentimento è sempre un cattivo maestro”, al deputato Dario Parrini, a Roberto Giachetti, a Gregorio Gitti, membro del gruppo parlamentare Pd, per il quale non bisogna cambiare neanche una virgola dell’Italicum, fino al sottosegretario Antonello Giacomelli. Insomma nel Pd non è consentito dissentire ne, tantomeno, disturbare il manovratore.

Ginevra Matiz

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Commenti all'articolo
  1. Carissima Ginevra
    Se in un Partito che si chiama “democratico” non è possibile dissentire sarebbe necessario cambiargli nome. Ma oggi ci sono dei Partiti in cui il dissenso è ammesso?? Non ne vedo uno da portare ad esempio.
    L’opportunismo e il trasformismo è imperante; basta osservare come il 95% dei deputati del PD che sono stati eletti con Bersani con quale disinvoltura si comportano nei suoi confronti.
    Noi socialisti con lo zero virgola ci consentiamo il lusso di dividerci in tre Mozioni e di continuare a litigare come fra nemici e non come compagni che debbono resuscitare un Partito dal corto respiro.
    L’ultimo grande errore della Sinistra italiana è stato compiuto dopo la caduta del muro di Berlino. Noi socialisti con Craxi abbiamo sbagliato a non rompere con la DC e il PCI con Occhetto e poi con tutti gli altri che gli sono subentrati a non definirsi socialisti.
    Il risultato è che nel PD gli ex comunisti da maggioranza sono diventati minoranza e noi socialisti siamo sulla via dell’estinzione. Bersani e la minoranza del PD è socialista, e ne ha dato testimonianza con la piena partecipazione alla Connvention del PSE a Roma, ma non possono sciogliere la Ditta. Noi Socialisti non possiamo passare nel PD perché la Storia ci ha dato ragione rispetto ai comunisti. Risultato?? Renzi sta realizzando il programma di Berlusconi in un quadro politico senza una forte opposizione democratica in grado di contrastarlo e sostenuto dalla maggioranza dei mezzi di comunicazione cieca con i risultati della disoccupazione che è cresciuta di 5 punti, con il debito pubblico che è aumentato, con il PIL che è andato in negativo, con le tasse e l’evasione fiscale aumentate, con la corruzione e la malavita organizzata fuori controllo, con tante riforme annunciate e dai contenuti inadeguati.
    Io sono convinto che l’attuale quadro politico è destinato a scomporsi e a ricomporsi. Il pericolo che vedo per la Sinistra è che in questa ricomposizione possa ripetere gli errori storici di rimanere divisa mentre il centro destra ritornerà a ricompattarsi e a riassumere la maggioranza dell’elettorato. Il guaio sarà che gestirà il Potere con gli strumenti derivanti da queste errate Riforme istituzionali di Renzi che renderanno ancora più difficile un ritorno della Sinistra al Potere. Anche se in ritardo Bersani questo l’ha capito. Speriamo che i nostri parlamentari non siano da meno e nel voto si schierino con Bersani e non con Renzi. Spero che non si dimentichino che sono stati eletti con Bersani dopo il patto che il PSI ha fatto con il PSE in sostegno alla candidatura di Bersani rispetto a Renzi.
    Buona Pasqua assieme a tutti i carissimi compagni della Redazione.
    Je suis socialiste

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