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Opinioni e commenti
 

Libia. Sequestrano peschereccio, interviene la Marina
Pubblicato il 17-04-2015


 

Lampedusa-sbarchi-immigratiLa dinamica dell’accaduto è ancora poco chiara. Secondo quanto appreso un peschereccio è stato attaccato e sequestrato da alcuni uomini armati che lo hanno agganciato con un rimorchiatore, apparentemente senza contrassegni militari, “presumibilmente appartenente a forze di sicurezza libiche”. L’imbarcazione – di Mazara del Vallo – si trovava a 90 km a nord ovest di Misurata quando è stato dirottato. A lanciare l’allarme alla Guardia costiera è stato l’equipaggio di un altro peschereccio che si trovava nella stessa zona. La notizia è stata poi confermata dal presidente del Distretto della Pesca, Giovanni Tumbiolo che si era detto particolarmente “preoccupato perché non era chiaro se si trattasse di pirateria o del sequestro da parte dei militari”. 

IL SINDACO DI MAZARA DEL VALLO: DECISIVA LA MARINA – In merito all’accaduto, secondo quanto riferito da Nicola Cristaldi, sindaco di Mazara del Vallo il peschereccio è riuscito “a sfuggire al controllo dei militari libici, ed è riuscito a invertire la rotta e a fare ritorno verso l’Italia grazie all’intervento della Marina militare”. “I militari, impegnati nell’ambito di ‘Mare Sicuro’ (l’operazione di sorveglianza e sicurezza marittima, ndr), – ha spiegato Cristaldi – sono saliti a bordo dell’unità italiana, assumendone il controllo” e mettendo in sicurezza l’equipaggio composto da sette marinai, di cui tre siciliani e quattro tunisini.

PINOTTI: ITALIA PRONTA PER MINACCE – Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti ha usato parole di soddisfazione e rassicurazione, dichiarando che “l’Italia si era preparata per tempo a fronteggiare minacce come quella occorsa oggi al peschereccio Airone”. Il ministro ha citato la nuova operazione militare “Mare sicuro” – promossa dal Ministero della Difesa lo scorso 23 marzo – legata alla sicurezza marittima, spiegando che sono stati investiti 40 milioni di euro per far partire questo “dispositivo di sicurezza” che entrerà in funzione in situazioni come quella capitata all’imbarcazione mazarese, ma anche “laddove ci siano situazioni di pericolo, legate a episodi di minacce terroristiche” o “situazioni di instabilità come nel caso della Libia”. Pinotti ha poi ringraziato le Forze armate, e in particolare la Marina per la celerità dell’intervento. Il ministro ha infine voluto ribadire la “drammaticità” del tema dell’immigrazione causata dallo sfruttamento da parte degli scafisti di persone in “fuga da paesi come Mali, Eritrea, Siria” e altri ancora.

I MINISTRI UE CHIEDONO INTERVENTO ‘RISOLUTO’ DI BRUXELLES – Sulla situazione emergenziale dell’immigrazione – sono stati 11mila gli sbarchi negli ultimi 7 giorni – i ministri Affari Ue di Francia, Germania, Italia e Slovacchia hanno chiesto “un intervento risoluto” da parte di Bruxelles poiché “la tragedia riguarda tutta l’Unione”. In particolare il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni ha rilevato che “non è possibile che l’Ue – la più grande superpotenza del nostro tempo – destini solo 3 milioni di euro al mese all’emergenza migranti, cifra veramente imbarazzante rispetto al budget europeo. Questo non può essere solo un problema italiano”.

RENZI DA OBAMA: INTESA SU STRATEGIE LIBIA – Nel frattempo il presidente del Consiglio Matteo Renzi – in visita alla Casa Bianca – ha trattato, tra i vari temi, anche quello sulla situazione libica, ribadendo l’intesa con gli Stati Uniti sulle strategie: “C’è piena condivisione sulla Libia con Obama, nelle prossime settimane”. Collaboriamo e “frutti più efficaci”, arriveranno presto. “Ciò che accade nel Mediterraneo non è solo una questione di sicurezza, ma di giustizia e dignità dell’uomo”.

Siria Garneri

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