domenica, 27 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Ue attacca Gazprom
con l’accusa di monopolio
Pubblicato il 23-04-2015


gazpromCon lo scoppio della crisi ucraina dell’anno scorso, il colosso Gazprom ha in mano i destini delle economie dei paesi dell’Est e dell’Unione europea. La società russa di energia finanzia progetti per l’esplorazione geologica nonché per la produzione e distribuzione di gas e altri idrocarburi necessari all’economia di un intero continente. La Commissione europea da Bruxelles ha dichiarato la strategia di Gazprom “monopolistica”.

Le accuse di Bruxelles sono molto chiare: l’azienda russa ha eretto barriere che limitano la libera concorrenza e ha imposto prezzi fuori mercato in alcuni Paesi dell’Europa orientale. Ieri il commissario europeo alla concorrenza, Margarethe Vestager, ha annunciato il procedimento formale contro Gazprom per abuso di posizione dominante. Infatti il colosso energetico russo gode di uno status speciale giacché è una voce importante nel bilancio pubblico di Mosca. Il governo Putin non riconosce la giurisdizione Ue sul monopolio e la legislazione antitrust della stessa.

Poco dopo la divulgazione della procedura d’infrazione dell’Ue è seguita la proposta del ministero dell’Economia russo di escludere alcuni prodotti dall’embargo sulle importazioni alimentari. Questa decisione favorisce i governi di Atene e Budapest poiché il Cremlino, alla luce del possibile default della Grecia, invita a rompere il fronte europeo dall’energia alle sanzioni. Più delicata la situazione con Kiev. La Russia continua a calpestare la sovranità ucraina sul fronte del gas, esigendo forniture ai separatisti di Donestk e alle regioni orientali ucraine.

Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, parla di “accuse inaccettabili da parte dell’Unione Europea nei confronti di Gazprom”. E continua “gli accordi di cooperazione del ’99 tra Mosca e Bruxelles vietano iniziative che deteriorano le condizioni di business“. Putin e il governo di Mosca sostengono che le accuse dell’Ue siano di natura politica, tese a screditare e destabilizzare l’immagine e la credibilità della Russia.

La Russia possiede il 50% delle quote di Gazprom, la quale controlla il sistema di trasporto del gas più grande del mondo, con ben 445,3 mila chilometri di gasdotti e trasporta oltre 164,3 miliardi di metri cubi di gas naturale. In tutto il mondo la società energetica russa gestisce 165 imprese di distribuzione, ed è la sola fornitrice a Paesi come la Bosnia-Erzegovina, Estonia, Finlandia, Macedonia, Lettonia, Lituania, Moldavia e Slovacchia. Inoltre esporta energia per il 97% alla Bulgaria, l’89% all’Ungheria, l’86% alla Polonia e il 67% alla Turchia.

Sul fronte europeo le percentuali restano molto alte: 65% all’Austria, 40% alla Romania, 36% alla Germania, 27% all’Italia e 25% alla Francia. Gazprom ha 12 settimane per rispondere alle accuse, pena una multa sino al 10% del fatturato, cioè circa 10 miliardi di euro. Gazprom e la Russia hanno il potere di chiudere i rubinetti a un intero continente, nel qual caso venisse applicata la sanzione. Chi possiede fonti energetiche controlla la situazione geopolitica del mondo, e Putin l’ha capito prima di tutti.

Manuele Franzoso

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