giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Migranti, forse 400 morti in un nuovo naufragio
Pubblicato il 14-04-2015


migranti-mortiCome purtroppo avevamo previsto anche noi, l’elenco delle vittime che fuggono in mare da fame e guerre verso l’Europa, si sarebbe allungato drammaticamente. Ci sarebbero infatti circa 400 vittime in un naufragio avvenuto 24 ore dopo la partenza dalle coste della Libia. Tra le vittime molti sarebbero giovani, probabilmente minori. La notizia è venuta dalle prime testimonianze raccolte  dall’organizzazione umanitaria Save the Children tra i 150 superstiti, sbarcati oggi a Reggio Calabria dalla nave Orione insieme ad altre centinaia di migranti recuperati da altre imbarcazioni.

Solo ieri  un’altra tragedia, l’ennesima, un barcone carico d’immigrati rovesciato in mare e la Guardia Costiera che ha recuperato 9 cadaveri. Per fortuna però altri 144 passeggeri sono stati salvati. Anche questo naufragio è avvenuto a poche miglia dalla costa libica. Durante l’operazione Triton, in soli tre giorni i mezzi di soccorso hanno salvato nel Canale di Sicilia 5.629 immigrati diretti verso l’Italia e in fuga verso l’Europa, con l’aiuto di una nave della Marina Militare e un pattugliatore islandese. Un’escalation che mette i brividi anche perché ogni giorno che passa, migliorano le condizioni del mare e la probabilità di nuovi arrivi.

In queste settimane sta crescendo la sensazione che si sia davvero sull’orlo del baratro perché la pacificazione della Libia è lontana mentre le situazioni di conflitto dall’Iraq alla Siria non accennano a trovare una soluzione. Tutto questo può spingere una marea di profughi – solo dalla Libia ne potrebbero arrivare da 250 mila a mezzo milione – in grado di travolgere qualunque apparato di salvataggio, figurarsi quello dell’Italia. Una tragedia che potrebbe avere ripercussioni pesantissime anche sulla politica interna, non solo quella dell’Italia – basti pensare alla propaganda della Lega di Salvini – ma anche di altri Paesi dell’Europa che dalla Francia alla Germania sono alle prese con movimenti xenofobi e razzisti.

Una situazione esplosiva, molto ben descritta sul Corriere della Sera nell’editoriale di oggi da Franco Venturini, che si chiede anche quali chance di successo potrebbe avere il progetto di intervenire là dove partono i migranti, in Libia. “Una operazione di peace keeping in Libia con l’accordo dell’Onu e dopo eventuale successo negoziale, richiederebbe – scrive Venturini – da sessanta a settantamila uomini pronti a combattere e a morire, non soltanto ad istruire e assistere”.

Figuriamoci quali prospettive può avere questo progetto se in un’Italia senza soldi si proponesse una nuova missione militare. D’altra parte l’alternativa è quella della gestione di una marea di disperati mentre cominciano a mancare anche i centri di accoglienza visto che lo stesso ministero degli interni ha lanciato l’allarme chiedendo ai prefetti di trovare subito 6.500 posti, anche con “provvedimenti di occupazione d’urgenza e requisizione”.

Ma c’è anche il voto amministrativo alle porte e Regioni e Comuni hanno davvero poca voglia di accogliere nuovi migranti.

Nel 2014 (anno record) sono arrivati sulle nostre coste poco meno di 170mila immigrati; 43mila l’anno prima e 13mila nel 2012. Un crescendo che anticipa il dramma che sta per consumarsi.

Alvaro Steamer

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