venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

“Giochi di guerra” tra
Nord Europa e Russia
Pubblicato il 13-04-2015


nato balticiCadono i muri, ma non le paure, il nord Europa continua a temere “l’Orso russo”, e si attrezza per contenere l’espansionismo di Putin che proprio in questi giorni ha festeggiato il suo quindicesimo anno consecutivo al potere. Cinque Paesi nordici – Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda – hanno deciso di potenziare la cooperazione nel campo della difesa, incrementando le esercitazioni congiunte e la condivisione di informazioni.
I più preoccupati restano però chiaramente i Paesi baltici, dopo l’annessione della Crimea, i primi ministri di Estonia, Lettonia e Lituania si stanno consultando per fare un fronte comune a stanno acquistando insieme armi con l’obiettivo di migliorare l’efficienza in materia di spese per la difesa. Il Presidente estone, Toomas Ilves, continua a chiedere un rafforzamento delle forze di stanza della Nato nel proprio Paese a difesa di Mosca. Per il Presidente i 150 soldati Nato non sono abbastanza perché “ci sono esercitazioni russe al di là dei nostri confini con 40-80mila uomini…perciò pensiamo che un incremento di truppe sia solo ragionevole”.
Non è la sola iniziativa presa per trincerarsi dalla Russia, in queste ore Forze navali permanenti della Nato sono arrivate ​​in Scozia per l’esercitazione Joint Warrior, una delle più grandi esercitazioni militari che comprenderà 50 navi, 70 velivoli e 13.000 soldati di 14 paesi. L’esercitazione l’11 aprile e terminerà il 24.
“Joint Warrior è un’ottima opportunità per mostrare le competenze di interoperabilità che l’Alleanza, come forza marittima, sta perfezionando. Con queste esercitazioni abbiamo la possibilità di lavorare insieme su larga scala e di attuare tutte le lezioni apprese dalle esercitazioni precedenti. Sarà un momento emozionante e impegnativo in mare “, ha detto Gennaro Carola, Capo di Stato Maggiore dello Standing NATO Maritime Group Two.
L’esercitazione rischia di irretire Putin senza dimenticare che l’stituzione di basi permanenti nell’Europa orientale da parte della Nato viola il “Nato-Russia Founding Act del 1997”.
Intanto l’Europa dell’Est continua ad armarsi, tanto che secondo il Sipri (Istituto internazionale della ricerca sulla pace di Stoccolma), nell’ultimo anno la spesa militare, in questa zona, ha registrato un sostanziale aumento. Il conflitto in Ucraina sta spingendo molti paesi europei vicini alla Russia, quelli dell’Europa centrale, del Baltico e dei paesi nordici, ad aumentare le spese militari, e spesso a rivedere i piani precedenti e a invertire le tendenze in calo sulla spesa militare.

Liberato Ricciardi

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