sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

No all’Italicum,
appello ai parlamentari socialisti
Pubblicato il 15-04-2015


Vi sono momenti della vita in cui non si può disertare né venir meno ai principi ed ai valori a cui si è fatto riferimento da sempre.
Nella vita di comunità, nel partecipare ad attività associative e politiche, certi valori e principi sono irrinunciabili.
I socialisti italiani hanno pagato tributi di dolore e di sangue per far affermare i loro principi di libertà e di uguaglianza.
Nessuna mutazione genetica è possibile, nessun ripensamento può essere credibile, nessuna modifica può essere accettata e nessun dirigente nel passato, nel presente e nel futuro può essere autorizzato a cambiare i fondamentali dell’ideale socialista. Diversamente si diventa altra cosa e nessun modernismo o riformismo, può consentire il venir meno al concetto supremo di libertà e democrazia.
La legge elettorale costituisce l’espressione più alta della partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica.
Una legge per consentire il voto ai cittadini per scegliere il loro destino non può che essere proporzionale e garantista.
I Costituenti la proposero come elemento di equilibrio e di tutela per evitare il ritorno a derive autoritarie e fascistoidi, per consentire a tutti i cittadini di eleggersi direttamente, e senza intermediazioni, i loro rappresentanti, per permettere a tutte le minoranze, nessuna esclusa, di essere rappresentate in Parlamento.
Di leggi elettorali truffaldine il nostro Paese ne ha avuto più di una.
Negli anni 50 il ministro Scelba tentò di mettere il bavaglio alle opposizioni con la cosiddetta “Legge Truffa”. Ci furono moti di piazza e successivamente la legge fu abrogata su proposta di Pietro Nenni.
Successivamente si provò ad evitare la possibilità di scelta diretta da parte dei cittadini dei parlamentari assegnando ai vertici la possibilità di scegliere collegi e candidati.
Poi attivò il tanto vituperato”Porcellum”, bocciato dalla suprema Corte.
Oggi Renzi propone una legge peggiore della Scelba, del Mattarellum e perfino del Porcellum. La presunzione, l’arroganza e la strafottenza non hanno limiti.
Premio di maggioranza (Scelba), parlamentari nominati e non eletti (Porcellum), Collegi ad uso e consumo (Mattarellum).
Insomma comunque la si vuol mettere una riduzione gravissima degli spazi di democrazia. Non vi è giustificazione di sorta per impedire agli elettori di scegliere i propri parlamentari, né la governabilità, che con il sistema precedente non ha visto stagioni brillanti, né la lotta alle interferenze della criminalità, visto quello che è successo negli ultimi anni senza le preferenze. Il trucchetto dei soli capilista bloccati non regge e comunque non interessa i partiti minori. Lo stesso doppio turno per ottenere il premio di maggioranza, risulta un altro maledetto imbroglio.
I socialisti non ci stanno. Non possono starci.
Per questo i Parlamentari socialisti non possono che avere una sola scelta. Quella di dire NO.

Angelo Sollazzo

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Commenti all'articolo
  1. Carissimo compagno Sollazzo
    So che nell’ultimo Congresso del PSI rappresentavi una delle tre Mozioni. Da allora le frizioni derivanti dal funzionamento del rapporto tra maggioranza e minoranza non si sono attenuate e i contrasti maggiori si manifestano sul come il PSI deve interpretare i rapporti con il PD e con il Sindacato, sulla Legge elettorale, sulla varie Riforme in corso e sulle sue scelte e strategie future nel quadro politico. In pratica al nostro interno si riproducono le analoghe divisioni o frizioni esistenti nel PD.
    Sull’Avanti in modo apprezzabile si è avviato un sereno confronto tra Del Bue e Benzoni sul Risorgimento socialista e altri interventi succedutisi, anche se su posizioni critiche con la Segreteria, auspicano che l’obiettivo del confronto sia quello di condurre il PSI ad esprimersi con proposte autonome e spirito identitario, evitando che ciò avvenga senza le tradizionali lacerazioni che contraddistingue il confronto fra socialisti e che l’approccio del confronto si affidi ai contenuti.
    Fra questi ci sono le Riforme istituzionali tra cui la Legge elettorale sulla quale il nostro Direttore ha espresso delle giuste critiche in disaccordo con la Segreteria nazionale, critiche che la grandissima maggioranza dei lettori dell’Avanti ha condiviso.
    Apri il tuo appello ricordando che ci sono momenti della vita in cui non si può disertare né venir meno ai principi ed ai valori a cui si è fatto riferimento da sempre e di fronte ai quali nessuna mutazione genetica è possibile. Ciò in particolare per i socialisti che ai principi di libertà e di uguaglianza hanno pagato tributi di dolore e di sangue. Anche Bersani non è disposto ad accettare l’attuale versione che vuole imporre Renzi e, pur esprimendo la sua fedeltà verso la Ditta, ha dichiarato che in questo caso viene prima il Paese e la salvaguardia della Democrazia rispetto alla Ditta.
    Aldilà della collocazione politica o di corrente di pensiero all’interno delle forze politiche, ci sono dei principi della nostra Costituzione, e comuni a quelli dei paesi democratici, che sono inviolabili e di fronte ai quali ogni parlamentare non può avere vincolo di mandato rispetto alle posizioni del suo Partito.
    Mi riferisco ai tre unici Poteri costituzionali, quali quello Elettivo che proviene dal popolo, il Legislativo che è espresso dal Parlamento in rappresentanza del popolo e quello Esecutivo che deve applicare le Leggi e le volontà espresse democraticamente dai rappresentanti del Popolo in Parlamento.
    Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.
    Ho chiesto a Nencini di spiegarci in base a quale nobile calcolo ha deciso di immolare il voto socialista a questa Legge elettorale. Concludevo con la speranza di poterlo ringraziare per una risposta e per un cambio di decisione. Siamo ancora tutti in attesa di questa risposta. Tu che fai parte della Direzione la devi sollecitare e far si che avvenga alla luce del sole prima che il Parlamento si pronunci.
    Non è in questa circostanza che il silenzio è d’oro.
    Aldilà di ogni collocazione interna al PSI, ritengo che non ci possa sottrarre al tuo appello a cui aderisco prima ancora che da socialista da cittadino che vuole essere rappresentato e rispettato secondo i principi costituzionali.
    Saluti fraterni.
    Je suis socialiste

  2. Condivido pienamente le giuste considerazioni del Compagno Sollazzo. E’ importante far conoscere il nostro dissenso dall’Italicum e dagli altri provvedimenti di Renzi, altrimenti distruggiamo le possibilità di rilancio del ruolo Socialista nel nostro paese

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