martedì, 20 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Nucleare, accordo fatto con l’Iran
Pubblicato il 02-04-2015


Mogherini-nucleare-Iran

il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e la responsabile della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini

A giugno la trattativa sarà definitivamente completata in tutti i particolari, ma l’accordo sulla questione spinosissima del nucleare iraniano è stato raggiunto. Il risultato finalmente positivo è arrivato nel pomeriggio di oggi a Losanna dopo un durissimo e interminabile negoziato a cui hanno partecipato oltre agli emissari dell’Iran, quelli di Stati Uniti, Russia, Francia, Germania, Cina e UE.

I negoziati saranno prolungati fino al 30 giugno come spiegano in una dichiarazione congiunta il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e la responsabile della politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini.

La dichiarazione sul prolungamento dei negoziati, che sarebbero dovuto improrogabilmente concludersi un giorno fa, significa che c’è un accordo ‘politico’ di massima e che ora il compito dei tecnici è quello di risolvere concretamente le decisioni assunte dai negoziatori.

Tabella-testate nucleari

Fino all’ultimo l’accordo è sembrato sul punto di saltare con pressioni fortissime sui governi impegnati a risolvere il rebus di lasciare a Teheran la possibilità di sviluppare il nucleare per uso civile evitando però al contempo di lasciare agli iraniani la possibilità di utilizzare tecnologie e uranio arricchito per costruire ordigni nucleari.

Un nodo cruciale perché l’Iran, un grande Paese con alle spalle secoli di dominio regionale, continua a spaventare le altre potenze regionali, in particolare Israele e Arabia Saudita. Israele, che è già una potenza nucleare, teme che in realtà gli aiatollah vogliano solo dotarsi di un’arma nucleare con cui minacciare i Paesi della regione. Lo stesso timore di Riad che è separata da Teheran non solo per una questione di interessi economici e strategici regionali, ma anche dalla fondamentale divisione tra le due grandi correnti dell’Islam: l’Iran è sciita, l’Arabia Saudita, sunnita.

Molte delle tensioni e delle piccole guerre locali di questi ultimi anni, si sono giocate proprio in questa ottica, dall’Iraq alla Siria, fino al recentissimo confronto in atto nello Yemen dove i ribelli houthi, con le forze fedeli all’ex presidente Alì Abdullah Saleh, dopo aver conquistato la capitale Sanaa, sostenuti dall’Iran sciita, stanno tentando di prendere il potere detronizzando il presidente riconosciuto dalla comunità internazionale e sostenuto dall’Arabia Saudita e da un vasto schieramento di Paesi arabi con gli Usa, Abed Rabbo Mansur Hadi.

In vista dell’accordo a Losanna, lo stesso presidente Obama, aveva rinunciato a una trasferta a Louisville, nel Kentucky, per un discorso di economia, per restare alla Casa Bianca.

L’accordo raggiunto sul programma nucleare iraniano servirà a Obama per frenare quella parte dei repubblicani che nel Congresso volevano imporre ulteriori sanzioni all’Iran. Al contrario oggi invece l’accordo prevede un graduale alleggerimento delle sanzioni, a cominciare da quelle finanziarie ed economiche che hanno messo in grave difficoltà il regime e provato duramente la popolazione iraniana.

Tra le questioni più complesse c’è proprio il timing delle sanzioni da ridurre e sul piano strettamente tecnico, i limiti da imporre alle nuove centrifughe per l’arricchimento del materiale fissile. Nell’accordo potrebbe comparire un meccanismo che rende automatica la reimposizione delle sanzioni nel caso in cui Teheran non rispettasse gli impegni senza ricorrere al Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Lorenzo Mattei

Angela Merkel Angelino Alfano bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento