giovedì, 19 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

PARTE IL GIRO
Pubblicato il 02-04-2015


DelRio-infrastrutture

Il premier Matteo Renzi ha annunciato, durante la riunione del Consiglio dei ministri, che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio diventerà il ministro delle
Infrastrutture. Si conclude quindi l’avvicendamento al dicastero di Porta Pia in seguito alle dimissioni di Maurizio Lupi, dopo lo scandalo che ha coinvolto il superconsulente Ercole Incalza. E proprio Lupi scrive su Twitter: “Graziano Delrio ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. Un’ottima scelta. Sono sicuro farà un buon lavoro”. Parole non a caso, ma dettate dalla necessità di rimettere calma e ordine dopo lo scandalo che ha scoperchiato un giro di mazzette e costretto alle dimissioni il ministro anche se non indagato.

“Siamo sempre a disposizione del governo cioè del Paese”, afferma Delrio.  Quanto ai tempi del rimpasto la risposta invece è: “Ci sono, come sapete, due presidenti che, grazie a Dio, decidono per noi”. Ma nel rimpasto quella delle infrastrutture non è lo sola casella da riempire. Vi è quella degli Affari Regionali oltre a quella lasciata libera dallo stesso Delrio. E resta da capire chi sarà l’esponente Ncd che entrerà a sua volta al governo. La scelta potrebbe ricadere su Valentina Castaldini, portavoce nazionale del partito, o su Dorina Bianchi. E sul tavolo, naturalmente, c’è la questione relativa alle deleghe e alla sostituzione dello stesso Delrio a Palazzo Chigi con Scelta Civica in agitazione per entrare nel gioco di poltrone.

A questo proposito interviene Civati della minoranza del Pd: “Benissimo Delrio alle Infrastrutture ma bisognerà capire se il futuro sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sarà di ‘famiglia’ o se si riuscirà a essere un po’ laici, anche perché questo comincia a essere un problema: un Palazzo Chigi come fortezza, una torre d’avorio tutta renziana. Forse anche su questo tema ci vorrebbe un messaggio più plurale, anche più utile. Non c’è solo il genio e l’estro di Renzi. Ci sono anche altre persone che possono dare un contributo al Paese. Se il successore di Delrio sarà fiorentino sarà una scelta abbastanza chiara”. Forse quella di Civati è anche una richiesta di rappresentanza come se un esponente del Pd non sia automaticamente un rappresentate anche di  Civati. Un segno chiaro che indica ormai la nascita di un partito del parito.

Intanto, dopo le tensione degli scorsi giorni, rimane aperto il caso Ncd che verrà risolto più avanti. Forse la prossima settimana. L’Ncd aveva puntato su Quagliarello, fino a pochi giorni or sono fermo in pole position per il dicastero di Porta Pia, ma ha dovuto rinunciare per far spazio a Delrio lasciando un fronte e una ferita aperti. Un cambio in corsa che l’Ncd non ha gradito: “La nostra sfida – ha avvertito il partito centrista – è per dar vita a un progetto e non occupare poltrone”, parole che avvalorano la tesi che a Renzi non sia piaciuta la nascita di Ap e il suo progetto di mettere assieme pezzi centristi e della diaspora del centrodestra. Ma oltre al nome il problema riguarda anche le deleghe: infatti la casella vuota del ministero degli Affari Regionali potrebbe diventare più appetibile se condita con deleghe di maggior peso come ad esempio quelle per il Sud e sui fondi comunitari. Quindi al momento Alfano resta in attesa (una attesa assai lunga a dire il vero…); aspetta che si concluda il giro di poltrone. Ma per ora sta di fatto che Renzi piazza uno dei suoi uomini più fedeli in un posto strategico a discapito del partito centrista sempre più insofferente. Il tutto a poca distanza delle regionali.

Per quanto riguarda la scelta del successore al posto di Delrio sembra certo che Renzi abbia in mente una donna e i nomi che girano sono quelli della Finocchiaro, Sereni e Lanzillotta. Non resta che aspettare.

Ginevra Matiz

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