martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Pensioni, Boeri ora fa in conti in tasca ai ferrovieri
Pubblicato il 03-04-2015


Ferrovieri-pensioneIl 96% delle pensioni dei ferrovieri del fondo speciale Fs in pagamento nel 2015 (vecchiaia e anzianità) subirebbero una riduzione se venissero calcolate con il metodo contributivo. È quanto emerge dall’operazione Porte aperte Inps (il 27% degli assegni si ridurrebbe di oltre il 30%) che dopo essersi occupata dei piloti e dei dirigenti di industria ora passa ai ferrovieri.  Il fondo ha avuto nel 2013 un disavanzo di 4,2 miliardi.

Nel Fondo speciale sono iscritti i dipendenti delle Ferrovie assunti prima del 1 aprile 2000, i dipendenti della Holding delle Ferrovie (assunti anche successivamente) e gli ex dipendenti FS (trasferiti per mobilità ad amministrazioni pubbliche) che hanno optato per il mantenimento dell’iscrizione al Fondo speciale FS. Il Fondo – spiega l’Inps all’interno di una scheda su “Porte aperte” dopo quelle pubblicate sui piloti e sui dirigenti dell’industria, era già in rosso prima del suo passaggio all’Inps e, dal 1973, i suoi squilibri gestionali sono a carico del bilancio dello Stato. Dal trasferimento della gestione in Inps i risultati economici annuali sono stati sempre negativi anche per il progressivo peggioramento del rapporto tra iscritti e pensionati, dovuto al fatto che i lavoratori assunti dalle società appartenenti alla Holding FS dopo il 1 aprile 2000 vengono iscritti al Fondo Lavoratori Dipendenti (FPLD) e non più al Fondo speciale.

Dalla scheda Inps emerge come, a causa delle regole sul pensionamento in passato più generose di quelle attuali, la maggioranza dei ferrovieri con pensioni liquidate tra il 2000 e il 2014 abbia importi di pensione superiori di almeno il 20% a quello che avrebbero avuto con il calcolo contributivo. In particolare il 36% gode di un importo tra il 20% e il 30% superiore, il 19% di un importo superiore tra il 30% e il 40% mentre l’8% ha importi superiori a quelli del contributivo del 40%. Solo il 2% ha importi inferiori di più del 10% di quanto avrebbe ottenuto con il metodo contributivo.

Ma la colpa non è certo dei ferrovieri che sono andati in pensione secondo le regole del momento. Se hanno preso più soldi di quanti ne hanno versati la responsabilità è da ricercare altrove. E lo stesso vale per le altre categorie e per tutti quei lavoratori che sono andati in pensione con le regole vigenti prima della riforma Dini. Una operazione verità va bene. Ma nessuna colpevolizzazione di una intera categoria.

Le deviazioni dal contributivo sono più forti per chi va in pensione prima. “Ad esempio – si legge nella scheda – un ferroviere andato in pensione nel 2010 all’età di 59 anni (era ancora possibile con le quote età e anzianità) con una pensione lorda mensile di 3.240 euro percepisce una prestazione di 583 euro più alta di quella che avrebbe ottenuto con il ricalcolo contributivo; una persona andata in pensione all’età di 63 anni nel 2013 vedrebbe il suo assegno pensionistico ridursi di circa 335 euro passando da 3.525 euro lordi a 3.190.

Per la scheda sono state prese in considerazioni 50.000 pensioni (di persone andate in pensione dopo il 2000) che rappresentano un terzo delle pensioni del fondo. Al momento il Fondo eroga 151.000 pensioni di vecchiaia e anzianità (e anticipate) con un importo medio di 25.000 euro, 1.400 pensioni di invalidità/inabilità e 67.000 pensioni di reversibilità (14.000 euro in media). Nel 2015 le nuove pensioni di vecchiaia, anzianità e anticipate saranno 1.700 per un importo medio di 32.000 euro.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. La scelta di inserire i fondi speciali del personale addetto ai trasporti nella gestione unica INPS non è stata una scelta dei lavoratori; nessuno però dice che chi ne faceva parte, continua a pagare i contributi come se ancora i rispettivi fondi esistessero, beneficiando però, al momento della pensione, di un leggero ricalcolo verso l’alto per gli anni di cui a tutti gli effetti han fatto parte del fondo “acceso”. Peraltro, non tutti beneficiano di questa possibilità, ma solo quelli che alla data 31/12/1995, potevano vantare 18 anni di iscrizione al Fondo Speciale, altrimenti tutto “il privilegio” veniva meno. Voglio sperare che questa denuncia, non sia il prologo ad una scelta diversa che danneggerebbe i lavoratori, molti dei quali, ultimi rimasti, son prossimi ad essere messi in quiescenza (spero tra quelli anch’io che sono ormai da rottamare!!!).

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