giovedì, 19 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Petrolio e gas col fracking
ma, forse, anche terremoti
Pubblicato il 24-04-2015


Terremoto-Forli-RavennaForse è vero: l’estrazione dal sottosuolo di petrolio e gas con il metodo della fratturazione idraulica, il cosiddetto fracking, può causare terremoti. Quella che prima era una supposizione sulla base di dati empirici, sarebbe stata confermata da uno studio realizzato dallo United States Geological Survey (Usgs), l’agenzia scientifica governativa americana che si occupa dell’ambiente.

Secondo Mark Petersen, responsabile del gruppo che ha redatto il rapporto “fino al 2008 in Oklahoma c’erano uno o due terremoti di magnitudo pari o superiore alla magnitudo 3 della scala Richter all’anno. Nel 2015 la media è stata di 1 o 2 al giorno. “Ora in Oklahoma ci sono più terremoti di quella magnitudo che in California”.
Secondo il Geological Survey, è molto probabile che l’iniezione in profondità delle acque reflue utilizzate per il fracking per l’estrazione di petrolio e gas “abbiano scatenato terremoti”. La fratturazione idraulica, tecnica estrattiva che inietta in profondità una miscela ad alta pressione di acqua e agenti chimici per rompere la roccia e liberare gli idrocarburi, potrebbe secondo alcuni esperti, infiltrarsi nella roccia fino a portare allo spostamento di una faglia, cioè a provocare un sisma.

La notizia potrebbe avere un impatto decisivo non solo sulle ricerche legate ai fenomeni sismici, ma sull’economia americana. L’estrazione di petrolio e gas con questo sistema ha comportato enormi benefici all’economia e oggi, per quanto riguarda queste due materie prime, gli USA sono divenuti un Paese esportatore. Il sistema di estrazione ha però costi elevatissimi, e non solo per l’ambiente. Le società petrolifere hanno ottenuto ingenti prestiti per investire in questi pozzi, che hanno una vita brevissima e se il rapporto dovesse portare a uno stop, questo provocherebbe un vero ‘terremoto’ finanziario ed economico.

L’autosufficienza nella produzione degli idrocarburi ha anche dato agli stati Uniti un importante vantaggio strategico, consentendogli di sganciarsi dalla dipendenza di approvvigionamenti da Paesi come l’Arabia Saudita.

Nel rapporto sono state identificate e mappate 17 stati e tra questi quello più colpito è indubbiamente l’Oklahoma, dove i terremoti ora sono centinaia di volte più comuni di quanto fossero pochi anni fa. Seguono la california, l’Ohio, Texas, Kansas, Colorado, New Mexico.

Petersen si è detto molto allarmato e non esclude che in futuro si possano avere terremoti assai più consistenti, fino a una magnitudo di 7 gradi e ha spiegato che nella aree dove è stata interrotta questa pratica di estrazione, i terremoti sono cessati.

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