giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Poliomielite e morbillo, non sono solo spettri
Pubblicato il 20-04-2015


VaccinoAntiPolioCon la guerra sull’altra sponda del Mediterraneo, un altro fantasma minaccia di creare incubi: la poliomielite. La malattia che pensavamo sconfitta definitivamente dal vaccino Sabin, è tornata a fare capolino e a farsi rivedere anche in Europa.

Undici milioni di siriani, ad esempio, vivono da quattro anni in una condizione sanitaria a dir poco precaria e a decine di migliaia sono fuggiti nella vicina Giordania che ospita ormai oltre un milione e mezzo di profughi. In Siria si sono avuti già 35 casi di bambini menomati per sempre dalla poliomielite.

Dalla Giordania la malattia è scomparsa venti anni fa, ma dal 2013 le autorità sanitarie, in accordo con l’OMS, l’UNICEF e l’UNHCR, ha intrapreso una serie di campagne per garantire che tutti i bambini sotto i 5 anni di età che vivono in aree ad alto rischio, soprattutto quelli nei campi profughi, siano vaccinati. Il problema è che in Giordania, come in Europa, non si avverte più il pericolo e questo rende assai più pericolosa un’eventuale diffusione del virus. Per questo il primo passo delle autorità è stato quello di dare il via a una campagna di sensibilizzazione attraverso annunci pubblici, volantini e squadre di operatori sanitari che viaggiano nei campi, con visite mediche ‘porta a porta’ così, ad esempio, le roulotte vengono segnate con una croce colorata a indicare che i bambini di quelle famiglie sono stati già vaccinati. Durante la Settimana Mondiale di vaccinazioni, il Ministero prevede di vaccinare 200 000 bambini.

Il focolaio originale del virus è in Pakistan e questo ricorda a tutti che resta una minaccia per i bambini che non sono stati vaccinati e non importa dove essi vivano.
Quanto all’Europa, dove ancora si registrano casi di malattie come il morbillo, adesso ritorna il rischio della polio. L’avvertimento anche in questo caso arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanita, l’Oms, in un comunicato diffuso per la settimana europea dell’Immunizzazione che è partita oggi. “Il virus della polio è stato trovato” in Europa e in altre aree vicine; 53 Paesi compreso Israele, dove, come risulta dalle documentazioni dell’Oms, sono stati segnalati casi. Dunque, sottolinea l’OMS che cerca di contrastare così anche una certa diffusa sottovalutazione, se non aperta e sciagurata contrarietà alla pratica delle vaccinazioni, lo status di ‘polio free’ è a rischio.

”Sul fronte del morbillo – riporta l’ANSA – gli ultimi dati dell’European Center for Diseases Control (Ecdc) parlano per l’Ue di circa 4 mila casi nel periodo tra marzo 2014 e febbraio 2015, con la Germania che ci ha ‘soffiato’ lo scettro di Paese con più casi notificandone 1239, mentre l’Italia ne ha registrati 1199. Nello stesso periodo si sono registrati un morto per il virus e sette casi di encefalite acuta. “Anche se in generale la copertura vaccinale nella Regione è alta – continua l’Oms – ampie porzioni della popolazione non sono protette. Degli 11,2 milioni di bambini nati nel 2012 circa 554 mila non hanno ricevuto neanche le immunizzazioni di base”.

Lorenzo Mattei

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Commenti all'articolo
  1. Mercoledì 24 aprile inizierà la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, celebrata per promuovere il concetto di prevenzione che passa dall’uso dei vaccini. Nel web però c’è un morbo a volte più pericoloso delle patologie virali: le bufale scientifiche. Dal rapporto effetto-causa tra vaccino e autismo, alla relazione tra big-pharma produttrici e sperimentazione umana, le balle si diffondono velocemente, specialmente quando in gioco c’è la salute a cui si è più sensibili.

    I dati pubblicati proprio ieri sulla rivista “Journal of the American Medical Association” (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25898051) dimostrano ancora una volta che non c’è nessun legame tra la malattia del disturbo autistico con il vaccino trivalente (morbillo-parotite-rosolia). La credenza nasce da un caso di frode scientifica risalente al 1998 quando venne pubblicato sulla rivista medica the Lancet un articolo di Andrew Wakefield, con le presunte prove sulla relazione. Lancet lo ha poi ritirato proprio in seguito a segnalazioni e contraddizioni del testo. L’articolo pubblicato ieri da Jain e colleghi, dimostra l’assenza di legame tra il manifestarsi della malattia e il vaccino trivalente nemmeno nei casi di familiarità della patologia. Gli autori hanno studiato un campione di 95727 bambini vaccinati, compresi quelli con fratelli più grandi affetti da autismo. L’analisi statistica ha messo in evidenza l’autonomia dell’insorgenza della malattia con la vaccinazione, indipendentemente dal fatto che fratelli avessero la patologia.

    Cosa c’entra la politica? Rimettere in primo piano dell’agenda Sanità l’informazione, la comunicazione del rischio, la cosiddetta prevenzione primaria e la promozione, non solo come slogan, della ricerca scientifica.

    La prossima settimana sarà la Settimana Mondiale delle Vaccinazioni, dopo la pubblicazione di Jain e colleghi che chiarisce ancor di più l’assenza di legame tra vaccini e autismo, la réclame “prevenire è meglio che curare” calza a pennello.

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