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Opinioni e commenti
 

PSI, crescere o perire
Pubblicato il 24-04-2015


A proposito del fondo del Direttore Mauro Del Bue pubblicato il 21 aprile – ‘Gli epurati’ – mi punge lo sprone ad aggiungere alcune considerazioni. In primis commento il punto di domanda: “Altrimenti a che serve discutere e votare se poi ognuno va in ordine sparso?” La concezione della democrazia va intesa nella rigorosa osservazione delle decisioni di maggioranza dei gruppi parlamentari. Un membro del Parlamento dovendo rispondere, secondo la Costituzione, esclusivamente al popolo ha il dovere politico intrinseco della coerenza nel rispettare la linea del partito di appartenenza.

La linea politica del PSI, decisa dal Congresso di Venezia del 2013, viene da sempre espressa dal Segretario Riccardo Nencini col supporto pertinente del Consiglio Nazionale. Non è possibile ad ognuno dei parlamentari socialisti andare in ordine sparso o trascurare l’esigenza di coltivare i valori nobili dei nostri padri fondatori. Sotto la spinta di tale esigenza la politica parlamentare ha un solo strumento: la competenza d’insieme sulla linea politica del partito.

I 325 compagni del Consiglio Nazionale non sono solisti di musica individuale. Essi hanno il dovere di evitare dissonanze oltre che contribuire a realizzare armonia e fiducia sui contenuti del documento conclusivo dell’Assemblea Congressuale. Quel documento è anche pregno di ampia apertura sulle questioni del nostro partito per i compagni delle mozioni minoritarie. Stiamo sulla dirittura d’arrivo del traguardo del 31 maggio per la competizione elettorale di 7 Regioni e migliaia di Comuni.

A proposito delle regionali si sa che in Umbria e Campania verranno presentare liste socialiste, in Toscana e Marche liste civiche-socialiste; in Puglia, Veneto e Liguria presenteremo candidati nella lista del candidato Presidente. Il PSI il 31 maggio dovrà superare col voto il dilemma di crescere o perire. Dopo il recente Consiglio Nazionale, che ha approvato il documento politico a stragrande maggioranza, il PSI deve restare al governo e non deve assolutamente far parte di un nuovo polo della sinistra antagonista. Si sa che dopo aver disintegrato l’atomo non si può più dividere i residuali componenti: elettroni, protoni, neutroni e neutrini.

Il nuovo Italicum verrà votato dai socialisti anche perché in Commissione sono state accolte le nostre richieste integrative del testo base. Per l’approdo nell’aula di Montecitorio sull’Italicum i partiti di opposizione Forza Italia, M5S e Sel si stanno preparando a presentare delle pregiudiziali di costituzionalità e sono pronte a chiedere il voto segreto. Il governo ha annunciato la fiducia in presenza di voti segreti, ma in questo caso lo scrutinio segreto sarebbe sulle pregiudiziali. Plaudo all’iniziativa lodevole ed aggregante del Capogruppo reggente del Pd, onorevole Rosato, il quale aveva auspicato un esame senza voti segreti e di fiducia.

Parimenti benvenuto è l’invito di Bersani ai parlamentari cattolici di evitare il pilatismo sull’Italicum e li invita a difendere la democrazia in presenza del rischio di una restrizione dei diritti. La compattezza organizzativa dei 325 consiglieri nazionali del PSI spinge i compagni di Sezione, Federazioni provinciali e regionali a prodigarsi senza indugio per la riscossa socialista. Chiedano a chiare lettere l’incremento di tesserati per ampliare la platea di portavoce del voto utile socialista alle elezioni del 31 maggio 2015. La sfida del 3% di consensi elettorali per il PSI va vinta con l’impegno di tutti i socialisti da oggi al 31 maggio ed oltre.

L’affondo è per una voce fuori dal coro, pubblicata dall’Avanti! del 22, espressa da Nicola Olanda. Esula dalla deontologia di appartenenza, sollecita il Segretario Riccardo Nencini a spiegare in base a quale nobile calcolo ha deciso di immolare il voto socialista, osserva come avviene di prassi anche i sondaggi dei quotidiani nazionali, ma prende autonomamente le decisioni. Caro compagno Nicola Olanda, il PSI è un partito libertario ad ampio spettro. I suoi valori di riferimento di libertà e solidarietà sono insiti nel percorso quotidiano della storia politica socialista che non è stato mai “sine nobilitas”. L’essere socialista comunque non è titolo abilitante per sovrapporsi al Consiglio nazionale e tantomeno a mancare del rispetto umano al Segretario Riccardo Nencini. Per evitare ogni traccia di deragliamento pedagogico ritengo opportuno riaffermare, dopo 55 anni di appartenenza al PSI e 76 anni di età anagrafica, una massima di Vittorio Mori, scritta il 12 luglio 1960 sul giornale “L’ANNUNZIO” diretto da Achille Fabrizio in Altavilla Irpina: i partiti nelle pubbliche amministrazioni suonino divergenze di opinioni, ma non perdano di vista l’equilibrio di forze concorrenti, sia anche per vie diverse, al pubblico bene; ma ove i rancori o le gelosie personali prendano il posto dei partiti la traccia loro è fuori di strada, al rispetto si sostituisce il dispetto, alla luce le tenebre.

Manfredi Villani

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Commenti all'articolo
  1. Stavo seguendo con interesse le tue argomentazioni quando con mia grande sorpresa hai dedicato la parte finale alla mia modesta persona investendola con una serie di contumelie gratuite volte a a travisare quanto in proposito avevo espresso con il mio sostegno agli epurati del PD sull’Italicum, e il mio favore alla versione di Bersani rispetto a quella che Renzi si appresta a imporre al Parlamento.
    Da anni si stanno sovvertendo le gerarchie dei Poteri costituzionali ma mai come ora si sta annullando praticamente quello Elettivo, umiliando quello Legislativo e imponendo su di entrambi quello dell’Esecutivo.
    Sul pacchetto Legge elettorale e Riforma del Senato il Direttore dell’Avanti ha espresso delle giuste critiche in disaccordo con la Segreteria nazionale, critiche che la grandissima maggioranza dei lettori dell’Avanti ha condiviso.
    Le modifiche richieste dagli EPURATI del PD fanno riferimento alla regressione della qualità della Democrazia derivante dal pacchetto Italicum con Riforma del Senato che configura un Presidenzialismo di fatto senza contrappesi istituzionali e con un Parlamento formato per il 70% dei deputati NOMINATI dal Segretario del Partito di Maggioranza. Sulla Legge elettorale le richieste degli EPURATI sono principalmente:
    • Modifica della composizione elettorale passando dalla Lista alla Coalizione dopo il ballottaggio
    • Interventi sulla composizione dei Collegi per quanto riguarda i 100 Capilista bloccati e le pluricanditature nei Collegi.
    • Garantire ai cittadini la possibilità di eleggere i propri rappresentanti
    Come con il Porcellum, anche con questa Legge elettorale avremo che la più grande minoranza si prende la maggioranza dei seggi controllando così di fatto tutti gli istituti di garanzia e annullando di conseguenza l’equilibrio democratico dei poteri costituzionali.
    Non ci sarà sempre il PD al Governo per cui occorre preoccuparsi del Sistema democratico e non dell’interesse di una persona o di un Partito.
    La Legge elettorale deve esprimere una maggioranza parlamentare che rappresenti anche la maggioranza del Paese. I Referendum che hanno vinto nella Prima Repubblica sono quelli che hanno avuto la maggioranza dei cittadini e non quelli della maggioranza governativa.
    Giustamente in un Partito non è facoltà della minoranza sostituirsi alla maggioranza ma in questo caso si parla di Regole istituzionali su cui deve essere un dovere quello di ricercare il massimo consenso parlamentare. E’ stato lo stesso Renzi a dire che si sarebbe impegnato a fare le Riforme con il più ampio consenso possibile.
    Un parlamentare non deve avere vincoli di mandato né nei confronti del Partito né rispetto alla maggioranza di appartenenza governativa quando sono in discussione i principi e gli equilibri democratici e costituzionali. I Padri costituent avevano concepito la Camera e il Senato con funzioni gemelle per evitare derive autoritarie e il ricordare oggi la Legge Acerbo dell’epoca fascista non è occasionale. Se pensiamo che nel dopoguerra fu dichiarata Legge Truffa una legge elettorale che assegnava il premio di maggioranza al partito che avesse raggiunto il 50% più uno del consenso da parte degli elettori, come dobbiamo definire quella che Renzi vuole imporre al Parlamento??
    La composizione parlamentare del PD è derivata dalla Segreteria Bersani. E’ opportuno che i 7 parlamentari socialisti non dimentichino che sono stati eletti con Bersani grazie al patto concordato in Europa tra il PSI e il PSE e che il programma a cui avevano aderito si chiamava “Italia bene comune”. Quale bene è più comune delle Isituzioni? Ricordo che in quel periodo elettorale Bersani aveva dichiarato che i suoi valori di riferimento erano quelli socialisti di libertà, uguaglianza e solidarietà e che la parola Socialista è la definizione più antica e più nobile della Storia politica. Bersani anche se iscritto al PCI è stato sempre nella sostanza un socialdemocratico. La sua la considero l’EPURAZIONE di un SOCIALISTA. Assieme a lui, come socialista, mi sente anch’io un epurato.
    Mi elevi ad unica voce fuori dal coro ma non hai spiegato se il coro è quello di Renzi o quello socialista.
    Oggi è vergognoso assistere ai continui cambi di casacca che non sono legati a dei processi o a dei progetti politici ma semplicemente a opportunismo, trasformismo e conformismo a favore di Renzi. Forse la maggioranza del PD ha dimenticato che la maggioranza dei seggi di cui dispone deriva dal regalo del premio di maggioranza del Porcellum dichiarato incostituzionale dalla Consulta.
    Mi accusi di mancanza di rispetto umano nei confronti del Segretario Riccardo Nencini. Oltre a non esservi traccia di simile affermazione nel mio articolo questa tendenza non appartiene comunque alla mia indole.
    Per le ragioni su esposte ho semplicemente espresso il mio dissenso sulla decisione della Segreteria di votare la versione di Renzi anziché appoggiare la versione di Bersani.
    Mi accusi di esulare dalla deontologia di appartenenza e salendo in cattedra ti arroghi la presunzione senza conoscermi di mettere in dubbio la mia conoscenza sui valori socialisti di riferimento.
    Non sono nel Consiglio nazionale, non ho mai rincorso cariche all’interno del Partito, e ho scelto di essere un socialista che lavora per la sua famiglia e per gli altri.
    Mi costringi a dirti che sto per compiere 81 anni. Da sempre sono un socialista e ne conosco la Storia e i valori. Da quando circa 45 anni fa ho preso la tessera mi sono sentito vincolato a darne testimonianza nel lavoro e nella Società. Ho lavorato per 47 anni in Italia e all’estero. Nel petrolchimico più grande d’Italia sono stato l’unico capo reparto a scioperare con i suoi operai e sono stato eletto nel Consiglio di fabbrica in rappresentanza dei tecnici dello Stabilimento. All’estero come responsabile delle costruzioni non ho esitato a difendere i miei ingegneri libici dai soprusi dei militari. Per esprimermi come socialista sono stato causa di discriminazioni nei confronti dei miei figli soffrendo anche disagi famigliari e sentimentali.
    Ora da diverso tempo seguo e partecipo all’Avanti on line. Qui da noi il dissenso è ammesso. E’ come avere ritrovato la grande Casa Socialista. Questa sensazione e questa passione politica che si rianima, l’avvertiamo anche perché molte Sezioni sono scomparse, e in quelle poche rimaste il dibattito e l’azione politica trovano difficoltà a manifestarsi. Siamo in tanti a leggerlo e a commentarlo. E’ la prima volta che avverto la tua presenza. Forse se fosse più assidua ti sarebbe utile per apprezzare di più un comportamento laico che significa apertura al confronto e al dialogo, tolleranza e rispetto di ogni opinione e credo religioso.
    In un mio intervento volto a sostenere economicamente l’Avanti invitavo ad evitare che l’Avanti sia utilizzato strumentalmente per fare il “tifo” alla carica di Segretario di qualche compagno, anche se meritevole di quest’onore. Esiste già il Sito del PSI che secondo me dovrebbe strutturarsi anche per consentire la democratica competizione fra i candidati alle cariche politiche.
    Non trasferiamo quindi sull’Avanti questa tipologia di competizioni ma riserviamogli invece il ruolo di un Giornale che vuole avere l’ambizione di appartenere solo ai suoi Lettori.
    Dai dati fornitici dalla Redazione non è detto che i lettori siano solo gli iscritti o gli elettori socialisti, ma anche coloro che vogliono conoscere e comprendere per valutare un domani se sostenerci sulle nostre idee e i nostri programmi di cambiamento dell’esistente. Oltre ai nostalgici abbiamo bisogno anche di coloro che devono rappresentare il futuro.
    Condivido la massima che hai citato di Vittorio Mori. Desidero salutarti con l’animo di Voltaire:
    anche se non sei d’accordo con me sull’Ialicum sarei disposto a dare la mia vita per consentirti di continuare a pensare diversamente da me.
    All’anagrafe Nicola Olanda, nella società Je suis socialiste.

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